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 Matrimonio all'estero - segnalazione shengen

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gian.ver



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MessaggioOggetto: Matrimonio all'estero - segnalazione shengen   Mar Dic 23, 2008 2:49 pm

Tizio, con a carico un'espulsione e un procedimento penale per non aver ottemperato alla stessa, dopo la convalida dell'arresto torna nel suo paese di origine (Tunisia).
Durante la sua permanenza in Italia aveva conosciuto Caia (cittadina italiana) con la quale si era fidanzato e voleva sposarsi.
Nonostante l'espulsione i due si sposano in Tunisia, fanno tradurre e legalizzare l'atto di matrimonio, e si recano in ambasciata per chiedere il visto che consentirebbe a Tizio di rientrare in Italia con la moglie.
L'Ambasciata, riscontrata la segnalazione nel S.I.S., sospende i termini per il rilascio del visto in attesa delle determinazioni che dovrà prendere il Ministero dell'Interno.
Passano più di tre mesi e il Ministero non risponde.
Caia è costretta a raggiungere Tizio in Tunisia per vedere il proprio coniuge almeno per Natale.

Domande:
- in base a quale normativa il procedimento è stato sospeso?
- quali sono i termini entro i quali il Ministero deve rispondere in merito alla cancellazione dei dati S.I.S.?
- quali sono i termini totali di durata del procedimento ed in assenza degli stessi si applicva la legge 241/90?

Grazie buone feste confused
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Amedeo
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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio all'estero - segnalazione shengen   Mar Dic 23, 2008 4:32 pm

Gent.mo Gian.ver, un saluto.

La procedura di rilascio del visto è unica e non può essere sospesa in attesa di accertamenti relativi alla segnalazione al SIS. Quest'ultima entra a far parte del complesso di accertamenti necessari per il rilascio del visto.

Dal che se ne deduce che i termini che ha il consolato italiano per il rilascio del visto sono di 90 giorni ai sensi della legge 241/1990.

A questo punto occorre inoltrare una diffida ad adempiere con richiesta di accesso agli atti al consolato italiano ed al ministero dell'interno (div. SIS), nonchè a tutta una altra serie di soggetti interessati (Ministri Esteri e Interno, Funzione Pubblica, Corte dei Conti, Solvit, mediatore Europeo, Commissione europea).

Un saluto ed in bocca ai lupi burocratici,

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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio all'estero - segnalazione shengen   Mar Dic 23, 2008 6:36 pm

Da come espone i fatti, la situazione dei coniugi non é un problema di visto, bensí dell'attuazione della nuova legge penale Dl 92/2008, riguardanti i clandestini (prima non esisteva il penale). Come giá ribadito in altro topic, prima dell'entrata in vigore del Dl 92/2008, il matrimonio ''sana'' sia il divieto di permanenza che l'eventuale provvedimento di espulsione (familiari di cittadini italiani sono inespellibili), come anche la concessione del visto che deve essere rilasciato senza inventarsi norme che non esistono, ma........non sana il penale e meno ancora se esiste una sentenza definitiva e la convalida dell'arresto.
Per le normative attuali:


  1. non si puó respingere la domanda di visto per il coniuge di cittadino italiano, come nemmeno la si puó posporre a ''pareri'' del MAI che non é dovuto a dare (non arriverá mai una risposta).

  2. Il limite di tempo per familiare al seguito é il rilascio immediato, per ricongiungimento familiare sempre del coniuge di italiano, é di 30 gg, cosí come argomentato qui http://www.burocraziaconsolare.com/il-visto-f1/in-quanto-tempo-l-ufficio-visti-deve-concedere-o-negare-il-visto-t118.htm .
  3. se rientra in Italia, dovrá scontare la condanna e sará messa agli arresti, possibilmente giá dalla Polizia di Frontiera se ne hanno ricevuto la segnalazione;

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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio all'estero - segnalazione shengen   Mer Dic 24, 2008 5:07 am

Gent.mo dott. Bacoli, un saluto.

Guido Baccoli ha scritto:
Da come espone i fatti, la situazione dei coniugi non é un problema di visto, bensí dell'attuazione della nuova legge penale Dl 92/2008, riguardanti i clandestini (prima non esisteva il penale). Come giá ribadito in altro topic, prima dell'entrata in vigore del Dl 92/2008, il matrimonio ''sana'' sia il divieto di permanenza che l'eventuale provvedimento di espulsione (familiari di cittadini italiani sono inespellibili), come anche la concessione del visto che deve essere rilasciato senza inventarsi norme che non esistono, ma........non sana il penale e meno ancora se esiste una sentenza definitiva e la convalida dell'arresto.
Per le normative attuali:


  1. non si puó respingere la domanda di visto per il coniuge di cittadino italiano, come nemmeno la si puó posporre a ''pareri'' del MAI che non é dovuto a dare (non arriverá mai una risposta).
  2. Il limite di tempo per familiare al seguito é il rilascio immediato, per ricongiungimento familiare sempre del coniuge di italiano, é di 30 gg, cosí come argomentato qui http://www.burocraziaconsolare.com/il-visto-f1/in-quanto-tempo-l-ufficio-visti-deve-concedere-o-negare-il-visto-t118.htm .
  3. se rientra in Italia, dovrá scontare la condanna e sará messa agli arresti, possibilmente giá dalla Polizia di Frontiera se ne hanno ricevuto la segnalazione;

Non sono sicuro (in questo "casino" di leggi l'errore è sempre in agguato!!!) che il reato di immigrazione clandestina sia ora legge dello stato. Riporto a tal proposito parte di un articolo dell'avv. Mario Paggi in proposito, da cui si evincerebbe che la normativa sia ancora oggetto di discussione in parlamento.

Citazione :
Pacchetto sicurezza - Il commento al testo del Disegno di Legge 733
a cura dell’ Avv. Marco Paggi


Il testo del disegno di legge n. 733,
l’ultimo pezzo del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, è stato licenziato
dalle commissioni riunite con l’aggiunta di ulteriori emendamenti in
senso restrittivo.
Avevamo già accennato
al fatto che il governo rinuncerà a ritoccare in senso ulteriormente
restrittivo la condizione giuridica dei cittadini comunitari, avendo
dovuto soggiacere all’orientamento fin troppo palese e chiaro della
Commissione Europea, pronunciatasi in merito, avvertendo che, l’
introduzione di norme che peggiorino la condizione giuridica del
diritto di circolazione dei cittadini comunitari, comporterebbe una
violazione del diritto comunitario e della direttiva che regola questa
materia.
Ma sembra quasi che, non potendo mettere mano a questi aspetti, il
governo abbia ritenuto di poter affondare su altre questioni che,
nell’ambito del pacchetto sicurezza, porteranno ad una situazione
giuridica lontana evidentemente dal garantire maggiore sicurezza ai
cittadini, renderà molto più difficili le condizioni di vita di tutti i
cittadini stranieri e anche, per alcuni aspetti, per i cittadini
italiani.

Il disegno di legge, nella versione presentata dal
governo, prevedeva diverse modifiche peggiorative della condizione
giuridica dello straniero. Questo testo è stato ulteriormente emendato,
quindi integrato in senso restrittivo, dalle commissioni riunite. Così,
le dinamiche bloccate dell’attuale sistema parlamentare, che lavora a
colpi di fiducia, potrebbero portare molto rapidamente all’entrata in
vigore di questa normativa a dir poco preoccupante.

Prendendo in considerazione gli aspetti che andranno
maggiormente ad attaccare la condizione giuridica dei cittadini
stranieri, è evidente, effettuiamo un esercizio abbastanza arduo. E’
difficile infatti stabilire una sorta di graduatoria tra provvedimenti
più gravi e meno gravi. In ogni caso, proviamo ad approfondire le
questioni che ci sembrano preoccupanti, e che comporteranno
problematiche gravissime per la maggior parte della popolazione
immigrata e dei candidati all’immigrazione per il ricongiungimento
familiare.

Il reato di ingresso e soggiorno irregolare
Si presenta poi il fatidico reato di ingresso e soggiorno irregolare.
La proposta non è stato eliminata dal ddl, come molti avevano pensato,
ma è semplicemente stata diminuita la gravità del reato, per
assecondare, ma solo parzialmente le proteste che, provenienti anche da
tutti sindacati di polizia, evidenziavano l’inutilità di una previsione
di questo reato e d i suoi effetti problematici: ulteriore riempimento
delle carceri e soprattutto un intasamento il lavoro delle autorità
giudiziaria. Ma se da un lato non si prevede di intasare direttamente,
o immediatamente, le carceri, si prevede comunque di intasare il lavoro
dell’autorità giudiziaria che sembra già svolto attualmente in
condizioni di estrema difficoltà per mancanza di organico e di
strutture.

La proposta riguarda l’aggiunta all’art. 10 del Testo Unico sull’immigrazione, di un ulteriore art 10bis intitolato “Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato”. Il testo prevede che, “sempre
che il fatto non costituisca più grave reato, lo straniero che fa
ingresso ovvero che si trattenga nel territorio dello stato, in
violazione delle disposizioni del presente Testo Unico
sull’immigrazione, è punito con l’ammenda da 5.000 a 10.000 euro”
. E’ poi previsto che, “ai
fini dell’esecuzione dell’espulsione dello straniero denunciato per
questo titolo di reato non sia richiesto il rilascio del nulla osta da
parte dell’autorità giudiziaria”
.

Che cosa significa prevedere questo reato punibile in
prima istanza solo con una ammenda di 5.000 o 10.000 euro? Significa
fingere di adottare norme con lo scopo di governare il fenomeno
migratorio. Chi è in condizione di soggiorno illegale nel territorio
dello stato, o si mette in moto per entrarvi, normalmente non ha nulla
da perdere e quindi non pagherà né i 5.000 né i 10.000 euro di sanzione
stabilita, a titolo di ammenda, da questo disegno di legge. Se non paga
i 5.000 o i 10.000 euro d’ammenda, sarà eventualmente sottoposto, nei
tempi ovviamente dipendenti dall’intasamento del lavoro dalle autorità
giudiziarie, alla misura, ad esempio, della libertà vigilata, e se
dovesse sottrarsi a questa misura, commettendo un reato più grave,
allora rischierebbe di andare in carcere.
Ma tutto questo che cosa produce in concreto? Produce semplicemente un
aumento dell’allarme sociale, un aumento di processi, un aumento di
attività da parte dell’autorità giudiziaria, ma non aggiunge nulla alla
sicurezza delle persone, neppure alla possibilità concreta di
alleggerire la presenza sul territorio nazionale dei cosiddetti
“clandestini”. I numeri parlano chiaro: l’ultimo decreto flussi, quello
del 2007, ha visto la presentazione di oltre 740.000 domande di
autorizzazione all’ingresso dall’estero che riguardano quasi
esclusivamente persone che sono già presenti sul territorio nazionale.
Immaginare di rinviare a giudizio tutte queste persone, sia pure solo
per sottoporle ad una sanzione pecuniaria, non sembra francamente
realistico.

IL visto d’ingrsso per ricongiungimento familiare. Abolizione de termine di 180 giorni
A conferma del fatto che non sembra sia intenzione del Governo
migliorare l’efficienza, o meglio ridurre l’inadempienza, dell’apparato
pubblico in materia di adempimenti amministrativi relativi al
soggiorno, si prevede sia soppressa la possibilità di chiedere
direttamente il visto d’ingresso per ricongiungimento famigliare in
caso di inerzia dello Sportello Unico.
La direttiva vigente dice che, una volta trascorso il termine assegnato
allo Sportello Unico come limite per la consegna del nulla osta alla
ricongiunzione famigliare, il soggetto interessato possa inoltrare
direttamente la richiesta di rilascio del visto al consolato italiano
competente, dimostrando l’avvenuta presentazione della domanda con
tutti i documenti prescritti. Il termine del procedimento è stato
raddoppiato da 90 a 180 giorni con il recente D. Lgs n. 160 entrato in vigore lo scorso 5 novembre.
Nonostante questo si propone di rende impossibile la presentazione
diretta presso il consolato italiano competente per l’avvio alla
procedura del rilascio del visto, a fronte della perdurante inerzia
dell’amministrazione competente.

Esibizione del passaporto
Sempre nell’ambito delle varie misure di sicurezza, si prevede una
modifica all’art. 6, comma 3, del Testo Unico. Il testo in vigore
prevede l’arresto fino a 6 mesi e l’ammenda di 416 euro per lo
straniero che, senza giustificato motivo, non ottemperi all’ordine di
esibizione del passaporto e del permesso di soggiorno. La nuova formula
preveder l’arresto fino ad un anno e l’ammenda fino a 2000 euro, quindi
il raddoppio della sanzione detentiva e la quintuplicazione della
sanzione pecuniaria.

Favoreggiamento ingresso irregolare
Sono poi previste delle sanzioni molto più pesanti per il reato di
favoreggiamento dell’ingresso irregolare nel territorio italiano o
verso altri spazi aderenti allo spazio Shenghen. La cosa curiosa però è
che, tra tutte queste ipotesi di reato, già previste dalla legge
nell’art. 12 del T.U, vengono appesantite solo quelle relative
all’ingresso ed al favoreggiamento dell’ingresso irregolare, mentre non
viene minimamente presa in considerazione la violazione prevista nel
comma 5 dell’art.12, relativa al favoreggiamento della permanenza
irregolare nel territorio a scopo di ingiusto profitto. Si tratta del
tipico reato che viene posto in essere quando si occupa un lavoratore
irregolare in condizioni di palese sfruttamento. Evidentemente questo
problema dello sfruttamento dei lavoratori in nero, non tocca la
coscienza di chi ha messo mano a questo disegno di legge.
[ mercoledì 19 novembre 2008 ]

Dal chè se ne potrebbe dedurre che, anche in caso di sentenza passata in giudicato, il matrimonio con cittadino italiano potrebbe ancora essere motivo ostativo all'esecuzione della condanna, o almeno che si possano ottenere notevoli benefici di legge (arresti domiciliari o sospensione della pena o non so cosa altro).

Per quanto riguarda i termini per il rilascio del visto, se è pur vero che le Sue considerazioni sono più che sacrosante e che il termine dovrebbe intendersi essere di 30 giorni, è anche vero che i nostri "beneamati" consolati se ne ... "infischiano"!!! Dal chè, se ne dovrebbe ricavare un diverso peso di una diffida ad adempiere posta in essere dopo 30 giorni, da una diffida dopo 90 giorni, anche in sede di eventuale giudizio.

Dopo queste considerazioni (ed ovviamente sono apertissimo ad ogni ulteriore contributo), al termine della vicenda non posso non consigliare una denuncia alla Commissione Europea ed un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo contro l'Italia. Entrambi i procedimenti si possono avviare senza alcuna spesa, per fax od e-mail e, cosa più importante, senza obbligo di assistenza di un legale.

Un cordiale saluto ed auguri per un buon Natale,

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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio all'estero - segnalazione shengen   Mer Dic 24, 2008 3:29 pm

Caro Amedeo, sai che il pacchetto di sicurezza é stato suddiviso in varie tranche e in realtá non ho avuto ancora modo di guardare bene quali tranche siano state giá approvate. Certamente la prima, il Dl 92/2008, lo é stata ed é giá in vigore.
Riferimento http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/pacchetto_sicurezza/, che riporta:
Piena soddisfazione è stata espressa dal ministro Maroni per l’approvazione definitiva - il 23 luglio scorso da parte del Senato - della legge sulla sicurezza che consentirà, ha dichiarato “un contrasto più efficace dell’immigrazione clandestina, una maggiore prevenzione della microcriminalità diffusa attraverso il coinvolgimento dei sindaci nel controllo del territorio e una più incisiva lotta alla mafia grazie alla norma che prevede l’aggressione ai patrimoni dei boss”.
Il decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica è stato convertito in legge con alcune modifiche. Tra queste, un meccanismo per una più celere trattazione dei processi per i reati più gravi, essendo stati definiti con legge i processi a cui è assicurata priorità assoluta nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione. Saranno poi i dirigenti degli uffici giudicanti ad adottare i provvedimenti organizzativi necessari.
Questo è il primo provvedimento del pacchetto sicurezza – varato dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 21 maggio scorso - che completa l’iter parlamentare e diventa legge. Il testo coordinato del decreto legge n.92/2008 con la legge di conversione n.125/2008 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 25 luglio 2008.
Non avuto sonceramente il tempo di controllare se i successivi provvedimenti siano stati approvati, ma in quello citato, il penale é giá previsto per chi ospita un clandestino:
DECRETO-LEGGE 23 maggio 2008 n.92 (in Gazz. Uff., 26 maggio, n. 122). -Decreto convertito, con modificazioni, in legge 24 luglio 2008, n.125 - Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica. Articolo 5


Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (1)
Art. 5.

01. All’articolo 12, comma 5, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Quando il fatto è commesso in concorso da due o più persone, ovvero riguarda la permanenza di cinque o più persone, la pena è aumentata da un terzo alla metà“ (2).

1. All'articolo 12 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

"5-bis. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque a titolo oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, dà alloggio ad uno straniero, privo di titolo di soggiorno, in un immobile di cui abbia disponibilità, ovvero lo cede allo stesso, anche in locazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La condanna con provvedimento irrevocabile ovvero l’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, anche se è stata concessa la sospensione condizionale della pena, comporta la confisca dell'immobile, salvo che appartenga a persona estranea al reato. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni vigenti in materia di gestione e destinazione dei beni confiscati. Le somme di denaro ricavate dalla vendita, ove disposta, dei beni confiscati sono destinate al potenziamento delle attivita' di prevenzione e repressione dei reati in tema di immigrazione clandestina." (3).

1-bis. All’articolo 13, comma 3, quinto periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, la parola: “quindici“ è sostituita dalla seguente: “sette“ (4).

1-ter. All’articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, le parole: “con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato“ sono sostituite dalle seguenti: “con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato“ (4).
Come specificavo nell'altra discussione, l'ingiusto profitto in penale, non é considerato solo ed esclusivamente come un profitto economico, ma puó ben esssere un profitto personale, come una promozione nella carriera oppure il semplice fatto di avere con se la o il fidanzato clandestino, Il penale é molto delicato e pericoloso e consiglio comunque massima prudenza.

Spero di poter essere piú ferrato nel prossimo Gennaio ed avere qualche certezza in piú riguardo l'approvazione delle altra tranche del pacchetto di sicurezza.

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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio all'estero - segnalazione shengen   Gio Dic 25, 2008 11:02 am

Vi ringrazio per l'attenzione prestatami.
A quanto ho capito, quindi, l'unico termine è quello della 241/90.
Per quanto riguarda l'eventuale condanna io non mi preoccuperei più di tanto visto che, anche a voler applicare il dl 92/08 questa sarebbe norma sfavorevole rispetto alla precedente e quindi non potrebbe applicarsi alle condanne avvenute prima dell'entrata in vigore del dl 92 stesso.
Ad ogni modo, pur ammessa una sua eventuale applicazione, sarebbe comunque molto probabile l'applicazione della sospensione condizionale della pena, l'affidamento in prova al servizio sociale oppure , in ultima analisi, gli arresti domiciliari.
Vi ringrazio ancora e vi auguro buon Natale


P.s. vi terrò informati sugli esiti della "battaglia"
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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio all'estero - segnalazione shengen   Gio Dic 25, 2008 5:23 pm

La scadenza della consegna del visto non puó superare i 30 gg, in quanto altri visti di altra tipologia mettono come scadenza dei termini 30gg. Poiché l'art 5 della 30/07 3 comma detta:3. I visti di cui al comma 2 sono rilasciati gratuitamente e con priorita' rispetto alle altre richieste.
Quale sarebbe la prioritá, rispetto alle altre richieste di visto, che il legislatore indica chiaramente debbasi applicare? Se si considera ed applica la 241/90 comma 3, applicando quindi il massimo di tempo concesso per la conclusione del procedimento di richiesta ed ottenimento del visto, ossia i 90 giorni, la prioritá rispetto alle altre richieste, per le quali la legge specifica un limite di 30 gg. si perderebbe e sarebbe contradditoria.
Valgono le stesse condizioni di reciprocitá spiegate nella discussione http://www.burocraziaconsolare.com/il-visto-f1/in-quanto-tempo-l-ufficio-visti-deve-concedere-o-negare-il-visto-t118.htm .

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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio all'estero - segnalazione shengen   Oggi a 11:58 am

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