Italiani all'Estero e Stranieri in Italia

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 Adozione persone con doppia cittadinanza.

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RAY2



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MessaggioTitolo: Adozione persone con doppia cittadinanza.   Mer Feb 22, 2012 6:23 am

Salve,
ho finalmente trovato un forum dove poter chiedere delucidazioni su un argomento che mi interessa molto.
Mi è sembrato di capire che è possibile adottare un bambino all'estero seguendo la legge di quello stato se si è cittadini italiani residenti in tale stato da più di 2 anni (anche se diversa da quella dello stato italiano) e la sentenza verrebbe automaticamente riconosciuta in Italia, anche se non mi è chiaro se avrebbe effetto legittimante anche nel caso di adozione da parte di un single.
Quello che mi chiedo è: è possibile per una persona con doppia cittadinanza, non residente all'estero da due anni, avvalersi della legge dell'altro stato di cui ha cittadinanza (stato extraeuropeo) per un adozione internazionale, valevole in Italia?
Mi spiego: una donna single con doppia cittadinanza, residente all'estero da poco tempo (ma con l'intenzione di tornare a breve in Italia, causa motivi familiari) con un figlio naturale minore anch'egli con doppia cittadinanza, può adottare un bambino tramite un adozione internazionale secondo le leggi dello stato estero di cui è cittadino trascivendo lo stesso all'anagrafe estero dove ha residenza quale figlio legittimo con tanto di cambio di cognome. Ma poi cosa deve fare per poter tornare in Italia con il bimbo e che a questo sia riconosciuta anche la cittadinanza italiana della madre adottiva? Mi verrebbe da rispondere che basta portare il certificato di nascita, modificato in seguito all'adozione, al consolato e che questo verrà trattato come un qualunque figlio naturale (trascrivendo l'atto di nascita senza problemi), ma so che le cose non sono mai semplici quando ci si mette in mezzo l'Italia. No
Ringrazio per l'attenzione e per ogni delucidazione in merito.
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Guido Baccoli
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MessaggioTitolo: Re: Adozione persone con doppia cittadinanza.   Sab Feb 25, 2012 5:47 pm

RAY2 ha scritto:
Salve,
ho finalmente trovato un forum dove poter chiedere delucidazioni su un argomento che mi interessa molto.
Mi è sembrato di capire che è possibile adottare un bambino all'estero seguendo la legge di quello stato se si è cittadini italiani residenti in tale stato da più di 2 anni (anche se diversa da quella dello stato italiano) e la sentenza verrebbe automaticamente riconosciuta in Italia, anche se non mi è chiaro se avrebbe effetto legittimante anche nel caso di adozione da parte di un single.
Quello che mi chiedo è: è possibile per una persona con doppia cittadinanza, non residente all'estero da due anni, avvalersi della legge dell'altro stato di cui ha cittadinanza (stato extraeuropeo) per un adozione internazionale, valevole in Italia?
Mi spiego: una donna single con doppia cittadinanza, residente all'estero da poco tempo (ma con l'intenzione di tornare a breve in Italia, causa motivi familiari) con un figlio naturale minore anch'egli con doppia cittadinanza, può adottare un bambino tramite un adozione internazionale secondo le leggi dello stato estero di cui è cittadino trascivendo lo stesso all'anagrafe estero dove ha residenza quale figlio legittimo con tanto di cambio di cognome. Ma poi cosa deve fare per poter tornare in Italia con il bimbo e che a questo sia riconosciuta anche la cittadinanza italiana della madre adottiva? Mi verrebbe da rispondere che basta portare il certificato di nascita, modificato in seguito all'adozione, al consolato e che questo verrà trattato come un qualunque figlio naturale (trascrivendo l'atto di nascita senza problemi), ma so che le cose non sono mai semplici quando ci si mette in mezzo l'Italia. No
Ringrazio per l'attenzione e per ogni delucidazione in merito.
Le regole sono sempre e di solito abbastanza rigide in quasi tutti i Paesi del mondo, dovuto al fatto del supoeriore interesse e quindi anche protezione del minore. Se fosse tutto semplice come si vorrebbe, ci troveremmo davanti a forti problematiuche di abusi dei minori adottati all'estero, come ahimé, é successo lo stesso, nonostante tanta rigiditá.

Per gli italiani residenti all'estero, oltre alla necssitá che siano due anni residenti in quel Paese, si puó rispettare la legge di quello Stato straniero, purché la decisione non sia contraria all'ordine pubblico e purtroppo in Italia, la stragrande maggioranza della giurisprudenza, fatta eccezione per il Tribunale dei minori di Cagliari, mia cittá Natale, che ha deciso il contrario, ma perché in quel caso esistevono condizioni totalmente diverse e molto particolari, l'adozione del single, difficilmente sará accettata e ratificata dal Tribunale dei minori della sua cittá, per essere giudicata una condizione di indispensabile necessitá naturale ed educativa oltre che formativa, per il piccolo di avere un padre ed una madre, quando non sia la natura a decidere diversamente.

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RAY2



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MessaggioTitolo: Re: Adozione persone con doppia cittadinanza.   Dom Feb 26, 2012 4:30 am

Innanzitutto la ringrazio moltissimo per la ponta risposta.
Mi preme precisare che capisco perfettamente che le legislazioni degli stati debbano pensare al superiore interesse dei minori e che adottino tutta una serie di misure per cercare di tutelare le persone di fatto più indifese della società il più possibile.
Non comprendo solo due cose:
1) Qui non stiamo parlando di una persona che ha una sola cittadinanza (italiana) e se ne vuole andare all'estero per "aggirare" le leggi in materia del suo stato. Ma di una persona che ha 2 cittadinanze (e l'Italia, diversamente da altri paesi, lo permette) che ha tutti i requisiti per poter adottare sia per la legge del suo altro Stato che per il paese di provenienza del minore. Non capisco perché lo Stato italiano si senta in dovere di decidere per i figli di altri Stati. Se si tratta solo di non far trascrivere la sentenza di adozione posso anche capire (anche se francamnete lo trovo assurdo), ma non è possibile, almeno in quanto cittadina straniera (cittadinanza anche italiana a parte) un ricongiungimento familiare? Se così non fosse, mi viene da capire che un cittadino extracomunitario non italiano, può adottare nel suo paese secondo le leggi del suo paese e chiedere (ed ottenere )che il minore giunga in Italia senza problemi chiedendo il ricongiungimneto familiare. Ad persona che invece fa la stessa identica cosa (sempre seguendo l'iter di adozione vigente nel suo paese) ma che ha, in questo caso, anche la cittadinanza italiana, questo diritto non viene riconosciuto. Mi sembra un controsenso.
2) Riguardo al fatto che è meglio che un bambino abbia un padre ed una madre, ciò è senza dubbio vero (anche se ho un figlio di 4 hanni che un padre non ce l'ha, e che cresce sereno e felice). Ma di fatto nel mondo, come lei di sicuro sa, ci sono molti più bambini in condizioni di abbandono (milioni) che persone disposte ad adottare. E non parlo solo di bambini che crescono nella condizione triste, ma protetta, di un istituto, ma soprattutto di bambini per cui anche solo essere accolti in un orfanotrofio sarebbe la realizzazione di un sogno.
Nella maggioranza dei paesi del mondo l'adozione dei single è permessa. In Italia no. Quello che non capisco è perché l'Italia non possa permettere non l'adozione nazionale, ma almeno quella internazionale ai single. Visto che se la legislazione di residenza del bambino l'adozione ai single la permette, probabilmente lo stesso bambino che non verrà dato in adozione ad un single italiano (perché non nelle condizioni migliori per crescerlo, secondo lo Stato italiano)verrà dato comunque in adozione ad un altro single (magari spagnolo, o francese, o americano,....)...che è nella stessa identica situazione familiare del single italiano, ma che evidentemente, per lo Stato italiano, è meno inetto.
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Guido Baccoli
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MessaggioTitolo: Re: Adozione persone con doppia cittadinanza.   Lun Mar 05, 2012 9:55 pm

[quote="RAY2"]Innanzitutto la ringrazio moltissimo per la ponta risposta.
Mi preme precisare che capisco perfettamente che le legislazioni degli stati debbano pensare al superiore interesse dei minori e che adottino tutta una serie di misure per cercare di tutelare le persone di fatto più indifese della società il più possibile.
Non comprendo solo due cose:
1) Qui non stiamo parlando di una persona che ha una sola cittadinanza (italiana) e se ne vuole andare all'estero per "aggirare" le leggi in materia del suo stato. Ma di una persona che ha 2 cittadinanze (e l'Italia, diversamente da altri paesi, lo permette) che ha tutti i requisiti per poter adottare sia per la legge del suo altro Stato che per il paese di provenienza del minore. Non capisco perché lo Stato italiano si senta in dovere di decidere per i figli di altri Stati. Se si tratta solo di non far trascrivere la sentenza di adozione posso anche capire (anche se francamnete lo trovo assurdo), ma non è possibile, almeno in quanto cittadina straniera (cittadinanza anche italiana a parte) un ricongiungimento familiare? Se così non fosse, mi viene da capire che un cittadino extracomunitario non italiano, può adottare nel suo paese secondo le leggi del suo paese e chiedere (ed ottenere )che il minore giunga in Italia senza problemi chiedendo il ricongiungimneto familiare. Ad persona che invece fa la stessa identica cosa (sempre seguendo l'iter di adozione vigente nel suo paese) ma che ha, in questo caso, anche la cittadinanza italiana, questo diritto non viene riconosciuto. Mi sembra un controsenso. Si ricordi che seppure l'Italia accetti per normativa una seconda o plurime cittadinanze straniere senza per questo, perdere quella italiana, sempre per norme di legge che noi ci limitiamo ad indicare e non a discutere o criticare (sarebbe inutile) per l'Italia le viene trattata secondo la sola cittadinanza italiana e le leggi che regolano il nostro Paese.
2) Riguardo al fatto che è meglio che un bambino abbia un padre ed una madre, ciò è senza dubbio vero (anche se ho un figlio di 4 hanni che un padre non ce l'ha, e che cresce sereno e felice). Ma di fatto nel mondo, come lei di sicuro sa, ci sono molti più bambini in condizioni di abbandono (milioni) che persone disposte ad adottare. E non parlo solo di bambini che crescono nella condizione triste, ma protetta, di un istituto, ma soprattutto di bambini per cui anche solo essere accolti in un orfanotrofio sarebbe la realizzazione di un sogno.
Nella maggioranza dei paesi del mondo l'adozione dei single è permessa. In Italia no. Quello che non capisco è perché l'Italia non possa permettere non l'adozione nazionale, ma almeno quella internazionale ai single. Visto che se la legislazione di residenza del bambino l'adozione ai single la permette, probabilmente lo stesso bambino che non verrà dato in adozione ad un single italiano (perché non nelle condizioni migliori per crescerlo, secondo lo Stato italiano)verrà dato comunque in adozione ad un altro single (magari spagnolo, o francese, o americano,....)...che è nella stessa identica situazione familiare del single italiano, ma che evidentemente, per lo Stato italiano, è meno inetto.Come detto, noi ci limitiamo a dire come si applicano le leggi e non a criticarle, salvo rarissime eccezioni e con risultati che rimangono sterili. Personalmente posso essere d'accordo con lei, ma cosa cambia dal punto di vista dell'applicazione della legge? [/quote] Gentile Signora le risposte in caratteri rossi, nel suo stesso testo, sopra riportato.

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INDICE DEI MIEI ARGOMENTI PIÚ IMPORTANTI
http://www.burocraziaconsolare.com/guido-baccoli-f84/indice-argomenti-piu-rilevanti-ed-importanti-di-guido-baccoli-t787.htm
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Giuseppe Casucci



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MessaggioTitolo: Re: Adozione persone con doppia cittadinanza.   Mar Ott 02, 2012 3:47 am

Buon giorno,
finalmente un Forum su cui chiedere informazioni ed orientamento sul tema delle adozioni. Grazie per la disponibilità.
Io e mia moglie (entrambi con doppia cittadinanza peruviana ed italiana) abbiamo adottato nel 1996 in Perù una bimba. Mia moglie peruviana di nascita e io per matrimonio eravamo al tempo residenti in Perù da più di due anni, ed abbiamo dunque optato per la legislazione di quel paese.
Completata l'adozione, con regolare sentenza del giudice, abbiamo incontrato seri problemi con il consolato italiano (che non ci voleva dare il visto d'ingresso in Italia per la bimba). Dopo un duro braccio di forza, riuscimmo ad ottenere il visto.
Andammo a parlare con il tribunale dei minorenni di Roma che ci fece comunque capire che c'erano alcuni problemi (io avevo più di 40 anni di differenza con la bimba), vista la non esatta coincidenza delle due legislazioni.
Abbiamo chiesto alla Corte d'Appello il riconoscimento, adottando la legge 218/1995. Il tribunale riconobbe che l'adozione era legale, ma si dichiarò incompetente essendo la bambina minorenne.
Viste le difficoltà, decidemmo allora di aspettare che nostra figlia compisse 18 anni, per chiedere semplicemente il riconoscimento della sentenza in Italia (x la legge 218).
Nel frattempo anche la legislazione italiana sulle adozioni è cambiata ed ora i termini dell'età dei genitori sono maggiori.
La questura nel 2000 concesse un lungo permesso per nostra figlia per motivi familiari, che scade appunto il prossimo febbraio, mese in cui nostra figlia compirà 18 anni.
Vorremmo da voi un orientamento. Intanto chiedere provvisoriamente un rinnovo del pds per motivi di studio e nel frattempo avviare la causa per riconoscimento della sentenza (abbiamo la documentazione tradotta e legalizzata).
Noi viviamo a Roma. Conoscete qualche avvocato specializzato in questa materia?
Grazie per la collaborazione.
Giuseppe Casucci

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