Italiani all'Estero e Stranieri in Italia

Consolato, Ambasciata, Matrimonio all'estero, Divorzio all'Estero, divorzio rapido, divorzio al vapore, Stranieri in Italia, Matrimoni misti, sposarsi all'estero, divorziarsi all'estero. REPUBBLICA DOMINICANA
 
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 Ma come si fa a sposarsi?

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ukresident



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MessaggioOggetto: Ma come si fa a sposarsi?   Sab Giu 07, 2008 10:46 am

Buongiorno.

Intanto, vorrei porgere le mie pi¨ sincere condoglianze al Dottor Baccoli e alla sua Signora per il loro lutto familiare.
DopodichŔ, mi trovo a iniziare un nuovo post su questo forum, dato che gli ostacoli nella mia situazione di italiano residente in Inghilterra che si vuole sposare con una peruviana sono infiniti...

Ora. Sto cercando di capire quali documenti devo presentare per potermi sposare in Per¨. La mia prima domanda Ŕ la seguente:

1) Per sposarmi presso il consolato italiano a Lima dovrei essere residente in Per¨ o Ŕ sufficiente che sia residente all'estero e iscritto a "un qualche" AIRE?

Credo di conoscere giÓ la risposta, ma mi sembra giusto avere notizie certe.
Assumendo, dunque, che il matrimonio avverrÓ davanti alle autoritÓ peruviane, la mia novia mi ha letto un foglietto che parla dei documenti necessari agli stranieri per potersi sposare. E qui se ne esce la grande questione relativa alla mia residenza.
Eh, sý, perchŔ mi trovo nella simpatica situazione in cui io risulto ancora residente in Italia e ho inviato i documenti al consolato a Londra per l'iscrizione all'AIRE alcune settimane fa e presumibilmente non processeranno la mia domanda prima della fine di giugno.
In altre parole, io non so dove sono residente! E non so chi mi pu˛ rilasciare i documenti.

2) Certificato di nascita legalizzato al consolato peruviano e al ministero degli esteri. Quale ente pu˛ rilasciarmi un certificato di nascita? Il mio comune di nascita, il comune italiano dove ho risieduto prima di emigrare o il consolato?

3) Certificado de solteria. Posso assumere che questo sia lo "stato di famiglia" italiano? E anche in questo caso, dove posso farmelo rilasciare?

4) Sorge anche una questione pi¨ singolare. Supponendo di dover fare un certificato in Italia e uno in Inghilterra, dovrei andare in due diversi consolati per farli legalizzare?

5) Devo presentare una copia legalizzata del passaporto. Sono molto ignorante in materia. Chi Ŕ che legalizza le copie dei passaporti? E' un'operazione che deve essere fatta in Italia?

6) Per i certificati e le legalizzazioni eventualmente da effettuare in Italia, devo essere fisicamente presente o un mio familiare pu˛ fare tutto senza problemi?

7) Nell'elenco delle cose da fare rientra un certificato di avvenute pubblicazioni, che sta fra le cose da fare della sposa. Non si parla di pubblicazioni per me. Significa che posso non preoccuparmene o sono importanti dal lato italiano della cosa? E se devo farle, che significa? Devo farle a Londra?

Non vorrei scoprire che persino sposarsi Ŕ impossibile! Io sono giÓ abbastanza a corto di ferie, devo andare da un avvocato a Londra per farmi aiutare sulla questione visto (probabilmente 2 volte), un'altra volta devo tornare a Londra per richiedere un maledetto foglio che attesti che risiedo in Inghilterra. Se comincio ad aggiungere viaggi al consolato italiano e all'ambasciata peruviana, non avr˛ abbastanza ferie per andare fisicamente a sposarmi.

E pensare che basterebbe che la lasciassero venire qui a sposarsi e il problema non sussisterebbe... Ma questo sarebbe chiedere troppo, no?
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ukresident



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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Mar Giu 10, 2008 11:50 am

Adesso ci divertiamo.

Ho fatto qualche decina di telefonate in un numero imprecisato di enti e nazioni. Ecco la situazione ingarbugliatissima (e aggiornata) di un italiano residente in Inghilterra (da poco) che sposa una peruviana. L'obiettivo ambizioso e' di passare il Natale in Inghilterra o in Italia con mia moglie. Vedremo che cosa succedera'.

Vado a riassumere le cose.



ANTEFATTI

1) Il 12 maggio il Consolato Italiano a Londra ha ricevuto la mia domanda di iscrizione all'AIRE.

2) La mia domanda non e' ancora stata processata.

Tradotto: io sono residente in Italia e saro' residente in Inghilterra da un momento all'altro. Tutta la questione ruota intorno al certificato di stato libero. Io potrei farmelo rilasciare anche domattina in Italia, portarlo in prefettura e poi al consolato peruviano. Liscio come l'olio: tempo totale 2 giorni. Il tutto verrebbe fatto contestualmente all'estratto dell'atto di nascita che deve seguire la procedura descritta indipendentemente da tutto il resto.
Ma qui sorge la questione: se il mio comune mi rilascia un certificato di stato libero e poi, prima del matrimonio, la mia residenza cambia, il certificato e' ancora valido o mi fanno delle storie?

Non vorrei basarmi su un semplice "e loro come fanno a saperlo se non glielo dici tu?".

La municipalidad mi richiede il certificato di nascita e il certificato di stato libero. Punto. Sul sito dell'ambasciata italiana a Lima compare la richiesta di pubblicazioni. A parte il fatto che il consolato di Londra da' appuntamenti dai tre mesi in su per fare le pubblicazioni, ritengo di non averne bisogno, visto che i peruviani non le richiedono.

Per quanto riguarda gli altri due documenti: questa e' la trafila che si profilerebbe:


1) Atto di nascita nel mio comune di nascita

2) Legalizzazione in prefettuta

3) Legalizzazione al consolato peruviano a FIRENZE!

4) Spedizione in Peru' e passaggio della patata bollente alla mia fidanzata

5) Certificato di stato libero a Londra (un giorno di ferie e 55 sterlinette di treno)

6) Legalizzazione presso un non meglio definito ufficio inglese (non dovro' mica pure farlo tradurre???)

7) Legalizzazione presso il consolato peruviano a Londra, che chiude alle 13... quindi si presume la necessita' di un'altra gita

8) Spedizione in Peru' e passaggio della patata bollente come sopra.



Inutile rimarcare il fatto che se il certificato di stato libero ottenuto in Italia rimanesse valido, i punti da 5 a 8 verrebbero riassorbiti in operazioni a margine dei punti da 1 a 4 con un notevolissimo risparmio di tempo e soldi.

Mi e' addirittura venuta in mente l'idea di "forzare" le regole e chiedere in via eccezionale all'ufficio AIRE di Londra di perdere sbadatamente la mia pratica. Tuttavia, a chi potrebbe dirmi che sarebbe una mossa da "furbetti del quartierino", rispondo che questa operazione mi costerebbe un bel po' di soldi, visto che nel 2009 dovrei versare allo stato italiano un conguaglio sulle tasse dell'ordine di qualche migliaio di euro.

L'altro vantaggio della forzatura e' che potrei tentare, come residente in Italia, di ottenere un visto per familiare al seguito e portarmi la moglie in Italia prima di fare la trafila con gli inglesi. Si' perche' pare che in ambasciata a Lima non siano molto celeri nel gestire le pratiche per i visti. Da quello che ho capito, se io me ne vado e non faccio piu' da tramite tra lei (peruviana) e il consolato, le cose rischiano di degenerare di brutto. Non manchero' di fare sapere a tutti chi ha vinto la gara tra Gran Bretagna e Italia nella concessione del visto. Sperando che entrambi arrivino in fondo prima o poi!



Per quanto riguarda la separazione dei beni, mi sto ancora informando. Il consolato peruviano a Londra pare che riceva senza appuntamento per l'operazione di apposizione della firma stile notaio (modo grezzissimo di dirlo... sto sfigurando in modo vergognoso di fronte alla proprieta' di linguaggio del Dottor Baccoli). Tuttavia, non e' che sono sicuro che abbiano capito quello che gli ho chiesto. Speriamo bene...


Un'altra cosa mi preoccupa. L'Ambasciata italiana a Lima da' appuntamenti a sei mesi per quasi ogni servizio offerto. Quindi, fatemi capire bene: sia il matrimonio che l'eventuale atto distinto di separazione dei beni dovranno essere legalizzati dal ministero degli esteri peruviano, tradotti e poi in ambasciata dovranno soltanto essere registrati? Non servono ulteriori legalizzazioni, giusto? So che il matrimonio piu' o meno lo registrano seduta stante. Posso confidare nel fatto che indipendentemente dal fatto che il documento sia unico o siano due, l'ambasciata registrera' direttamente il matrimonio in Italia in regime di separazione dei beni senza ulteriori attese? E soprattutto, posso pretenderlo?



Io non sono riuscito a trovare un modo per salvare il romanticismo del fidanzamento e mi devo buttare nella vita matrimoniale perdendomi qualche anno di "gusto" della vita da fidanzatini. Pazienza, non e' mica la fine del mondo e me ne sono fatto una ragione. Ma che addirittura sposarsi sia un'avventura del genere, e' una cosa che mi fa restare a bocca aperta.


Dopo tutto questo tormento, diro' a mia moglie che dobbiamo arrivare perlomeno alle nozze d'oro!
Continuero' a tenervi informati sugli sviluppi. Alla fine potrei anche scrivere un libro, ma sarebbe noiosissimo.
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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Mer Giu 11, 2008 12:17 am

La ringrazio sentitamente per le condoglionze. Chiedo scusa per il ritardo, ma un lutto familiare in RD significa una baraonda, involucramento e movimento generale di tutta la parentela, senza contare il mio lavoro rimasto arretrato. Non mi sento di risponderle in 4 e 4 = 8, viste le diverse sfaccettature e complicazioni che ci presenta. Spero mi scusi e possa attendere che legga con pi˙ attenzione, al fine di darle una risposta, Comunque comunicherß al Dr. Scolaro e a Iura questa nuova discussione, al fine di avere risposte altrettanto se non pi˙ auterevoli, della mia.
Le prometto comunque che le darˇ anche la mia umile opinione appena ristabilita la normalitß.

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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Mer Giu 11, 2008 4:30 am

Il consolato ha 180 gg di tempo per trasmettere le dichiarazioni d'iscrizone AIRE in Italia (mentre la persona che trasferisce la propria dimora abituale all'estero ha 90 gg dall'arrivo nella circoscrizione consolare per provvedervi.

Il certificato di stato libero che sia - eventualmente - rilasciato dagli uffici comunali ha (per la legge italiana) una validita' di 6 mesi. Se da far valere all'estero, deve essere legalizzato (con le medesime modalita' che gia' conosce per l'atto (correttamente: estratto per riassunto dell'atto) di nascita.

Con molta probabilita' (ma cio' dipende dalla legislazione peruviana) tutti i documenti formati al di fuori di quel Paese sono soggetti ad una traduzione in forma ufficiale (anche qui le modalita' sono regolate dalla legge locale del Paese in cui vanno prodotti).

L'ambasciata, ricevuto l'atto di matrionio e l'eventuale atto notarile concernente la scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni, povvedera' alla loo legalizzazione (cioe' alle legalizzazione sulla legale qualitaý ed autenticita' della firma apposta dalle autorita' locali nei procedimenti "interni" di legalizzazione) e provvedera' al loro inoltro, ai fini della trascrizione, al comune italiano di iscrizione AIRE.

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Nell'occasione, condoglianze al dott. Baccoli (so che significa e mi ci sto preparando anch'io; dovrebbe essere a breve).
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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Mer Giu 11, 2008 5:04 am

Un ringraziamento al Dottor Scolaro e, per quanto riguarda il Dottor Baccoli, proprio richiamando l'etimologia latina della parola "condoglianze", rispetto nella maniera piu' assoluta il suo momento.
Purtroppo, nonostante la relativamente giovane eta', sono stato particolarmente bersagliato dai lutti familiari e so che significa. Un'esperienza che mi sarei volentieri risparmiato.
E, comunque, anche in condizioni normali, mai mi permetterei di pretendere da nessuno risposte veloci e puntuali alle mie mille domande, perplessita' e, talvolta, paranoie. Anzi, spero di non abusare della vostra pazienza e cortesia.
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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Gio Giu 12, 2008 2:43 pm

Perdonate la grafomania, ma la situazione evolve di ora in ora.
Oggi ho contattato telefonicamente l'ambasciata italiana a Lima, il consolato italiano a Londra e il mio comune di residenza.

Quello che sono riuscito a sapere Ŕ che la mia pratica di iscrizione all'AIRE andrÓ per le lunghe. Quindi, avr˛ la possibilitÓ di sposarmi essendo ancora ufficialmente residente in Italia.

Questo elimina un po' di situazioni spiacevoli e inutili viaggi a Londra. Diciamo che questa novitÓ apre anche un mondo di possibilitÓ da valutare. Per esempio, potrei provare a portare con me in Italia mia moglie come familiare al seguito. Una volta lÓ, tuttavia, immagino che per fare domanda di ingresso nel Regno Unito dovrebbe essere residente, ossia avere il permesso di soggiorno o analogo documento (vedo che ne esiste pi¨ di uno). Io non me ne sono mai occupato, ma mi pare di capire che il permesso di soggiorno sia una cosa un po' lunga da ottenere. Prima di fare qualunque domanda in merito, cercher˛, una volta ancora, di studiare... Gli esami non finiscono mai!

Oggi ho chiarito la questione della mia residenza. Al tempo stesso, si Ŕ complicata la questione relativa alla separazione dei beni. Continuer˛ a scrivere nel relativo thread, in modo da favorire i lettori che cercassero informazioni su quell'argomento.
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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Ven Giu 13, 2008 1:39 am

Ringrazio sentitamente anche il Dr Scolaro per le condoglianze e mi spiace sapere che si stia preparando addirittura a breve ad un lutto familiare. Questo mio lutto Ú stato per i familiari di mia moglie, ma anch'io dopo la perdita di mio padre, purtroppo sto preparandomi per mia madre, per cui la comprensione Ú sentitamente reciproca, anche se molto dolente.

Ukresidente, la soluzione a cui sta arrivando, l'avevo suggerita nel primo topic da lei aperto, lasciata cadere perchÚ avevo inteso che lei non potesse recarsi in Italia per motivi di lavoro ed altri.. SUa moglie quindi, ha comunque diritto al visto per l'italia a prescidere da dove lei risiede. Io sono sposato con una dominicana, vivo all'estero in RD, ma mia moglie, prima di ottenere la cittadinanza italiana, ha avuto sempre il visto, certo non Ú un visto per familiare al seguito, ma di turismo a titolo urgente, prioritario e gratuito. Nonostante, per i familiari di cittadini italiani, si fa eccezione alla regola generale, che con il visto di turismo (max 90 gg continuativi di permanenza) non possa essere richiesta la Carta di Soggiorno (CDS) o Permesso di soggiorno -UE (PDS-UE) e quindi la residenza. I tempi prescritti dalla legge per la concessione del suddetto PDS-UE o CDS, sono 3 mesi, la residenza in Comune non saprei, credo che sia immediata al momento della presentazione del CDS, ma lascio confermare o smentire questa mia affermazione dal Dr. Scolaro.

L'inghippo sarebbe quello giß spiegato nell'altro topic, per ottenere la CDS, dovreste convivere per tre mesi e/o fin quando rilasceranno la CDS, la questura controlla senza preavviso, ma se la sua signora vive nello stesso domicilio suo ed Ú presente anche un suo familiare italiano, non possono espellerla (se convive con qualunque familiare di cittadinanza italiana (sua sorella o fratello, padre, madre etc.) e quindi sono obbligati a rilasciare la CDS.
Il problema puˇ presentarsi quando sarß il momento di richiedere la cittadinanza italiana, infatti la convivenza fisica ed anagrafica, deve essere effettiva.

Riguardo i certificati anagrafici (nascita e stato libero o certificato contestuale, li puˇ emettere il Consolato Italiano (lei Ú giß iscritto all'AIRE nella banca dati del Consolato italiano e quindi ha il diritto ad ottenerli), deve farli tradurre in spagnolo e legalizzare in Consolato Peruviano in UK. So che il Dr Scolaro mi smentirß, ma l'iscrizione AIRE concede questi diritti ai cittadini italiani e poteri al Consolato.

Se il Per˙ non prevede l'obbligo delle pubblicazioni, non deve farle nemmeno lei, il matrimonio segue le leggi dove si svolge l'atto e non quelle previste dalla legislazione italiana.
Non capisco la richiesta di stato libero emesso in UK, assolutamente fuori luogo, ancor pi˙ se la sua residenza non risulta ancora ufficialmente, nel suo Comune italiano.

L'Ambasciata italiana a Lima, non puˇ dare appuntamenti a sei mesi per la richiesta di trascrizione matrimonio e richiesta del visto, se richiesto da cittadino italiano o suo familiare. D'altra parte la stessa Ambasciata nella sua pagina Web di appuntamenti, specifica: Se asignarÓn los cupos disponibles para FIN DE JUNIO Y PRIMERAS MITAD DEL MES DE JULIO).
SE COMUNICA ADEMAS QUE SE DAR└ PRIORIDAD A LA VISAS FAMILIARES DE ITALIANOS /U.E. Y DE TRABAJO).

Certo che tutto quello che dichiarano sull'obbligo di richiesta appuntamento attraverso, sine qua non, internet ed agenzie di viaggio Ú assolutamente illecito.
Lo ha giß precisato nel 2007 e per iscritto, l'ex sottosegretario del MAE, rispondendo alle numerose interpellanze parlamentari, che lamentavano l'imposizione del Call Center per prendere l'appuntamento. Dichiarando e precisando che sono servizi aggiuntivi e non sostitutivi a quelli normali ossia che tutte le Ambasciate devono offrire e rispettare, come richiesta scritta, per fax o per e-mail leggere la risposta del MAE, qui. Inoltre essendo un matrimonio, devono concedere il visto in tempi brevissimi per evitare di cadere nell'illecito abuso di rompere l'unitß familiare, appena costituitasi con il matrimonio.

Le consiglio come ultimo, di farsi rilasciare doppio atto di matrimonio, uno da consegnare all'Ambasciata per la sua trascrizione e l'altro , legalizzato dalla stessa Ambasciata, se lo porti con se e sua moglie, per consegnarlo all'UDSC del suo Municipio al fine dell'immediata trascrizione. Evita cosÝ ritardi burocratici delle nostre Autoritß Diplomatiche, spesso con tempi fuori legge. Questo le permetterß di avviare immediatamente la richiesta della CDS e successivamente della residenza di sua moglie.

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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Ven Giu 13, 2008 5:29 am

Grazie per la risposta.

Solo una precisazione. L'ambasciata italiana a Lima ha un servizio online di prenotazione di appuntamenti. Dichiarandosi cittadini italiani e chiedendo un appuntamento per non meglio specificate "legalizzazioni", si ottiene un appuntamento per fine novembre.

In seguito, sono riuscito a verificare che questo problema non sussiste per la registrazione di matrimoni e per i visti. Non, so (e nel caso dovrei verificare, ma mi auguro che non serva) che succederebbe se uno volesse avvalersi del servizio notarile.

Tra l'altro, il consolato peruviano a Londra, interrogato da me sulla possibilita' di firmare un atto notarile in presenza di un qualcuno, mi ha detto di presentarmi tra le 9 e le 13 il giorno che mi pare senza appuntamento.

E' una constatazione. E' inutile aprire una polemica. E' ovvio che l'ambasciata peruviana a Lima deve gestire una mole di lavoro che non e' neanche paragonabile a quella dell'ambasciata peruviana a Londra. Dico soltanto, ad uso e consumo di chi si trovera' in analoghe situazioni dopo di me, che quando si sceglie una strada burocratica, bisogna fare molta attenzione anche a chi si richiede che cosa. Cio' che e' possibile legalmente, potrebbe essere assai lungo da ottenere.

Ora, la mia fidanzata non otterrebbe mai un visto per entrare in Italia, quindi il problema per me non si pone. Tuttavia, la maniera piu' semplice di ottenere in un attimo la separazione dei beni sarebbe ovviamente sposarsi in Italia. Io credo che, se avesse mezzi finanziari a supporto, potrebbe ottenere un visto turistico abbastanza alla svelta, ma per legalizzare il suo atto di nascita, il certificato di stato libero e non so che altro sia necessario in Italia, dovrebbe aspettare novembre, a meno che non esistano corsie preferenziali di cui non sono a conoscenza.

Con questo, nessuna critica a nessuno. Tutti gli uffici consolari che ho interpellato lamentano ad ogni telefonata di essere sottorganico. D'altronde, lo Stato e' continuamente nell'occhio del ciclone per i costi eccessivi della Pubblica Amministrazione. Certo che anche all'estero, ogni tanto, si vedono tempi quantomeno discutibili.

Mi pare di capire che la burocrazia eccessiva sia un problema mondiale. Se per la concessione di un visto puo' essere utile un minimo di indagine sulla persona desidera entrare in un dato Paese, mi pare che nel 2008 richiedere la trafila di timbri prefettura, consolato, ministero degli esteri, registro civil sia assolutamente anacronistico.
Qualsiasi ufficio del mondo potrebbe facilmente avere a disposizione un portale multilingue a cui chiedere "il tale cittadino italiano possiede i requisiti per sposarsi?". E potrebbe rispondere un computer in 10 secondi col risultato che la mole di lavoro di consolati e altri uffici in giro per il mondo sarebbe dimezzata.

Lo so. Suona come fantascienza. Problema che tecnicamente rasenta la banalita', ma che nessuno si prende la briga di affrontare. Per esempio, tra Italia e Peru' ci sono un sacco di rapporti. Il ministro degli Esteri D'Alema e' stato a Lima lo scorso anno. Avranno discusso di chissa' quali aiuti e affari. 10 o 20.000 euretti per snellire i rapporti burocratici tra i due paesi no? Non e' interessante. Intanto, l'ambasciata italiana a Lima e' oberata di lavoro inutilmente. E questo costa allo Stato assai piu' di 20.000 euro ogni anno.

Vi terro' informati sul percorso che seguiro'. L'idea di venire in Italia subito dopo il matrimonio e' affascinante, ma non credo che risolva i miei problemi, visto che io sono ormai senza ferie e mia moglie si ritroverebbe in Italia senza di me. Allora tantovale che stia in Peru' con i propri familiari.
Diverso sarebbe il caso in cui potesse ottenere una residenza in tempi rapidissimi, la qual cosa le consentirebbe di entrare agevolmente nel Regno Unito come turista, mentre aspetta che i suoi documenti per la residenza in UK vengono processati. Ma mi pare di capire che i tempi per avere un permesso di soggiorno sono piu' lunghi dei tempi per ottenere il permesso di 6 mesi come moglie di cittadino europeo in UK (parliamo di massimo 3 mesi e spesso a Lima gestiscono la cosa in 3 settimane).
Ribadisco che ho ancora molto da studiare prima di poter fare domande sensate. Grazie ancora tanto al Dottor Baccoli quanto al Dottor Scolaro per il preziosissimo aiuto.
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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Ven Giu 13, 2008 12:26 pm

Se ha verificato che il problema dei tempi per l'appuntamento per i servizi ai cittadini italiani non esiste, l'Ambasciata o meglio l'Ufficio Consolare italiano p.sso l'Ambasciata a Lima, sta solamente facendo il suo dovere nel rispetto della legge.

Non sono cosÝ tenero come lei nell'ascoltare le scusanti di troppo lavoro e sottodimensionamento del personale per tre ragioni:
1) ad ogni Autoritß Diplomatica che si ritiene sottodimensionata, lo Stato Italiano gli paga un extra e non si capisce, lasciando a ciascuno farsi un idea del perchÚ come mai si paghi un extra, invece di assumere nuovo personale.
2) otre al chiarimento del MAE sulla questione appuntamenti, la normativa DL 30/2007 art. 5. comma 3, Diritto di ingresso, detta: I visti di cui al comma 2 sono rilasciati gratuitamente e con priorita' rispetto alle altre richieste.
3) il D.M. 28/11/2000 sulle P.A., all'art. 11, Rapporto con il Pubblico detta: il dipendente in diretto rapporto con il pubblico presta adeguata attenzione alle domande di ciascuno e fornisce le spiegazioni che gli siano richieste in ordine al comportamento proprio e di altri dipendenti dell'ufficio. Nella trattazione delle pratiche egli rispetta l'ordine cronologico e non rifiuta prestazioni a cui sia tenuto, motivando genericamente con la quantitß di lavoro da svolgere o la mancanza di tempo a disposizione. Egli rispetta gli appuntamenti con i cittadini e risponde sollecitamente ai loro reclami.

Se lo Stato Ú continuamente nell'occhio del ciclone per i costi eccessivi della Pubblica Amministrazione, tanto chi paga Ú il cittadino, Ú perchÚ ci sono altre ''ragioni'' per non dare un servizio efficiente e questo, vale soprattutto per i servizi consolari. L'ex Ministro Fini stava ridisegnando totalmente la rete consolare, ma ha trovato degli ostacoli insormontabili, ''personaggi'' che non gli hanno permesso di concludere.
Riprendendo il mio motto sempre riportato nella mia firma automatica, preciso che la mia non Ú polemica e nemmeno critica sterile e ancor meno politica di partito. il problema Ú serio, esiste, Ú reale e non si fa niente per mancanza di volontß politica.
Ho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie, famiglie intere soffrire, piangere, che si disperano per i mille ostacoli, spesso messi maliziosamente per interessi che dovrebbe indagare la Procura della Repubblica o almeno, se proprio vogliamo salvare la faccia, lo stesso Parlamento.
I rami secchi si tagliano e punto, soprattutto quando chi ne fa le spese emozionalmente e finanziaramente Ú il cittadino italiano e i loro cari, quando la legge Ú chiara e non viene presa nemmeno in considerazione. Ho sentito un Ambasciatore che in risposta alle varie e numerose proteste di violazione dei diritti dei cittadini all'estero, proclamare in pubblico: ''qui la legge sono io''.
Tornando al mero diritto e alle leggi che lo regolano, i legislatori hanno fatto passi da giganti per snellire e migliorare il servizio delle P.A., partendo con la legge 241/90, la riforma del diritto internazionale privato italiano del 1995 e tante altre che hano seguito, come l'obbligo di fornire servizi e certificati elettronici con firma digitale in linea, per finire ai giorni d'oggi. Tutto o quasi disatteso, in un regime di anarchia da parte delle PA e delle istituzioni preposte al loro controllo di qualitß, efficenza e rendimento (Ispettorato della Funzione Pubblica), mentre il cittadino continua a subire sempre pi˙ il peso e aumento delle imposte, ottenendo in cambio un servizio troppo spesso non solo inefficiente, ma addirittura arrogante e peggio....e torniamo alla sintesi del mio motto.......╔ meglio non avere legge, che non farla osservare.


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MessaggioOggetto: Anche io mi VORREI* SPOSARE *IN PERU'*   Mer Gen 14, 2009 10:13 am

Buongiorno!sono una nuova iscritta e avrei anche io una domandona da PROPORVI:

siamo cittadini ITALIANI (Milano) e vorrei sposarmi in PERU'(circa febbraio 2010),per ritornare un po' alle mie origini e fare cosi' direttamente la luna di miele.Al ritorno in Italia (marzo) faro' una breve ripetizione della cerimonia con il nostro amico prete nel giardino o cappella di dove faro' il rinfresco.

Quindi volevo sapere tutta la documentazione che occorre fare e dove prima (passaporto,certificati....prenotazioni varie) in Italia (occorre anche presentare i documenti del corso prematrimoniale?), durante la presenza in Peru' e dopo al ritorno in Italia.
Se trovo una chiesetta in LIma,posso far riconoscere il matrimonio direttamente tutto al consolato?cosa devo fare?e naturalmente la tempistica.

In attesa delle vostre risposte
porgo i miei piu' cordiali saluti.


RdiP Razz
(potete scrivere anche via mail).

P.s.
se volessi cercare l'orfanotrofio dove sono stata adottata,cosa devo fare e come dovrei comportare?quando recupero il documento di adozione devo controllare se compare il nome dell'istituto....se non dovesse comparire,a chi posso rivolgere,se anche mia mamma non dovesse ricordare?
sarebbe carino sposarmi nella chiesetta dell'istituto...
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Amedeo
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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Gio Gen 15, 2009 5:15 am

Cara Rdip. ciao.

rdip ha scritto:
Buongiorno!sono una nuova iscritta e avrei anche io una domandona da PROPORVI:

siamo cittadini ITALIANI (Milano) e vorrei sposarmi in PERU'(circa febbraio 2010),per ritornare un po' alle mie origini e fare cosi' direttamente la luna di miele.Al ritorno in Italia (marzo) faro' una breve ripetizione della cerimonia con il nostro amico prete nel giardino o cappella di dove faro' il rinfresco.

Quindi volevo sapere tutta la documentazione che occorre fare e dove prima(passaporto,certificati....prenotazioni varie) in Italia (occorre anche presentare i documenti del corso prematrimoniale?), durante la presenza in Peru' e dopo al ritorno in Italia.
Se trovo una chiesetta in LIma,posso far riconoscere il matrimonio direttamente tutto al consolato?cosa devo fare?e naturalmente la tempistica.

In attesa delle vostre risposte
porgo i miei piu' cordiali saluti.


RdiP Razz
(potete scrivere anche via mail).

P.s.
se volessi cercare l'orfanotrofio dove sono stata adottata,cosa devo fare e come dovrei comportare?quando recupero il documento di adozione devo controllare se compare il nome dell'istituto....se non dovesse comparire,a chi posso rivolgere,se anche mia mamma non dovesse ricordare?
sarebbe carino sposarmi nella chiesetta dell'istituto...

Capendo la inesperienza nello scrivere in un forum, segnalo che non Ŕ buona norma scrivere due volte lo stesso messaggio (post). La risposta Ŕ stata giÓ fornita nel primo messaggio apposito (topic).

Un saluto,

_________________
Amedeo Intonti

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MessaggioOggetto: Re: Ma come si fa a sposarsi?   Oggi a 2:37 pm

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