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 Cancellazione AIRE "forzata"

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giulale



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MessaggioOggetto: Cancellazione AIRE "forzata"   Ven Ago 10, 2012 2:02 pm

Salve, vorrei un parere per capire se una cancellazione AIRE "forzata" possa avere un fondamento legislativo.

Un iscritto AIRE riceve una lettera di convocazione dal Consolato competente presso la sua residenza tramite raccomandata con la quale gli si chiede di presentarsi presso lo stesso Consolato per una comunicazione che lo riguardava. Un coabitante del destinatario della raccomandata la ritira e la consegna all'interessato che in quel momento era in Italia.

Dopo neanche una settimana il destinatario della raccomandata invia dalla sua PEC personale una email al Consolato specificando che, seppur la residenza era corretta, era temporaneamente domiciliato e reperibile in Italia e pertanto dava disposizioni su come avrebbe voluto ricevere la comunicazione in oggetto. Dopo una settimana, l'interessato, sollecitando allo stesso Consolato una risposta ancora non pervenuta, ha scoperto di essere stato cancellato per irreperibilita' presunta dall'AIRE.

Chiedendo ulteriori spiegazioni riceve dal Consolato delle giustificazioni non coerenti con quanto comunicato al Comune con dei riferimenti alla definizione di dimora abituale dell'Art.43 del Cod. Civ. e l'Art. 3 del DPR 30 maggio 1989 n.223 (che notoriamente si riferisce non ai residenti AIRE ma ai residenti dei Comuni!!).

Trovandosi in Italia, si reca al Comune competente, che nel frattempo aveva ricevuto il Cons.01 ed una lettera di accompagnamento di cancellazione AIRE proprio per irreperibilita' presunta, e presenta una dichiarazione sostenendo che l'indirizzo di residenza a cui era stato dichiarato irreperibile era ancora valido e che neanche sei mesi prima, avendo regolarmente ricevuto il plico elettorale, aveva votato per il referendum e lo stesso Consolato aveva inviato un Cons01 per aggiornamento dati.

Il Comune invia una comunicazione al Consolato facendo presente l'inconsistenza dell'irreperibilita'. Nonostante cio', il Console Generale, questa volta rispondeva al Comune sostentendo che il connazionale era stato cancellato dall'AIRE perche' "l'indirizzo fornito... non corrisponde al suo domicilio abituale e... pertanto... cancellato in quanto irreperibile" (apportando di fatto una sua definizione di irreperibilita').

Nonostante varie comunicazioni tra e con il Consolato ed il Comune competente, quest'ultimo, dopo ben oltre 6 mesi dall'accaduto, sostenendo informalmente di non poter fare altrimenti sulla base di specifica richiesta del Consolato e nonostante tutte le comunicazioni incoerenti ed affermazioni non comprovate del Console Generale, comunicava all'interessato l'avvenuta cancellazione per irreperibilita' (e non irreperibilita' presunta) non facendo tra le altre cose nessun riferimento a normative esistenti.

A questo punto sorgono le mie domande, considerando l'Art. 1 della L. 104/2002 e la circolare del Min. Interno 2/20004 d'intesa con il M.A.E. che specificano le modalita' di cancellazione dall'AIRE di un connazionale, in quale legge o regolamento trova fondamento quanto accaduto? E' possibile che un Console Generale decida di cancellare un connazionale sulla base di una sua deduzione non provabile, e non provata, ed una sua definizione di irreperibilita' e che il Comune non possa fare nulla? E' possibile che il Comune prenda un provvedimento sei mesi dopo un'avvenuta cancellazione AIRE (pertanto che ha decorrenza oltre 6 mesi prima) senza dare nessun riferimento normativo? Come e' possibile proteggersi da certi eventi/abusi? E sopratutto come si puo' rimediare?
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Guido Baccoli
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MessaggioOggetto: Re: Cancellazione AIRE "forzata"   Sab Set 08, 2012 4:39 pm

giulale ha scritto:
Salve, vorrei un parere per capire se una cancellazione AIRE "forzata" possa avere un fondamento legislativo.

Un iscritto AIRE riceve una lettera di convocazione dal Consolato competente presso la sua residenza tramite raccomandata con la quale gli si chiede di presentarsi presso lo stesso Consolato per una comunicazione che lo riguardava. Un coabitante del destinatario della raccomandata la ritira e la consegna all'interessato che in quel momento era in Italia.

Dopo neanche una settimana il destinatario della raccomandata invia dalla sua PEC personale una email al Consolato specificando che, seppur la residenza era corretta, era temporaneamente domiciliato e reperibile in Italia e pertanto dava disposizioni su come avrebbe voluto ricevere la comunicazione in oggetto. Dopo una settimana, l'interessato, sollecitando allo stesso Consolato una risposta ancora non pervenuta, ha scoperto di essere stato cancellato per irreperibilita' presunta dall'AIRE.

Chiedendo ulteriori spiegazioni riceve dal Consolato delle giustificazioni non coerenti con quanto comunicato al Comune con dei riferimenti alla definizione di dimora abituale dell'Art.43 del Cod. Civ. e l'Art. 3 del DPR 30 maggio 1989 n.223 (che notoriamente si riferisce non ai residenti AIRE ma ai residenti dei Comuni!!).

Trovandosi in Italia, si reca al Comune competente, che nel frattempo aveva ricevuto il Cons.01 ed una lettera di accompagnamento di cancellazione AIRE proprio per irreperibilita' presunta, e presenta una dichiarazione sostenendo che l'indirizzo di residenza a cui era stato dichiarato irreperibile era ancora valido e che neanche sei mesi prima, avendo regolarmente ricevuto il plico elettorale, aveva votato per il referendum e lo stesso Consolato aveva inviato un Cons01 per aggiornamento dati.

Il Comune invia una comunicazione al Consolato facendo presente l'inconsistenza dell'irreperibilita'. Nonostante cio', il Console Generale, questa volta rispondeva al Comune sostentendo che il connazionale era stato cancellato dall'AIRE perche' "l'indirizzo fornito... non corrisponde al suo domicilio abituale e... pertanto... cancellato in quanto irreperibile" (apportando di fatto una sua definizione di irreperibilita').

Nonostante varie comunicazioni tra e con il Consolato ed il Comune competente, quest'ultimo, dopo ben oltre 6 mesi dall'accaduto, sostenendo informalmente di non poter fare altrimenti sulla base di specifica richiesta del Consolato e nonostante tutte le comunicazioni incoerenti ed affermazioni non comprovate del Console Generale, comunicava all'interessato l'avvenuta cancellazione per irreperibilita' (e non irreperibilita' presunta) non facendo tra le altre cose nessun riferimento a normative esistenti.

A questo punto sorgono le mie domande, considerando l'Art. 1 della L. 104/2002 e la circolare del Min. Interno 2/20004 d'intesa con il M.A.E. che specificano le modalita' di cancellazione dall'AIRE di un connazionale, in quale legge o regolamento trova fondamento quanto accaduto? E' possibile che un Console Generale decida di cancellare un connazionale sulla base di una sua deduzione non provabile, e non provata, ed una sua definizione di irreperibilita' e che il Comune non possa fare nulla? E' possibile che il Comune prenda un provvedimento sei mesi dopo un'avvenuta cancellazione AIRE (pertanto che ha decorrenza oltre 6 mesi prima) senza dare nessun riferimento normativo? Come e' possibile proteggersi da certi eventi/abusi? E sopratutto come si puo' rimediare?
Senza dubbio Ú un abuso in atti di ufficio, che possono essere risolti al punto in cui si trova, o con una previa Diffida ad adempiere o con un ricorso al Tribunaleordinario.

T.O. e non TAR in quanto per giurisprudenza affermata, la residenza Ú un diritto soggetivo difendibile dai Tribunali ordinari e non un interesse legittimo, difendible dal TAR. La cancellazione d'dufficio della residenza, anche AIRE, per irreperibilitß non ha senso nel suo caso oltre che essere una pratica abbastanza difficile da dimostrare per la P.A.

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giulale



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MessaggioOggetto: Re: Cancellazione AIRE "forzata"   Gio Set 20, 2012 4:12 am

Ringrazio innanzitutto per la cortese risposta... e vorrei ancora domandare:

Contro l'avvenuta cancellazione, non si potrebbe presentare ricorso al Prefetto del Comune che ha provveduto fisicamente ad effettuare la cancellazione?

In questo ultimo caso ed anche nel caso in cui si decida di fare ricorso al TO, essendo, l'abuso di atti d'ufficio, un reato d'ufficio, non dovrebbe essere perseguito anche penalmente in modo automatico? O e' necessario presentare un esplicito esposto alla Procura della Repubblica?

Ho provveduto a segnalare il comportamento del Responsabile del procedimento che ha firmato le pratiche (il Console Generale) anche all'Ispettorato della P.A. ma dopo qualche comunicazione avvenuta con il Consolato, tutto si e' arenato e mi e' stato risposto che non potendo verificare la veridicita' delle dichiarazioni del Console e, pertanto non potendole contestare, loro non possono fare nulla!!
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MessaggioOggetto: Re: Cancellazione AIRE "forzata"   Dom Set 23, 2012 6:20 pm

giulale ha scritto:
Ringrazio innanzitutto per la cortese risposta... e vorrei ancora domandare:

Contro l'avvenuta cancellazione, non si potrebbe presentare ricorso al Prefetto del Comune che ha provveduto fisicamente ad effettuare la cancellazione?

In questo ultimo caso ed anche nel caso in cui si decida di fare ricorso al TO, essendo, l'abuso di atti d'ufficio, un reato d'ufficio, non dovrebbe essere perseguito anche penalmente in modo automatico? O e' necessario presentare un esplicito esposto alla Procura della Repubblica?

Ho provveduto a segnalare il comportamento del Responsabile del procedimento che ha firmato le pratiche (il Console Generale) anche all'Ispettorato della P.A. ma dopo qualche comunicazione avvenuta con il Consolato, tutto si e' arenato e mi e' stato risposto che non potendo verificare la veridicita' delle dichiarazioni del Console e, pertanto non potendole contestare, loro non possono fare nulla!!
Che non possano fare nulla Ú una grande balla. Chieda e diffidi anche l'ispettorato ad agire secondo i loro compiti. Se il Console non puˇ provare la veridicitß, loro devono intervenire in quanto si tratterebbe di provvedimenti di grave danno eseguiti su speculazioni e non su prove documentali.

Vedo quasi indispensabile il ricorso al T.O.. In quanto agli abusi in atti di ufficio, la giurisprudenza quasi sempre, lo giudica un reato civile e non penale come quello di omissioni di atti di ufficio dove bisogna dimostrare il dolo o la colpositß al fine che si possa ravvedere un reato penale. Piuttosto, veda di non mancare tanto dal Paese d'iscrizione all'AIRE, altrimenti da argomentazioni alla difesa del Consolato. Sappia che la segnalazione che ha fatto all'Ispettorato della funzione pubblica, dovrebbe ripeterla, e p. c e richieste specifiche di controllo a ciascuna Istituazione, la mandi anche al Comune, alla Prefettura ed al Ministero dell'Interno e degli Esteri.

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MessaggioOggetto: Re: Cancellazione AIRE "forzata"   Oggi a 2:33 pm

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