 | Italiani all'Estero e Stranieri in Italia Consolato, Ambasciata, Matrimonio all'estero, Divorzio all'Estero, Visto di Ricongiungimento familiare e di Turismo, Immigrazione, Stranieri in Italia, Matrimoni misti, Materia Fiscale. Sezione speciale dedicata alla REPUBBLICA DOMINICANA |
| | | DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE | |
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| Autore | Messaggio |
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Guido Baccoli Fondatore


Numero di messaggi: 1656 Età: 57 Località: Santo Domingo - Rep. Dominicana Data d'iscrizione: 12.01.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Mer Mar 04, 2009 12:41 am | |
| Dr Scolaro, é stata omessa la richiesta delle notizie sul procedimento ai sensi dell'art 7 e 8 L 241/90 ed in piú, lo ripeto, come lei mi ha insegnato, doveva dare la possibilitá di difesa ai sensi dell'art 10 bis e queste due cose mi pare di capire, non sono state fatte, nonostente le ripetute richieste.
Oltremodo, come lei osserva giustamente, il fatto che non é stato indicato nemmeno il ''rimedio'' contro il rifiuto lasciando il cittadino utente nell'aria e in un totale sconvolgimento e confusione, a mio avviso l'elemento psicologico esiste eccome. Inoltre, come se non bastasse, si é sottratto ai suoi doveri di ufficio, per paura, per insicurezza, per e mi perdoni, forse ignoranza (visto che uno dei motivi che ci ha riferito l'utente era che la sentenza di separazione legale in Italia era incompatibile con il divorzio all'estero), senza nemmeno entrare nel merito della fondatezza del rifiuto. Per ultimo, non per importanza, é la frase che rimane in attesa del parere del Mininterno....se questo non é sottrarsi al proprio dovere di ufficio, io non so piú che deve fare per essere accusato di omissioni di atti di ufficio.
L'eventuale processo di delibazione in questo caso non sarebbe bloccato dal penale, in quanto gli oggetti sono diversi. Comunque, questa é la mia infarinatura penale e chiederó ai due nostri penalisti di intervenire e dare la loro opinione. Ometto altri commenti perché carissimo Dr Scolaro, se questi atteggiamenti di alcuni UdSC avessero solo un centesimo percentuale delle Sue conoscenze e cognizioni, queste cose non succederebbero e forse é anche ora che si paghi caro questo guadagnarsi lo stipendio pubblico, senza essere all'altezza del compito e aggravante, se é vero, ha riferito all'utente che é docente di diritto internazionale...ma siamo matti? Che speranze abbiamo di rimettere in sesto l'Italia e far rispettare le leggi e mettere persone preparate nei posti giusti e in proporzione alla loro preparazione. |
|  | | Amedeo Amministratori

Numero di messaggi: 1062 Età: 60 Data d'iscrizione: 14.06.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Mer Mar 04, 2009 2:06 am | |
| Un saluto a tutti.
L'importanza dell'azione penale, secondo me ed in questi casi, è data, più che dalla possibile condanna che ne può scaturire, dal fatto che il burocrate, che si comporta in modo "disinvolto", deve sapere che l'utente può creargli più danni di quelli che intenderebbe evitare assumendosi una responsabilità.
Un saluto a tutti, |
|  | | Michele Cecchi
Numero di messaggi: 18 Età: 33 Data d'iscrizione: 27.10.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Mer Mar 04, 2009 3:14 am | |
| Buon giorno a tutti e grazie per essere intervenuti sull'argomento in questione. Posso assicurare che almeno dal mio modesto punto di vista,essendo il diretto interessato,l'elemento psicologico sussiste e pure parecchio essendo stato ripetutamente "rassicurato" dall'UdSC e di conseguenza avendo anche comunicato la "buona notizia" a quella che sarà la mia futura moglie (che si trova a circa 8000 Km da Roma),alla quale poi ho dovuto spiegare (per telefono),che erano sorti problemi vari e che l'UdSC aveva cambiato idea...Poi ad aggravare ulteriormente il tutto c'è anche il fatto che sono in procinto di trasferirmi all'estero definitivamente e che quindi dovrò delegare un avvocato che provveda a sbloccare la situazione chiaramente pagandolo fior di soldi,tutto per colpa di questo signore...E aggiungo che al contrario di quello che i carabinieri sostengono,l'omissione c'è stata e cosa ancor più grave,corredata da "bugie"di vario tipo da parte dell'UdSC solo per poter guadagnare tempo e trovare più "cavilli" ostativi al riconoscimento della sentenza. Ora mi ritrovo divorziato in Repubblica Dominicana e sposato in Italia,con il risultato che non posso nemmeno contrarre nuovo matrimonio Ora non mi resta che sperare nell'avvocato,... un saluto. |
|  | | Michele Cecchi
Numero di messaggi: 18 Età: 33 Data d'iscrizione: 27.10.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Mer Mar 04, 2009 3:27 am | |
| ah dimenticavo...la sensazione di impotenza,quando i carabinieri mi hanno detto che non avrei potuto denunciarlo,mi ha mandato ancora più in depressione...sentendomi non tutelato in nessun modo davanti alla prepotenza di questo individuo...sono davvero furioso. E' vero che l'obbiettivo primario (come dice il dr.Scolaro) è che venga annotata la sentenza,ma sarebbe anche giusto che pagasse i danni morali e materiali che ha causato.Non ho altro da aggiungere. Un saluto a tutti. |
|  | | Amedeo Amministratori

Numero di messaggi: 1062 Età: 60 Data d'iscrizione: 14.06.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Mer Mar 04, 2009 10:41 am | |
| Un saluto a tutti.
Per evitare commenti del carabiniere, bisogna recarsi con la querela già scritta. Si consegna e basta. Sarà un giudice a stabilire il da farsi.
Io ho dovuto pr due volte querelare il dirigente di un Ufficio Immigrazione e sono andato, appunto, dai carabinieri con la querela scritta.
La prima volta viene letta dall'appuntato in portineria. Mi invia da un superiore che la legeg anche lui. Quest'ultimo mi invia dal comandante della stazione ed anche questi la legge. Al termine mi chiede se voglio procedere o risolvere la questione. Ovviamente ero più interessato alla soluzione del problema (non accettavano di prendere proprio domanda di CdS, perchè chiedevano documenti non dovuti). Il Comandante telefina davanti a me al comandante della stazione di polizia ove era situato l'Ufficio Immigrazione e devo dire che non è stato "tenero"!!! Fatto stà che il giono successivo il problema fu "stanamente" risolto.
La seconda volta, dopo una mia diffida ad adempiere, l'Ufficio Immigrazione chiede per iscritto documenti "validati". Scaduta la prima diffida porto la querela scritta dai carabinieri e inoltro un'altra diffida. Scade la seconda diffida. Stavo per scrivere la terza diffida e la seconda querela quando chiamano al telefono: "Venga a prendere il titolo di soggiorno del suo parente"!!!
Ecco a cosa servono diffide e querele!!!
Un saluto a tutti, |
|  | | Sereno.SCOLARO Moderatore

Numero di messaggi: 324 Data d'iscrizione: 02.03.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Mer Mar 04, 2009 10:52 am | |
| Certamente, nella situazione i c.d. vizi sono piu' di uno e non tutti secondari. In precedenza, mi premeva solo segnalare l'autonomia dei procedimenti sul piano penalistico e sul piano civilistico, considerando principalmente che alla persone in genere "preme" di più ottenere il riconoscimento della sentenza emessa all'estero. |
|  | | gulliver04 Moderatore

Numero di messaggi: 12 Data d'iscrizione: 16.03.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Gio Mar 05, 2009 6:02 pm | |
| Mi complimento anzitutto con gli esperti che, con competenza e garbo, si confrontano su una materia così complessa, fornendo un prezioso ausilio agli utenti del forum. Per ciò he attiene i risvolti strettamente penali, mi permetto di dire che, pur comprendendo le ragioni che, a volte, inducono un ufficiale di p.g. (es. il maresciallo della Stazione CC) a "sconsigliare" ad un privato cittadino di presentare una denuncia/querela, ovvero di rivolgersi ad un legale, è bene ribadire (come già è stato fatto) che egli NON può rifiutarsi di riceverla. Altrimenti tale condotta sarebbe la prima a poter sconfinare in un comportamento omissivo di rilevanza penale. Per quanto attiene le "omissioni" commesse da un U.d.c. e, più in generale, da pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, bisogna tener presente che non sempre e, direi, non facilmente è sussistente o comunque comprovabile l' elemento psicologico, il famigerato "dolo". Taluni comportamenti "oggettivamente" omissivi, pur danneggiando a vario titolo chi ne è vittima, sono spesso dettati da: scarsa qualificazione professionale, incompetenza, negligenza...e non di rado si accompagnano ad un' intollerabile arroganza. Ma, a mio parere, ciò non implica automaticamente la sussistenza del dolo, che (salvo i casi espressamente previsti) è un elemeno essenziale affinché la violazione di una norma, prevista come reato, abbia rilevanza penale e conduca quindi ad una condanna. Ovviamente tale valutazione spetta all'Autorità Giudiziaria e non al denunciante nè, tantomeno, alla polizia giudiziaria. Ma concordo sul fatto che è sempre opportuno, di fronte a simili casi, valutare preliminarente la strada più efficace, produttiva (e rapida!) sia per conseguire il ns risultato sia, perché no, per censurare, anche in maniera diversa dalla (eventuale) sanzione penale, chi non sa fare il proprio mestiere. Saluti. |
|  | | Guido Baccoli Fondatore


Numero di messaggi: 1656 Età: 57 Località: Santo Domingo - Rep. Dominicana Data d'iscrizione: 12.01.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Gio Mar 05, 2009 9:18 pm | |
| Un particolare ringraziamento al nostro esperto in penale Gulliver40. Certo che non é facile dimostrare l'elemento psicologico (dolo), peró, come giustamente dice Amedeo, io credo che in questi casi molto gravi di comportamento, descritte dal Signor Michele Cecchi, debbano esserci elementi piú forti come ad es. la semplice notizia di reato diretto alla Procura della Repubblica o ai Carabinieri o alla Polizia Giudiziaria, perché questi, come dice lei Gulliver40, ''comportamenti "oggettivamente" omissivi, pur danneggiando a vario titolo chi ne è vittima, sono spesso dettati da: scarsa qualificazione professionale, incompetenza, negligenza...e non di rado si accompagnano ad un' intollerabile arroganza'', tolgano l'arrognaza al funzionario e di conseguenza quest'ultimo, si senta per lo meno, in una maggior consapevolezza e responsabilitá del suo agire. Rimanendo sempre in questi casi estramente gravi, credo che solo cosí gli autori capiscono che si mettono in possibili e seri guai, se il PM e poi il giudice, individuano il dolo. Quindi l'effetto sarebbe che prima di rifiutarsi o meglio (dovrei dire peggio) come nel caso del Signor Cecchi, non insistano a non mettere le ragioni per iscritto ripetutamente richieste e i cui termini per farlo sono giá scaduti (e qui il dolo a mio avviso é piú facile dimostrarlo), elencando a voce una serie di corbellerie come quella della sentenza o procedimento di separazione legale, che a suo avviso, é incompatibile con il divorzio. Credo che una relazione dei fatti come notizia di reato, abbia almeno la conseguenza che il signor ''so tutto'', che spara corbellerie e si distoglie e sottrae dalle sue funzioni e responsabilitá, almeno si sbrighi ad informarsi da fonti attendibili come, per un semplice esempio nel forum di comuni.it o altri che hanno a disposizione (Gulliver, anche cosí, con questa inerzia, non c'é il dolo e la consapevolezza di arrecare un grave danno?) Il mio punto di vista in questo caso particolare é che il dolo é piú facilmente dimostrabile, in quanto se é convinto delle motivazioni che impedirebbero la trascrizione, perché prima fa credere che é tutto a posto e poi rifiuta, ma non lo mette per iscritto, cosí come detta la legge e tutto finisce li? (sempre che non dica altre corbellerie alle quali ovviamente si ha la possibilitá di replicare entro dieci giorni, prima di emettere la decisione finale.), Perché far passare i tempi previsti dalla legge 241/90 per rispondere a una diffida e/o a una richiesta scritta di darne le motivazioni d'impedimento di trascrizione? |
|  | | Amedeo Amministratori

Numero di messaggi: 1062 Età: 60 Data d'iscrizione: 14.06.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Ven Mar 06, 2009 3:33 am | |
| Un saluto a tutti. | Guido Baccoli ha scritto: | Un particolare ringraziamento al nostro esperto in penale Gulliver40.
Certo che non é facile dimostrare l'elemento psicologico (dolo), peró, come giustamente dice Amedeo, io credo che in questi casi molto gravi di comportamento, descritte dal Signor Michele Cecchi, debbano esserci elementi piú forti come ad es. la semplice notizia di reato diretto alla Procura della Repubblica o ai Carabinieri o alla Polizia Giudiziaria, perché questi, come dice lei Gulliver40, ''comportamenti "oggettivamente" omissivi, pur danneggiando a vario titolo chi ne è vittima, sono spesso dettati da: scarsa qualificazione professionale, incompetenza, negligenza...e non di rado si accompagnano ad un' intollerabile arroganza'', tolgano l'arrognaza al funzionario e di conseguenza quest'ultimo, si senta per lo meno, in una maggior consapevolezza e responsabilitá del suo agire.
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Non posso non ricordare il caso della mia prima querela.
Mi ero recato presso l'U.I. per consegnare la domanda di CdS per i miei suoceri ai sensi dell'allora DPR 54/2002. Dall'elenco documenti riportati nella legge non era previsto il certificato penale.
Allo sportello me lo chiedono. "Non è previsto", gli rispondo. "Non posso accetare la pratica", afferma l'agente allo sportello. "Mi metta per iscritto i motivi del rifiuto", replico. Mi porta allora a parlare con il dirigente (saggio l'agente!!!).
Dal dirigente la scena si ripete. Io insisto citando la legge in base alla quale avrebbe dovuto darmi la motivazione scritta. "Vuole fare il professore con me???", mi dice il dirigente. "Veramente si, sia perchè lo sono di professione, sia perchè conosco la legge meglio di lei!", ovviamente rispondo. Questo di altera non poco, mi chiede la carta d'identità, se ne fa fotocopia e mi dice "... e adesso vediamo!!!" con aria minacciosa.
Questo atteggiamento fortemente arrogante mi dette la motivazione di passare il pomeriggio a scrivere una dettagliata querela. Il giorno dopo, il comandante della stazione di polizia, dopo la telefonata del comandante dei carabinieri mi invitò nel suo ufficio per un colloquio. Mentre salivo sentivo uno che urlava ed arrivato all'ufficio del comandante della stazione di polizia mi accorsi che era lui che stava redarguendo pesantemente il dirigente dell'U.I., che sull'attenti ascoltava. Il giorno dopo costui aveva cambiato totalmente atteggiamento nei miei confronti e mi disse più volte "mi dica lei cosa devo fare!!!".
Non bisogna avere alcuna paura o timore reverenziale, dunque, quando si è certi di avere ragione e diritto dalla propria parte.
Un saluto a tutti, |
|  | | gulliver04 Moderatore

Numero di messaggi: 12 Data d'iscrizione: 16.03.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Ven Mar 06, 2009 10:20 am | |
| Caro dr. Baccoli, molto probabilmente nel caso del sig. Cecchi vi sono valide motivazioni per agire legalmente contro il "solerte" U.d.s.c.. E' anche vero che una denuncia può assumere una funzione "deterrente" o persuasiva, pur non essendo questa la sua ratio. Peraltro, è appena il caso di precisare che l'ipotesi di reato in esame è procedibile "d'ufficio", per cui non è possibile, anche avendo poi ottenuto il ravvedimento dell' U.d.S.c., rimettere la denuncia o fermare il procedimento penale eventualmente attivatosi. E se in qualche caso è sufficiente, come il calzante esempio di Amedeo dimostra, l' "allegra" mediazione di un comandante di stazione CC...vecchio stampo (atto che, pur non rientrando...canonicamente nelle sue competenze, ben venga!), per far illuminare il ns "campione", altre volte accade tutt'altro. Vi sono casi in cui (vds, ad es., taluni U.d.s. che, per il solo fatto di essere avvocati o professori o altro, presumono di conoscere qualunque materia o norma...A PRESCINDERE!) una denuncia/querela che si conclude con un'archiviazione, non fa che accrescere nel nostro "oscar alla sapienza" la certezza di avere tutte le ragioni del mondo e diventare un incoraggiamento a perseverare per il futuro invece di rimuovere, come sarebbe auspicabile, la sua arroganza ed indurlo a maggior senso di responsabilitá. Ed anzi, non di rado capita che, paradossalmente, sia poi il ns "onnisciente" a presentare, a sua volta, una denuncia/querela che, per quanto infondata, può arrecare cmq dei fastidiosi disagi. Allora, nel concordare pienamente sul fatto che, se riteniamo che un comportamento "oggettivamente" lesivo, integrante una fattispecie penale, sia inequivocabilmente INTENZIONALE e VOLUTO da parte di chi lo adotta, il ns sacrosanto diritto/dovere è quello di denunciare, mi/vi chiedo: non c'è un' Autorità (amministrativa) gerarchicamente superiore all 'U.d.c. a cui potersi rivolgere per verificare il suo operato e che, conseguentemente, possa censurarne l'operato? Potrebbe essere, unitamente al/agli specifici ricorsi nel merito dell'atto, un' efficace alternativa alla denuncia. In parallelo, mi vengono in mente svariati casi in cui, per es. un appartenente alle Forze dell'Ordine, denunciato da un cittadino per presunti abusi, omissioni, ecc..., pur andando assolto sotto il profilo penale ha poi subito pesanti conseguenze disciplinari e amministrative per gli stessi fatti, o altri analoghi, che la/le vittime hanno pensato bene di segnalare ai comandi/uffici/enti superiori. Non esiste tale possibilità per un U.d.s.c. inadempiente? Saluti. |
|  | | Amedeo Amministratori

Numero di messaggi: 1062 Età: 60 Data d'iscrizione: 14.06.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Ven Mar 06, 2009 1:33 pm | |
| | gulliver04 ha scritto: | Allora, nel concordare pienamente sul fatto che, se riteniamo che un comportamento "oggettivamente" lesivo, integrante una fattispecie penale, sia inequivocabilmente INTENZIONALE e VOLUTO da parte di chi lo adotta, il ns sacrosanto diritto/dovere è quello di denunciare, mi/vi chiedo: non c'è un' Autorità (amministrativa) gerarchicamente superiore all 'U.d.c. a cui potersi rivolgere per verificare il suo operato e che, conseguentemente, possa censurarne l'operato? Potrebbe essere, unitamente al/agli specifici ricorsi nel merito dell'atto, un' efficace alternativa alla denuncia. In parallelo, mi vengono in mente svariati casi in cui, per es. un appartenente alle Forze dell'Ordine, denunciato da un cittadino per presunti abusi, omissioni, ecc..., pur andando assolto sotto il profilo penale ha poi subito pesanti conseguenze disciplinari e amministrative per gli stessi fatti, o altri analoghi, che la/le vittime hanno pensato bene di segnalare ai comandi/uffici/enti superiori. Non esiste tale possibilità per un U.d.s.c. inadempiente? Saluti. |
Si, c'è il sistema e l'ho ampiamente descritto nei miei libri. Con una più o meno pretestuosa richiesta di attivazione delle procedure di autotutela della pubblica amministrazione si invia la richiesta oltre che al superiore gerarchico, anche a tutta una serie di altri soggetti coinvolgibili. Tra questi: Corte dei Conti e Dipartimento per la Funzione Pubblica.
Gli altri soggetti chiedono spiegazioni per iscritto all'Ufficio in questione, ma gli ultimi due inviano quasi sempre ispezioni. Ho visto personalmente un (altro) dirigente di Ufficio Immigrazione, restio al rilascio di un titolo di soggiorno, "inc****** nero" per quello che aveva dovuto passare a seguito di una richiesta del genere. Va da se che il titolo di soggiorno richiesto fu poi rilasciato.
Un saluto a tutti, |
|  | | gulliver04 Moderatore

Numero di messaggi: 12 Data d'iscrizione: 16.03.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Ven Mar 06, 2009 4:40 pm | |
| Benissimo! Molte grazie... |
|  | | Guido Baccoli Fondatore


Numero di messaggi: 1656 Età: 57 Località: Santo Domingo - Rep. Dominicana Data d'iscrizione: 12.01.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Ven Mar 06, 2009 4:47 pm | |
| Confermo la possibile soluzione con la segnalazione anche all'Ispettorato della Funzione Pubblica e alla Corte dei Conti (giá consigliata da me alla pag 2 di questa discussione) e confermo anche, che spesso é molto efficace (qualcosa funziona in Italia). Riguardo la segnalazione al Sindaco invece, é tutto relativo e dipende molto dal fatto che non sia come il carabiniere che si é rifiutato di prendere l'esposto lasciando il cittadino con un palmo di naso e una rabbia d'impotenza piú che comprensibile. Piuttosto essendo assetato di nozioni che non domino quanto altre, vorrei chiedere a Gulliver40 dei chiarimenti. Prendendo come esempio il caso in oggetto, citando anche le seguenti sentenze (massime) di Cassazione penale:Cassazione penale , sez. VI, 20 novembre 1985 OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO Elemento psicologicoCodice Penale art. 328
Per la configurabilità del reato di cui all'art. 328 c.p. si richiede, sotto il profilo psicologico, il dolo generico, cioè, la volontà cosciente da parte del pubblico ufficiale di rifiutare, ritardare od omettere l'atto da lui dovuto: l'avverbio " indebitamente " inserito nel dettato legislativo, non comporta l'esigenza di un dolo specifico, ma sottolinea la necessità della consapevolezza di agire in violazione dei doveri imposti. Il dolo generico deve, comunque, ritenersi escluso in caso di omissione o rifiuto di atti di ufficio realizzati in buona fede, sempre che di questa sia stata fornita la prova. ************************************************************************* Cassazione penale , sez. IV, 06 marzo 2007, n. 19358Codice Penale art. 328 Ai fini della configurabilità del reato di rifiuto di atti di ufficio, non basta che l'atto rientri in una delle categorie tipiche indicate dalla norma né che sussistano le previste condizioni di urgenza, ma occorre che l'atto sia dovuto, e dunque non rientri nell'ambito della discrezionalità del pubblico ufficiale. (Annulla in parte con rinvio, App. Trento, 11 gennaio 2006) ************************************************************************* Infine, ma esiste molta giurisprudenza, questa che mi pare si adatti perfettamente al caso del signor Cecchi: Cassazione penale , sez. VI, 26 ottobre 2005, n. 41225 OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO Fattispecie Codice Penale art. 328 In tema di omissione o rifiuto di atti d'ufficio, la richiesta di cui all'art. 328 comma 2 c.p. assume la natura e la funzione tipica della diffida ad adempiere: essa deve quindi, con percepibile immediatezza, essere rivolta a sollecitare il compimento dell'atto o l'esposizione delle ragioni che lo impediscono ed il reato si consuma quando, in presenza di tale presupposto, sia decorso il termine di trenta giorni senza che l'atto richiesto sia stato compiuto o senza che il mancato compimento sia stato giustificato.Per chi non conosce l'art 328 c.p. menzionato da quest'ultima sentenza, questo detta: Rifiuto di atti d'ufficio. Omissione. [I]. Il pubblico ufficiale [357] o l'incaricato di un pubblico servizio [358], che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio [366, 3885 ] che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Non mi pare che i compiti e doveri di un UdSC, rientri nelle ragioni descritte dal suddetto 1° comma, per cui vediamo il nominato comma 2° descritto nella suddetta sentenza: [II]. Fuori dei casi previsti dal primo comma il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a 1.032 euro. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa.
Se non mi sbaglio, il signor Cecchi al quale chiedo confermi o smentisca, mi pare di aver capito che sia stata presentata una richiesta scritta, come aveva consigliato Amedeo e noi tutti, e nel momento che stizzito, ha consegnato la pseudo motivazione erano scaduti i 30 gg ed inoltre, la motivazione é incompleta e pure gravente violatoria del fatto che non indica a quale istituzione deve rivolgersi il cittadino per opporsi al rifiuto e violatorio anche dell'obbligatorio avviso o intenzione di rifiutare la trascrizione, ai sensi dell'art 10 bis della L. 241/90, per il quale il cittadino ha dieci giorni di tempo per presentare le controdeduzioni o memorie difensive. Ora, al caro amico e collaboratore Gulliver40, chiedo: A) prima sentenza: ma sottolinea la necessità della consapevolezza di agire in violazione dei doveri imposti ; Se é vero com'é vero, che l'ignoranza della legge non é scusante nemmeno per un cittadino comune, come si puó pensare che un UdSC rifiuti inconsapevolmente di dare le motivazioni scritte entro i trenta gg?; B) seconda sentenza: occorre che l'atto sia dovuto, e dunque non rientri nell'ambito della discrezionalità del pubblico ufficiale. Credo che non ci siano dubbi che l'atto di intenzione motivata (art 10 bis) e pure le indicazioni dovute per gli artt. 7 ed 8, L 241/90 non possano assolutamente essere discrezionali, visto che sono dettati dalla legge; C) terza sentenza; é stata giá sopra commentata. Non mi pare che ci siano scampi per non poter o trovare difficoltá per provare la consapevolezza (dolo) di arrecare un danno al cittadino e di violare o sottrarsi a dettami di legge. So perfettamente che il penale é difficile e delicato, ma in casi come questi ed altri similari che decine, se non centinaia di volte, ho riscontrato sia professionalmente, sia sui forum nei quali ho partecipato attivamente, non credo che provare gli elementi sopra indicati dalla Cassazione sia poi tanto difficile...o si? A lei la palla gentile Gulliver40, perché io ho infarinatura di penale, ma ovviamente non sono un grande esperto.
Ultima modifica di Guido Baccoli il Ven Mar 06, 2009 6:44 pm, modificato 1 volta |
|  | | gulliver04 Moderatore

Numero di messaggi: 12 Data d'iscrizione: 16.03.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Ven Mar 06, 2009 5:26 pm | |
| Carissimo e ..accanitissimo Dr. Baccoli, la ringrazio per la fiducia accordatami, ma nanch' io oso definirmi un grande esperto di legge penale, mi sforzo di mediare le nozioni e le norme con l'esperienza pratica che ci insegna come, per l'appunto, non sia semplicissima la concreta configurabilità di ipotesi delittuose come quella in esame. D'altronde, sappiamo quanto garantismo (...a volte, troppo forse?) vi sia in tal senso nel nostro quadro normativo. Considero assolutamente pertinenti le sentenze da lei evocate e non escludo che, nel caso del sig. Cecchi, vi siano validi presupposti per argomentare una denuncia in tal senso. Mi permetto, sempre in linea generale, di sottolineare, come ha ben fatto anche lei, che per la sussistenza del dolo (ovviamente in questo caso generico) è indispensabile la necessità della consapevolezza di agire in violazione dei doveri imposti, e non, come spesso capita nei casi concreti, l'errata e boriosa convinzione di agire bene, pur agendo male per ignoranza o errata conoscenza delle norme che il p.u. ha il dovere di applicare. Purtroppo, per il nostro codice, l'unica ignoranza che - come lei riporta al punto A) - non può essere invocata a giustificazione delle "castronerie" che si commettono, è l'ignoranza della legge penale e non...ahimè, l'ignoranza di qualsiasi altra norma vigente (chissà, altrimenti, le code...di imputati fuori dalle ns aule di giustizia :-) ). Magari il Cecchi potrebbe,se lo ritiene proficuo, procedere in entrambe le direzioni...ha visto che effetto può sortire una procedura come quella indicata dal buon Amedeo?
Cordialissimi saluti.
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|  | | Guido Baccoli Fondatore


Numero di messaggi: 1656 Età: 57 Località: Santo Domingo - Rep. Dominicana Data d'iscrizione: 12.01.08
 | Oggetto: Re: DISCUSSIONI SULLA VALIDITÀ DELLA SENTENZA STRANIERA EXTRA UE Ven Mar 06, 2009 6:26 pm | |
| Grazie mille Gulliver40, per la sua preziosa collaborazione. A parte la sua modestia, non accettata almeno dal sottoscritto, lei é piú che ferrato sia in teoria che in pratica e mi pare di aver toccato un punto dolente, per il disconoscimento del quale, molti dell'amministrazione pubblica approfittano (quindi lo ritengo ancora piú grave) ''dell'ignoranza'' del cittadino che giá difficilmente conosce le leggi civili, immaginiamoci quelle penali. Peró questo forum ha esattamente questo specifico scopo...informare i connazionali e anche i loro partner e familiari pure se extracomunitari e per adesso, sono arrivati solo molteplici e grandi complimenti per tutto lo staff e nessuna critica particolarmente negativa.
Il Signor Cecchi, come d'altra parte tutti i lettori ed utenti, adesso hanno maggiori cognizioni e speriamo meno timore (troppo reverenziali) nell'agire di conseguenza, sia quale sia la loro decisione...seguire il civile ed/od amministrativo, come ha ben indicato Amedeo e come agisco anchío professionalmente (anche se in cuor mio spero sempre non sia necessario), oppure seguire il penale e richiedere i danni costituendosi parte civile o ancora, in alcuni casi come questo trattato, puó seguire entrambe le strade in quanto essendo diversi gli oggetti del civile e del penale, quest'ultimo non interrompe un'istanza di delibazione alla Corte di Appello.
Sono anche sicuro che i connazionali, leggendo e informandosi ancor piú ovviamente da preparati e seri professionisti, potrebbero, e qui arriva il Baccoli che lei descrive come ''accanitissimo'' (chi mi conosce sa il perché), davvero far formare le code...di imputati fuori dalle ns aule di giustizia . Magari Gulliver, magari!!!! Probabilmente in Italia e nelle nostre rappresentanze all'estero cambierebbero molte cose.
Ricordo con un sorriso, che un'amico di altro forum, molto piú accanito di me e senza mezzi termini, diceva...dobbiamo far scoppiare lo scandalo di Ambasciatopoli. É molto triste pensare che nulla cambierá e che si continuerá a trattare i cittadini come asini e pezze da piedi, con l'arroganza del potere, rimanendo impotenti, sconcertati, disorientati e depressi senza sapere come e cosa fare. Con questo ed onde evitare qualsiasi speculazione che io sia un provocatore, ''incitando'' i connazionali a ricorrere a mezzi estremi sin dal dal principio (purtroppo mi hanno accusato anche di questo), io mi auguro sempre e al contrario, che la sola coscientizzazione e informazione, possa essere un trampolino d'inizio per una migliore e soprattutto piú preparata e responsabile del suo ruolo di servizio ai cittadini, Pubblica Amministrazione.. |
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