Italiani all'Estero e Stranieri in Italia

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 Moglie di cittadino italiano residente in UK

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ukresident



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MessaggioOggetto: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Mar Mag 27, 2008 11:10 am

Buongiorno.

Sto per sposarmi con una cittadina peruviana e abbiamo gia' avuto modo di sviluppare un'interessante discussione nella sezione riguardante i matrimoni.

Io sono residente nel Regno Unito e vorrei capire cosa devo fare per far visitare l'Italia (e la mia famiglia) a mia moglie. Scrivo moglie perche' ho gia' capito che come fidanzata non c'e' speranza se lei non puo' dimostrare di avere fondi a sufficienza e io sono quello che si impegna a pagare. Mi piacerebbe ascoltare una smentita, ma so che non l'ascoltero'.

Gia' mi da' molto fastidio non poter scegliere liberamente tra i "miei" tre paesi in quale sposarmi. Peggio. Mi disturba e preoccupa il fatto che la mia novia non abbia mai visto ne' il mio paese natale, ne' il mio paese di adozione, nel quale peraltro si appresta a vivere.

Ammesso (e purtroppo non concesso) che riesca ad ottenere per lei un permesso di residenza nel Regno Unito una volta sposati, sorge un problema. Penso che sia un mio diritto elementare visitare con una certa frequenza casa mia in Italia. E mi sembra ancora piu' elementare che mia moglie deve potermi seguire e condividere con me la vita familiare, frequentare i miei parenti e i miei amici.

Ora, vorrei capire se esiste un visto per questo genere di cose. Dubito che lei possa richiedere il permesso di soggiorno in Italia in quanto non sara' residente. Io torno spesso in Italia durante i weekend. Vorrei evitare che mia moglie dovesse richiedere un visto ogni volta. C'e' qualcosa che si puo' fare? E questo qualcosa si ottiene rapidamente una volta sposati (per esempio recandosi all'ambasciata) o e' comunque frutto di una trafila che dura mesi?

Pongo quest'ultima questione perche' apparentemente mia moglie non avra' modo per mesi di ricongiungersi a me mentre attende che la sua pratica inglese venga processata (ci vorranno almeno due mesi nella migliore delle ipotesi). Se almeno riuscissimo a passare il Natale in Italia...

Grazie.
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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Mar Mag 27, 2008 7:12 pm

Mi scusi, ritorno da una riunione abbastanza impegnativa e sono un po' stanco per darle una risposta che sia consona al suo caso. Le risponderˇ con mente pi˙ fresca domani e per adesso, le dico solo che il suo caso Ú alquanto complicato e davvero ''spiacevole''. Purtroppo il problema questa volta, dipende pi˙ dall'UK che non dall'Italia, infatti chi dovrebbe concedere il visto per ric familiare sono i primi, visto la sua residenza. I mezzi legali ci sono fino ad arrivare alla Corte Europea, ma non credo che siano molto pratici.
Mi scusi e a domani.

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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Mer Mag 28, 2008 4:59 am

Si'. Naturalmente mi sto muovendo per ottenere il permesso britannico e questa e' una cosa indipendente dalla mia domanda.
La mia domanda, invece era relativa alla possibilita' di passare piccoli periodi di tempo in Italia senza dover richiedere un visto ogni volta.

Mi spaventa un po' il suo scetticismo in materia di ricongiungimenti familiari in Gran Bretagna. La procedura e' gratuita, noiosa, richiede alcuni mesi di pazienza, ma se non ci sono particolari ragioni per ritenere che sia un matrimonio di interesse non dovrebbe creare problemi insormontabili. Lei ha notizie diverse?
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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Mer Mag 28, 2008 1:29 pm

ukresident ha scritto:
Si'. Naturalmente mi sto muovendo per ottenere il permesso britannico e questa e' una cosa indipendente dalla mia domanda.
La mia domanda, invece era relativa alla possibilita' di passare piccoli periodi di tempo in Italia senza dover richiedere un visto ogni volta.

Mi spaventa un po' il suo scetticismo in materia di ricongiungimenti familiari in Gran Bretagna. La procedura e' gratuita, noiosa, richiede alcuni mesi di pazienza, ma se non ci sono particolari ragioni per ritenere che sia un matrimonio di interesse non dovrebbe creare problemi insormontabili. Lei ha notizie diverse?

Non sono scettico, semplicemente capendo la sua situazione, faccio delle considerazioni personali che tengo per me, ma mi disturbano notevolmente come uomo e suo connazionale; anche se sono un professionista, non esercito con la freddezza, che spesso contraddistingue molti miei colleghi ed avvocati.

Riguardo la sua domanda, una volta sposati puˇ chiedere benissimo un visto C1 multientrate (un anno), ma se spiega la sua (vostra) situazione all'UV italiano in Per˙, a sua moglie dovrebbero rilasciarle un C3 o almeno un C2 (tre o due anni rispettivamente). Questo visto di turismo gratuito ed obbligatorio (unica eccezione per il visto turistico), risolverebbe il problema delle brevi visite in Italia senza richiedere altri visti o permessi etc. Sua moglie potrß viaggiare per l'Italia quando e quante volte desidera, fino alla scadenza del visto.

Da sottolineare che una volta in Italia, deve informare della sua presenza nel territorio la questura (Uff Immig.) anche con una semplice a.r., ma potrebbe a mio avviso, anche rimanere presso un suo parente italiano e richiedere dopo i prescritti tre mesi, un prolungamento della sua visita per motivi di famiglia.
Sempre a mio avviso, vivendo stabilmente in casa di un suo parente stretto (genitori, fratelli e sorelle), puˇ persino azzardarsi (Ú una forzatura alle normative) a richiedere la residenza.
Di fatto e normativamente, il familiare extracomunitario entrato regolarmente con il visto (anche di turismo) e convivente con un familiare italiano, Ú inespellibile, per cui l'U.I., potrebbe venirle incontro concedendole il PDS-UE o la CDS (sono equivalenti).
Nel frattempo che lei termina il processo per la G.B., sarebbe certamente una gran soluzione provvisoria.

Potrebbero fare osservazione al momento della richiesta di cittadinanza (sei mesi di convivenza con lei in Italia o tre anni sempre residente con lei, all'estero). Questo Ú senz'altro uno scoglio abbastanza seccante e potrebbe essere causa della non concessione delle soluzioni sopra esposte e lei lo deve chiarire bene anche con una eventuale dichiarazione, che Ú cosciente ed accetta che l'inizio del periodo di convivenza scatterß dal momento che entrambe avrete la stessa residenza in Italia o all'estero e non da quando si otterrebbe la CDS o PDS-UE.
L'ideale sarebbe che lei spostasse nuovamente la sua residenza in Italia, ma da ciˇ che ho inteso, ciˇ non Ú possibile per il suo lavoro.
Ci tenga informati, in bocca al lupo...e c......

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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Mer Mag 28, 2008 3:49 pm

Non la ringrazier˛ mai abbastanza. La chiarezza che fa lei su questo forum Ŕ assolutamente un miraggio in rete. Complimenti, dovuti, a parte, le dico chiaramente che anche un semplice visto turistico multientrata Ŕ pi¨ che accettabile da parte nostra. Non succederÓ mai che rientriamo in Italia per pi¨ di due settimane. Semplicemente perchŔ la nostra vita e il nostro lavoro saranno in Inghilterra. Anzi, ogni anno dovremo "fare a cazzotti" per infilare un periodo di vacanza in Per¨ e uno in Italia.

Mi permetto di scrivere queste cose, che molti considereranno "affari miei", perchŔ qui, come Ŕ giusto, si tratta di materia legale, ma mi piace l'idea che la gente leggendo fra queste pagine si renda conto che dietro a ogni visto ci sono delle persone con una vita e degli affetti. E devo proprio dire che mi sembra di rivivere le gesta di Renzo e Lucia, in cui i burocrati occidentali si comportano un po' da Don Rodrigo e un po' da Don Abbondio.

Tornando alla materia inglese, incrocio le dita. Leggendo su forum sparsi in rete, ho capito che pu˛ succedere che vengano mosse obiezioni sulla genuinitÓ del matrimonio. Pu˛ succedere che alcuni documenti vengano considerati incompleti. Insomma, pu˛ succedere di tutto. Devo dire che nella maggior parte dei casi di cui ho letto il richiedente del visto aveva spesso una tormentata storia di ingressi clandestini, espulsioni, quando non addirittura incriminazioni. Altre volte hanno avuto perplessitÓ su coppie con lei inglese quarantacinquenne e lui marocchino ventitreenne. Vedremo. Contro di me ho il fatto che la relazione Ŕ nata dapprima in rete e questo pu˛ creare qualche pregiudizio. Non abbiamo una storia di vissuto nello stesso paese, ma solo incontri di durata definita durante le (mie) vacanze. Ma del resto se non ci sposiamo, non possiamo vivere insieme. E' un cane che si morde la coda.
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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Gio Mag 29, 2008 10:17 am

Mantengo vivo il thread con le ultime notizie che sono riuscito a "raccattare". Il problema del visto italiano e' improvvisamente (e tristemente) diventato minore. Reggetevi forte perche' questa fa ridere.

Dunque. Una volta sposati a Lima, dovremo recarci all'Ambasciata Britannica per chiedere il visto. Pare (e sottolineo pare) che il Peru' goda di buona reputazione quanto a matrimoni (insomma, statisticamente tenderebbero a essere genuini), quindi le procedure, per quanto rigorose e da non sottovalutare, non sarebbero pregiudizialmente penalizzanti. Per sicurezza, mi avvarro' dell'aiuto di un legale inglese per presentare la documentazione.

Il visto verra' rilasciato "all'improvviso" dopo un periodo che va da 20 giorni a un paio di mesi. Dopodiche', la sposa dovra' comprare un biglietto e salire su un aereo per Londra.

Qui viene il bello. La validita' del visto e' di 6 mesi, durante i quali mia moglie dovra' fare richiesta di un documento di residenza valido 5 anni. L'unico modo per fare cio' e' inviare per posta i documenti miei e suoi ORIGINALI a un ufficio a Croydon. Finche' la pratica non e' stata processata, la mia Signora non potra' lasciare il Regno Unito. Se non altro perche' non dispone di passaporto (a me restera' perche' consegnero' solo la carta di identita', che ora, peraltro, si trova a Liverpool per la prima parte di questa operazione, che consiste nell'ottenere il medesimo documento per me).

La cosa veramente interessante e' che si riservano di trattenere il passaporto presso questo ufficio per 6 mesi! In altre parole, il problema del visto per venire in Italia proprio non si pone, almeno in una prima fase, perche' ci troveremo nella singolare situazione di essere in possesso del visto, ma non del passaporto.

Insomma, sara' anche un fastidio temporaneo, ma da prigioniera dello stato Peruviano (in quanto nessun paese la accetta nemmeno come turista), la mia promessa sposa si trasformera' in prigioniera dello stato Britannico. Per dare un'idea, se succedesse qualcosa di grave nella sua famiglia, non potrebbe nemmeno tornare a casa col primo aereo. Dovrebbe telefonare a Croydon, chiedere di pescare il suo passaporto in mezzo alla pila e rispedirlo per posta. Sperando che cio' non accada di venerdi'! Non solo. Il tempo della pratica verrebbe automaticamente riazzerato e ci sarebbero di nuovo sei mesi di attesa. Inoltre, pare che il visto di ingresso non sia multientrata, quindi bisognerebbe rifare la trafila a Lima per ottenere un visto e tornare nel Regno Unito.

Tutto questo per una persona non solo regolarmente sposata con un cittadino comunitario, ma che ha anche gia' superato un'investigazione ufficiale sulla genuinita' del matrimonio e sulla disponibilita' di fondi per vivere decentemente in Inghilterra.

Ora, passi che siamo praticamente "costretti" a sposarci, passi che anche dopo sposati avremo qualcosa da dimostrare per prevenire le frodi... ma dopo che tutto e' stato regolarizzato, credo che dovremmo essere semplicemente lasciati in pace!

Tra l'altro, quando sono arrivato in Inghilterra, i miei documenti mi sono stati richiesti piu' volte per ottenere servizi basilari come l'apertura di un conto corrente bancario, ma soprattutto per firmare il contratto di lavoro! Tradotto, la legge consentira' a mia moglie di lavorare, studiare, aprire un'impresa, ma lo stato la lasciera' senza i documenti per farlo.

E con tutta la mia buona volonta', non sono riuscito a intuire il motivo per cui sia necessario questo secondo passaggio. Se lo scopo fosse semplicemente verificare che il coniuge si e' trasferito all'interno del paese, non basterebbe una firma nel corrispettivo del comune o della questura? Ci lamentiamo sempre dell'Italia, ma non e' che fuori ci siano tutti questi maghi dell'efficienza.

Io vado avanti. Speriamo che tutto fili liscio. E il visto turistico per l'Italia lo faremo comunque. Almeno avremo una patria provvisoria se qualcosa va storto con gli inglesi.
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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Gio Mag 29, 2008 5:32 pm

Una piccola premessa. La ringrazio per l'apprezzamento che ci rivolge e mi permetto farle presente che chi lo desidera, puˇ fare un commento o anche solo dare un voto a questo forum (guardi quasi alla fine, il nostro indice).
Inoltre ci tengo a sottolineare che, anche se il nostro forum Ú d'informazione prettamente legale e burocratico, sono graditissime alcune considerazioni sugli ''affari propri'' se limitato e senza perciˇ distogliere l'attenzione sul quesito giuridico, cosÝ come ha fatto lei. La ragione Ú esattamente quella da lei giustamente osservata, ''che la gente leggendo fra queste pagine si renda conto che dietro a ogni visto ci sono delle persone con una vita e degli affetti.''. Noi speriamo di contribuire con questo forum a che, oltre altro, le P.A. (incluse le Autoritß Diplomatiche) smettano di considerare i ''comuni'' cittadini, dei pezzi di carta e dei numeri, mentre alcuni ''privilegiati'' siano serviti e riveriti con nome e cognome e a volte, anche al di lß del diritto.

Il problema del visto italiano non Ú mai stato un problema, come le ho scritto sopra Ú un diritto con carattere di prioritß e gratuicitß. Il fatto che alcuni responsabili delle Autoritß Consolari italiane nel mondo creino dei problemi, va fortemente e con decisione combattuto e duramente colpito.
ukresident ha scritto:
Il visto verra' rilasciato "all'improvviso" dopo un periodo che va da 20 giorni a un paio di mesi. Dopodiche', la sposa dovra' comprare un biglietto e salire su un aereo per Londra.
Mi scusi, ma a me sembra che si stia complicando pi˙ del dovuto. Dopo sposati, accompagni sua moglie all'Ambasciata Italiana in Per˙. La sua presenza Ú indispensabile per spiegare le ragioni per ottenere con l'urgenza dovuta, il visto C2 o C3.
DopodichÚ tornate insieme in Italia, lasci sua moglie con un familiare e presentate la domanda all'Ambasciata britannica in Italia e non in Per˙. Per lei Ú pi˙ vicino, pi˙ facile e meno costoso un eventuale intervento suo o del suo avvocato.
ukresident ha scritto:
Qui viene il bello. La validita' del visto e' di 6 mesi, durante i quali mia moglie dovra' fare richiesta di un documento di residenza valido 5 anni. L'unico modo per fare cio' e' inviare per posta i documenti miei e suoi ORIGINALI a un ufficio a Croydon. Finche' la pratica non e' stata processata, la mia Signora non potra' lasciare il Regno Unito. Se non altro perche' non dispone di passaporto (a me restera' perche' consegnero' solo la carta di identita', che ora, peraltro, si trova a Liverpool per la prima parte di questa operazione, che consiste nell'ottenere il medesimo documento per me).
La cosa veramente interessante e' che si riservano di trattenere il passaporto presso questo ufficio per 6 mesi! In altre parole, il problema del visto per venire in Italia proprio non si pone, almeno in una prima fase, perche' ci troveremo nella singolare situazione di essere in possesso del visto, ma non del passaporto.
Lo dice lei e le credo, ma mi sembra strano ed allarmante che le Autoritß di una Nazione che, pur non aderente totale alle norme CE, rimane comunque una nazione europea civilizzata. In ogni caso la copia del passaporto legalizzato e certificato da un notaio o dalla stessa Ambasciata Britannica, dovrebbero essere sufficienti per il processo burocratico in UK. Metto il condizionale perchÚ, pur se sono a conoscenza che tutti i documenti conformi all'originale, quindi legalizzati come conformi all'originale, da un notaio o dall'Ambasciata del paese nel quale devono essere fatti valere, sono riconosciuti ed accettati, gli abusi sono sempre dietro l'angolo.
Si informi bene dal suo avvocato inglese e si faccia confermare se una copia autentica del passaporto, puˇ essere rifiutata dalle autoritß inglesi, per ottenere la residenza.
ukresident ha scritto:
Ci lamentiamo sempre dell'Italia, ma non e' che fuori ci siano tutti questi maghi dell'efficienza.
Diceva Maurizio Costanzo: ''la madre degli imbecilli Ú sempre incinta'' ed Ú un fatto generale, non prettamente ed obbligatoriamente italiano. Purtroppo i ''burocrati'' imbecilli o ignoranti e qualche volta anche corrotti, sono sempre dietro l'angolo, l'importante Ú sapere quali sono i propri diritti e quali non lo sono. La frase di Costanzo, purtroppo vale anche per i cittadini utenti che pretendono ciˇ che non gli spetta.
Ci tenga informati.

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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Gio Mag 29, 2008 7:43 pm

Molto interessante la sua risposta.

Terr˛ in considerazione il suo consiglio anche se vedo le seguenti controindicazioni.
1) Dubito che le procedure all'ambasciata in Italia siano pi¨ rapide.
2) La mia fidanzata vive a Lima a 20 minuti di taxi dall'ambasciata britannica. In Italia, saremmo a Bologna.

C'Ŕ da dire che forse potrei evitare il passo numero uno. Nel senso che un permesso di soggiorno italiano dovrebbe permetterle di entrare in UK con una certa agevolezza. Poi, una volta in Inghilterra, si potrebbe fare solo la seconda parte della pratica. Non sono sicuro che tutto questo sia possibile. Diciamo che mi ha dato materiale per studiare.

Sulla nazione europea civilizzata, le traduco quello che Ŕ scritto non su un qualche sito del governo, bensý sul foglio da compilare per fare la domanda!

"I documenti forniti con la richiesta devono essere originali.

Non sono ammesse copie di alcun tipo a meno che non ci siano valide ragioni per non essere in grado di fornire il documento originale. In tali circostanze, potremmo accettare una copia certificata dal corpo o autoritÓ che ha emesso l'originale o da un notaio.

Le ragioni per cui non si Ŕ in grado di produrre il documento originale devono essere spiegate nella lettera di presentazione. Come regola, Ŕ improbabile che la richiesta venga accettata senza il documento originale".

Mi manterr˛ in contatto col forum, non dubiti.
Grazie ancora. E conti sul mio "voto".
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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Ven Mag 30, 2008 2:47 am

ukresident ha scritto:

1) Dubito che le procedure all'ambasciata in Italia siano pi¨ rapide.
2) La mia fidanzata vive a Lima a 20 minuti di taxi dall'ambasciata britannica. In Italia, saremmo a Bologna.
╔ logico che le stia dando suggerimenti ed idee di soluazione sulle basi che lei indica. Per darle risposte pi˙ certe dovrei procurarmi i testi, documenti, normative UK e studiarle attentamente. Poi esaminare ancor meglio e nei minimi particolari la situazione e verificarli; non sarebbero pi˙ delle dritte e delle informazioni sulla legislazione italiana e su quella straniera di mia conoscenza che comunque, l'aiutano, ma una consulenza professionale su un caso personale, certamente legalmente pi˙ forte.
Cmq, se sua moglie sarß in Italia a me pare, sia una situazione pi˙ agevole e controllabile.
Riuardo il punto 1), nonostante la legge Ú una ed il suo rispetto spesso Ú altro, il visto italiano per i familiari di cittadini italiani, deve essere rilasciato immediatamente (da tre a cinque giorni) lo detta il DL 30/2007, arti 5 comma 3:

I visti di cui al comma 2 sono rilasciati gratuitamente e con priorita' rispetto alle altre richieste.che riprende letteralmente l'Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

ukresident ha scritto:
Non sono sicuro che tutto questo sia possibile. Diciamo che mi ha dato materiale per studiare.
Infatti, come sopra detto, questo Ú lo scopo del forum.
ukresident ha scritto:
"I documenti forniti con la richiesta devono essere originali.

Non sono ammesse copie di alcun tipo a meno che non ci siano valide ragioni per non essere in grado di fornire il documento originale. In tali circostanze, potremmo accettare una copia certificata dal corpo o autoritÓ che ha emesso l'originale o da un notaio.

Le ragioni per cui non si Ŕ in grado di produrre il documento originale devono essere spiegate nella lettera di presentazione. Come regola, Ŕ improbabile che la richiesta venga accettata senza il documento originale".

Come vede avevo ragione. Si fissi su i punti in grosseto:

  1. Le valide ragioni ci sono ed alcune le ha accennate lei stesso (un urgenza familiare in Per˙) l'impedimto di poter entrare anche in Italia etc.
  2. Come regola...niente da obiettare, ma si capisce che la regola ammette eccezioni.

Se non riesci in qeusta impresa, la soluzione altrenativa sarebbe quella di chiedere all'Ambasciata italiana in UK, spiegando ovviamente la situazione che comunque dovrebbero ben conoscere, un foglio di uscita se sarß necassario e una copia conforme e legalizzata del passaporto con il visto dall'Ambasciata italiana in Per˙ fatta preventivamente prima della consegna alle aut UK.
Per il ritorno stessa trafila, un'altra richiesta di foglio d'uscita per assenza di passaporto trattenuto per la residenza (conservi bene anche l'originale del ricevimento e trattenimento del passaporto da parte delle autorita britannihe a scopo di residenza). A rilasciarlo, sarß l'Ambasciata Italiana in Per˙ se ha necessitß di recarsi nella sua patria ed il MAE se necessitarß viaggiare in Italia.
Spero di averle dato pi˙ materiale da studiare ed approfondire.

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MessaggioOggetto: Re: Moglie di cittadino italiano residente in UK   Oggi a 6:28 am

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