Italiani all'Estero e Stranieri in Italia

Consolato, Ambasciata, Matrimonio all'estero, Divorzio all'Estero, Visto di Ricongiungimento familiare e di Turismo, Immigrazione, Stranieri in Italia, Matrimoni misti, Materia Fiscale. Sezione speciale dedicata alla REPUBBLICA DOMINICANA
 
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 Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre

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cubitalo



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MessaggioOggetto: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 4:31 am



Salve, sono disperato cercando una spiegazione…

Vi racconto, ho invitato mia madre di 60 anni a farmi visita per 90 giorni, malgrado tutta la documentazione sia stata, a mio avviso corretta, il visto li è stato negato (decreto sicurezza).

Sono un cittadino cubano, sposato con una cittadina italiana da 8 anni, risiedo legalmente in Italia da 8 anni, sono in possesso di una carta di soggiorno, lavoro nella stesa azienda da 7 anni con un contratto a tempo indeterminato. Considero avere tutte le carte in regola per poter fare venire a mia madre farmi visita.



Nella mia disperazione ho spedito via mail a tutti gli indirizzi mail che ho trovato della ambasciata italiana all’Avana la lettera che vi allego. Cosa altro mi consigliate di fare?



Vi ringrazio in anticipo







Eccellentissimo signor ambasciatore





Con grande rammarico ho appreso ieri che a mia madre è stato negato il visto per motivi turistici che aveva chiesto per rendermi visita per un periodo di 90 giorni.



Mi rivolgo a Voi con la speranza di chiarire questo malinteso. Come è possibile che a una signora di 60 anni le sia negato un visto turistico?



Io mi considero un cittadino esemplare, un modello d’integrazione, sono sposato da otto anni con una cittadina italiana, sono in possesso di una carta di soggiorno (permesso di soggiorno lunga durata CE), ho un lavoro con contratto a tempo indeterminato, lavoro nella stessa azienda dal 2003, pago tutte le tasse, parlo ed scrivo l’italiano correttamente, i miei amici sono italiani, so pure fare la pasta al uovo, il limoncello e la cassata siciliana, parlo pure un po’ di siciliano…Ma sono anche un figlio esemplare; sono figlio unico e ciò mi spinge anche a essere un modello di figlio, accudisco i miei genitori in tutti i loro bisogni, provvedo in tutte le loro necessità.



Questo viaggio l’avevamo progettato da tempo, due anni fa avevo fatto venire mia nonna (madre di mia madre) quest’anno intendo fare venire mia madre e l’anno prossimo ho l’intenzione fare venire mio padre. Tutti loro, lo meritano perché se io sono la persona che sono è grazie a loro.



Non vedo alcuna ragione per cui a una signora di 60 anni, che ha un figlio unico, lontano, che non vede da tre anni, le possa essere stato negato un visto turistico. Mia madre ha pure viaggiato ben quattro volte in Francia (dipartimenti francesi d’oltremare) e non ha mai avuto nessun tipo d’intoppo, ancora a 60 anni lavora, anche se volendo potrebbe andare in pensione.



Non abbiamo capito ancora la ragione di questa risposta negativa perché non le è stato spiegato niente.



La prego vivamente di riconsiderare il suo caso.



Certo di una Vostra risposta, le porgo i miei più cordiali saluti.
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bostik
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 7:50 am

cubitalo ha scritto:


Salve, sono disperato cercando una spiegazione…

Vi racconto, ho invitato mia madre di 60 anni a farmi visita per 90 giorni, malgrado tutta la documentazione sia stata, a mio avviso corretta, il visto li è stato negato (decreto sicurezza).

Sono un cittadino cubano, sposato con una cittadina italiana da 8 anni, risiedo legalmente in Italia da 8 anni, sono in possesso di una carta di soggiorno, lavoro nella stesa azienda da 7 anni con un contratto a tempo indeterminato. Considero avere tutte le carte in regola per poter fare venire a mia madre farmi visita.



Nella mia disperazione ho spedito via mail a tutti gli indirizzi mail che ho trovato della ambasciata italiana all’Avana la lettera che vi allego. Cosa altro mi consigliate di fare?



Vi ringrazio in anticipo







Eccellentissimo signor ambasciatore





Con grande rammarico ho appreso ieri che a mia madre è stato negato il visto per motivi turistici che aveva chiesto per rendermi visita per un periodo di 90 giorni.



Mi rivolgo a Voi con la speranza di chiarire questo malinteso. Come è possibile che a una signora di 60 anni le sia negato un visto turistico?



Io mi considero un cittadino esemplare, un modello d’integrazione, sono sposato da otto anni con una cittadina italiana, sono in possesso di una carta di soggiorno (permesso di soggiorno lunga durata CE), ho un lavoro con contratto a tempo indeterminato, lavoro nella stessa azienda dal 2003, pago tutte le tasse, parlo ed scrivo l’italiano correttamente, i miei amici sono italiani, so pure fare la pasta al uovo, il limoncello e la cassata siciliana, parlo pure un po’ di siciliano…Ma sono anche un figlio esemplare; sono figlio unico e ciò mi spinge anche a essere un modello di figlio, accudisco i miei genitori in tutti i loro bisogni, provvedo in tutte le loro necessità.



Questo viaggio l’avevamo progettato da tempo, due anni fa avevo fatto venire mia nonna (madre di mia madre) quest’anno intendo fare venire mia madre e l’anno prossimo ho l’intenzione fare venire mio padre. Tutti loro, lo meritano perché se io sono la persona che sono è grazie a loro.



Non vedo alcuna ragione per cui a una signora di 60 anni, che ha un figlio unico, lontano, che non vede da tre anni, le possa essere stato negato un visto turistico. Mia madre ha pure viaggiato ben quattro volte in Francia (dipartimenti francesi d’oltremare) e non ha mai avuto nessun tipo d’intoppo, ancora a 60 anni lavora, anche se volendo potrebbe andare in pensione.



Non abbiamo capito ancora la ragione di questa risposta negativa perché non le è stato spiegato niente.



La prego vivamente di riconsiderare il suo caso.



Certo di una Vostra risposta, le porgo i miei più cordiali saluti.


Caro amico,
Avete seguito la procedura per chiedere un visto turistico per familiare di cittadino UE ai sensi del dlgs.30/2007?Tua madre ha diritto a visitare te e tua moglie,in quanto parenti.Se avete fatto le pratiche per un visto turistico normale era quasi scontato che fosse negato...Dovete riprovare,presentando il tuo certificato di nascita legalizzato al Min.Rex. e tradotto in italiano e il tuo certificato di matrimonio trascritto presso il comune italiano dove abiti.Puó servire,anche se non servirebbe,una breve nota di tua moglie dove chiede un visto C1-C2 o C5(Visto Schengen con validitá di 1-2-5 anni,entrate multiple che consente soggiorni di max.90 gg. ogni 6 mesi) per la suocera.
Scrivere emails ai consolati serve a poco...meglio fax e raccomadate A/R con conoscenza al Ministero affari esteri ed alla commissione europea(Su internet trovi tutti gli indirizzi,basta fare un google)
Ciao
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cubitalo



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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 9:02 am

Innanzitutto grazie della vostra risposta



Io non sono ancora italiano, ho fatto la richiesta io e non a nome di mia moglie italiana, due anni fa avevo fato venire a mia nonna producendo l stesa e identica documentazione e non ho avuto nessun intoppo.



Al momento non ho ancora ricevuto nessuna risposta ai mail che avevo inviato il giorno 1 di marzo al ambasciatore, console e al ufficio visti della ambasciata italiana all’Avana… oggi ho invitato via fax la mia lettera di reclamo. Pensate che avrò qualche riscontro?
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cubitalo



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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 9:16 am

Citazione:
...meglio fax e raccomadate A/R con conoscenza al Ministero affari esteri ed alla commissione europea


Avevo, giusto, giusto, trovato su questo sito il nome di alcune persone nel MAE a qui spedire delle raccomandate e adesso non le trovo più.

Buona idea, adesso nella prossima intervista che nel frattempo ho prenotato per mia madre per il 17 di Giunio, gli spedirò anche il certificato di matrimonio.
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bostik
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 9:49 am

Fondamentale dimostrare la parentela con certificato di matrimonio ed atto di nascita.É tua moglie che deve fare l'invito,per poter rientrare nei casi del dlgs.30/2007.
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 10:19 am

Vi spiego, noi cubani dobbiamo anche fare una lettera d’invito nella ambasciata cubana €200,00 euri, (Cuba non scherza con i soldi) se la facevo io erano solo duecento, se l’avessi fatto a nome di mia moglie, avrei dovuto anche farla legittimare da un notaio… tanti altri soldini. Questa suddetta “lettera d’invito cubana” a validità di un anno. Ad oggi non posso ricominciare da capo perché perderei quei 200 euro, e dovrei spendere altri duecento per far fare un’altra a mia moglie più le spese dal notaio.



Per cui, grazie ai vostri consigli, chiederò in comune un certificato di matrimonio, che spedirò a mia madre da presentare con gli altri documenti già in suo potere.



Quello che non capisco, come mai se per mia nonna avevo prodotto gli stessi e identici documenti, non avevo avuto nessun problema?



A quanto pare, conta la età, ma cavolo, è mia madre e ha 60 anni, non è di sicuro una delinquente e pure gli hanno spedito il fatidico documento col decreto “sicurezza” a quanto pare tutto è giustificato con questo documento
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 10:22 am

Mia madre aveva presentato il mio certificato di nascita, e oltre ai documenti obbligatori, avevo inviato le mie tre ultime buste paga, e addirittura l'ultimo CUD in mio posseso
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 12:23 pm

guardate qua: http://www.ambasciatacuba.com/servizi.html
in giallo vedrete il costo della lettera d'invito "Cubana", prima costava 175 euro adesso sonno 200... e non credo si fermeranno lì[Sad!]
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Mer Mar 03, 2010 12:37 pm

adesso sono più tranquillo... grazie a voi, seguirò i vostri consigli... non mi fermerò finche mia madre non sia qua con me
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Gio Mar 04, 2010 6:22 am

Ho chiamato questa mattina al comune dove mi sono sposato, dato che non ci abito più lì, me lo spediscono via posta anche senza spendere una lira...gentilissimi.



Ho chiamato questa mattina al comune dove mi sono sposato, dato che non ci abito più lì, me lo spediscono via posta anche senza spendere una lira...gentilissimi.



Nel frattempo mi è anche arrivato il CUD 2010 che spedirò a mia madre, anche se avevo inviato prima quello del 2009 che, a quanto pare, è servito a ben poco.



Ma!!! Vediamo come finisce questa storia, vi terrò aggiornato.



Devo fare una bella e decisa lettera di motivazione facendo riferimento al dl 30/2007, mi date qualche dritta?

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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Gio Mar 04, 2010 10:15 am

cubitalo ha scritto:
Ho chiamato questa mattina al comune dove mi sono sposato, dato che non ci abito più lì, me lo spediscono via posta anche senza spendere una lira...gentilissimi.



Ho chiamato questa mattina al comune dove mi sono sposato, dato che non ci abito più lì, me lo spediscono via posta anche senza spendere una lira...gentilissimi.



Nel frattempo mi è anche arrivato il CUD 2010 che spedirò a mia madre, anche se avevo inviato prima quello del 2009 che, a quanto pare, è servito a ben poco.



Ma!!! Vediamo come finisce questa storia, vi terrò aggiornato.



Devo fare una bella e decisa lettera di motivazione facendo riferimento al dl 30/2007, mi date qualche dritta?



Il CUD non serve.Un fac-simile di nota che puó scrivere tua moglie,potrebbe essere questo:

All'Ufficio visti-Cancelleria consolare di Avana (Cuba)

La sottoscritta xxxx,nata a xxxx,il xxxx,cittadina italiana,residente a xxxx,via xxxx,n. xxxx,tel. xxxx,
Chiede che sia concesso un visto turistico C1 o C2,per familiare di cittadino UE ad ingressi multipli ai sensi dlgs.30/2007 per la propria suocera,la Sig.ra XXXX,nata a XXXX,il XXXX,cittadina cubana,residente a XXXX,calle XXXX,n.XX,tel.XXXX.
Il tutto in virtú del diritto sancito dalla direttiva europea 38/2004/CE e recepito dall'Italia con il dlgs.30/2007,che sottolinea il diritto che il familiare extra-UE ha di ricongiungersi o anche solo visitare il proprio congiunto comunitario.
Si allega una fotocopia di un documento d'identitá della sottoscritta,l'atto di matrimonio celebrato a XXXX in data XXXX, e trascritto presso il comune italiano di XXXX tra la sottoscritta ed il cittadino cubano XXXX,nato a XXXX e l'atto di nascita legalizzato e tradotto del coniuge della sottoscritta.
Con osservanza,

Firma
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Gio Mar 04, 2010 10:54 am

Grazie.... bostik,
Sai, ho appena letto per intero il dl 30/2007 e mi sono reso conto di quante violazione subiamo ogni giorno
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Guido Baccoli
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Gio Mar 04, 2010 9:03 pm

Non vorrei essere il guastafeste di turno peró purtroppo negli ultimi anni anche la tendenza del TAR é cambiata radicalmente, sia per le motivazioni che perfino la visita di familiari stretti ed ancor di piú per motivi affettivi. Sembra che la tendenza del TAR si sia adeguata alla politica di restrizioni estrema che é in atto addirittura anche per chi ha diritto ad un visto (perfino matrimoni).


Riporto qui una sentenza e ce ne sono tante altre, che fa cadere le braccia a chiunque:

T.A.R. Lazio Roma, sez. I, 14 dicembre 2006, n. 14489

I coniugi Rebujio Euquirio e Benauro in Rebujio Clarina, genitori della ricorrente (residente in Italia con regolare permesso di soggiorno) sono residenti nelle Filippine e, nel mese di marzo del 2000, hanno presentato richiesta di visto per turismo.
[i]......omissis....
[/i]

il ricorso è infondato.
In via preliminare, il Collegio ritiene opportuno richiamare la normativa in materia.
[i]Il D.Lgs. 25-7-1998 n. 286 reca il .

In particolare, l'art. 4 è relativo all'ingresso nel territorio dello Stato e prevede, tra l'altro, che l'autorità diplomatica o consolare comunica il diniego allo straniero in lingua a lui comprensibile, o, in mancanza, in inglese, francese, spagnolo o arabo. In deroga a quanto stabilito dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, per motivi di sicurezza o di ordine pubblico il diniego non deve essere motivato, salvo quando riguarda le domande di visto presentate ai sensi degli articoli 22, 24, 26, 27, 28, 29, 36 e 39>.Inoltre, il d.P.R. 31-8-1999 n. 394 contiene il .
In particolare, l'art. 5 detta le modalità precise per il rilascio dei visti di ingresso.Sempre in via preliminare, si ritiene necessaria una ulteriore premessa a livello di sintetico inquadramento generale delle possibilità di ingresso degli stranieri nel Paese.
Il nostro sistema, da un lato, prevede il riconoscimento e la tutela del diritto di asilo (come diritto assoluto che si correla alle situazioni di fuga dalle condizioni di persecuzione) ma non contempla un corrispondente diritto di immigrazione inteso come soluzione a condizioni economiche insopportabili o rivolto ad un incremento del proprio benessere.Pertanto, è ragionevole affermare che l'ammissione dell'immigrato nel territorio dello Stato - oltre che fondarsi prioritariamente sulla convenienza del paese d'arrivo - risulta recessiva rispetto alla prevalente esigenza di tutela della sicurezza. È assolutamente incontestato che, negli ultimi anni, l'ingresso per turismo e il prolungamento illegale del soggiorno hanno costituito uno dei meccanismi di elusione delle norme sull'accesso al lavoro.Tanto premesso, da una attenta lettura della normativa in materia si evince chiaramente che, nei casi di richiesta di visto per turismo, la normativa vigente esonera - espressamente - l'amministrazione dall'obbligo motivazionale in ragione della tutela di esigenze di sicurezza della collettività.
Inoltre, il Collegio condivide pienamente le osservazioni svolte in replica da controparte in relazione al rischio migratorio sussistente nella specie.
[b]In conclusione, il ricorso deve essere respinto.
[/b]Sussistono giuste ragioni per la compensazione delle spese del presente giudizio.[/i]


Dalla linea dell'arbitrarietá che il TAR aveva preso é passato ad una linea opposta e mi pare che addirittura si vogli anche speculare sulle intenzioni, mentre 300 clandestini stanno essendo premiati, regolarizzati, manca solo che li si nomini anche Cavalieri della Repubblica.

Violatorio certamente del diritto all'unitá familiare, anche inteso come semplice diritto di visita, ho notato che invece la Corte UE continua a difendere questa unitá, per cui adesso pare non basti il TAR, bensí si deva ricorrere anche alla Corte UE. Povera italia!!!!

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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Ven Mar 05, 2010 11:57 am

Guido Baccoli ha scritto:
Non vorrei essere il guastafeste di turno peró purtroppo negli ultimi anni anche la tendenza del TAR é cambiata radicalmente, sia per le motivazioni che perfino la visita di familiari stretti ed ancor di piú per motivi affettivi. Sembra che la tendenza del TAR si sia adeguata alla politica di restrizioni estrema che é in atto addirittura anche per chi ha diritto ad un visto (perfino matrimoni).


Riporto qui una sentenza e ce ne sono tante altre, che fa cadere le braccia a chiunque:

T.A.R. Lazio Roma, sez. I, 14 dicembre 2006, n. 14489

I coniugi Rebujio Euquirio e Benauro in Rebujio Clarina, genitori della ricorrente (residente in Italia con regolare permesso di soggiorno) sono residenti nelle Filippine e, nel mese di marzo del 2000, hanno presentato richiesta di visto per turismo.
[i]......omissis....
[/i]

il ricorso è infondato.
In via preliminare, il Collegio ritiene opportuno richiamare la normativa in materia.
[i]Il D.Lgs. 25-7-1998 n. 286 reca il .

In particolare, l'art. 4 è relativo all'ingresso nel territorio dello Stato e prevede, tra l'altro, che l'autorità diplomatica o consolare comunica il diniego allo straniero in lingua a lui comprensibile, o, in mancanza, in inglese, francese, spagnolo o arabo. In deroga a quanto stabilito dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, per motivi di sicurezza o di ordine pubblico il diniego non deve essere motivato, salvo quando riguarda le domande di visto presentate ai sensi degli articoli 22, 24, 26, 27, 28, 29, 36 e 39>.Inoltre, il d.P.R. 31-8-1999 n. 394 contiene il .
In particolare, l'art. 5 detta le modalità precise per il rilascio dei visti di ingresso.Sempre in via preliminare, si ritiene necessaria una ulteriore premessa a livello di sintetico inquadramento generale delle possibilità di ingresso degli stranieri nel Paese.
Il nostro sistema, da un lato, prevede il riconoscimento e la tutela del diritto di asilo (come diritto assoluto che si correla alle situazioni di fuga dalle condizioni di persecuzione) ma non contempla un corrispondente diritto di immigrazione inteso come soluzione a condizioni economiche insopportabili o rivolto ad un incremento del proprio benessere.Pertanto, è ragionevole affermare che l'ammissione dell'immigrato nel territorio dello Stato - oltre che fondarsi prioritariamente sulla convenienza del paese d'arrivo - risulta recessiva rispetto alla prevalente esigenza di tutela della sicurezza. È assolutamente incontestato che, negli ultimi anni, l'ingresso per turismo e il prolungamento illegale del soggiorno hanno costituito uno dei meccanismi di elusione delle norme sull'accesso al lavoro.Tanto premesso, da una attenta lettura della normativa in materia si evince chiaramente che, nei casi di richiesta di visto per turismo, la normativa vigente esonera - espressamente - l'amministrazione dall'obbligo motivazionale in ragione della tutela di esigenze di sicurezza della collettività.
Inoltre, il Collegio condivide pienamente le osservazioni svolte in replica da controparte in relazione al rischio migratorio sussistente nella specie.
[b]In conclusione, il ricorso deve essere respinto.
[/b]Sussistono giuste ragioni per la compensazione delle spese del presente giudizio.[/i]


Dalla linea dell'arbitrarietá che il TAR aveva preso é passato ad una linea opposta e mi pare che addirittura si vogli anche speculare sulle intenzioni, mentre 300 clandestini stanno essendo premiati, regolarizzati, manca solo che li si nomini anche Cavalieri della Repubblica.

Violatorio certamente del diritto all'unitá familiare, anche inteso come semplice diritto di visita, ho notato che invece la Corte UE continua a difendere questa unitá, per cui adesso pare non basti il TAR, bensí si deva ricorrere anche alla Corte UE. Povera italia!!!!



Io evidenzio due fatti, però.

1) Si tratta di visita di stranieri a stranieri e non stranieri a familiari cittadini italiani o della UE.
2) Probabilmente gli stranieri che quì risiedevano in quanto rifugiati politici.

Secondo me, per il diritto di visita di familiari di cittadini italiani o della UE, non cambia nulla.

Un saluto,

_________________
Amedeo Intonti

Autore di:
- Manuale di sopravvivenza burocratica per italiani con partner straniero
- Ricongiungimento ... step by step
reperibili su www.edizionidellimpossibile.com

e-mail: amedeointonti@burocraziaconsolare.com
indice generale: http://www.burocraziaconsolare.com/amedeo-f80/indice-generale-di-amedeo-t767.htm#4762
Difensore Civico di www.tuttostranieri.it/forum/
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MessaggioOggetto: Re: Appello d’un figlio disperato per il visto de sua madre   Ven Mar 05, 2010 12:00 pm

alla faccia di tutti, ma qualcuno li deve proprio fermare
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