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 Residenza italiana ma domicilio estero: le tasse sul reddito

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bostik
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MessaggioTitolo: Re: Residenza italiana ma domicilio estero: le tasse sul reddito   Lun Mag 26, 2014 12:43 pm

Plantedseed ha scritto:
Buongiorno a tutti
Sono un italiano residente all'estero per la precisione a Dublino dal 2010. Sono regolarmente iscritto all'Aire da 3 anni e mezzo e sono qui per discutere con voi su un problema che non riguarda me, che sono in regola (ormai il mio centro economico principale dei miei interessi è dublino, e ho domicilio e residenza fiscale qua) ma un mio amico che è 6 anni che risiede all'estero e non ha ancora fatto la iscrizione all'AIRE.
Ho provato a spiegargli che se si risiede per piu di un anno è un dovere e diritto e quindi un obbligo.
A parte che è ormai chiaro che lo farà, ma la questione è un'altra. La persona sostiene che il suo reddito, anche se lui è rimast oufficialmente per l'anagrafe italiana residente nel suo comune, (nello stato di famiglia dei suoi), essendo già tassato in Irlanda, e non avendo altri redditi che partecipano al reddito complessivo (come nel mio caso praticamente, con la differenza che io sono AIRE), non debba dichiararlo allo Stato italiano. PErche esiste secondo lui un accordo contro la doppia imposizione tra italia e irlanda. Questo accordo di cui sono a conoscenza ovviamente è del 1971.
Premetto, ho letto bene le norme esono al corrente di come funziona la cosa: ovvero, il discorso che lui fa è (secondo me, correggetemi se sbaglio) errato per un concetto di fondo. Ovvero...lui ha interpretato il discorso della doppia imposizione cosi: "me lo hanno gia tassato tutto in irlanda, non lo dichiaro in italia, c'è il trattato". Ma io ho cercato di spiegarli che per avvenire cio, lui deve avere
- nessun altro reddito in italia
- iscrizione regolare all'AIRE

se una della due cose avviene, perdonatemi se ho capito male, allora scatta il dovere del cittadino italiano ancora residente in italia, ufficialmente (anche se ha il domicilio all'estero), come lui è..infatti, di dichiarare questo benedetto stipendio che prende allo Stato italiano.

Per ovviare questo, sopratutto per il motivo che ho detto,che non ha altri redditi, lui deve iscriversi al AIRE

da quel che so è cosi: ovvero, se lui non si iscrive all'Aire lui è tenuto a presentare la dichiarazione di questo reddito all italia. Su questo reddito se ho capito bene (art. 165 del TUIR) lui dovrebbe avere un credito di imposta (le tasse in IRlanda sono piu basse che in Italia, perche una buona parte dei servizi come la assicurazione sanitaria si sottoscrivono con enti privati) che poi verrà detratto nel calcolo delle tasse che dovrà pagare su quello stipendio in Italia. DAto che in irlanda si applicano alla fonte, appunto, lui pagherà per la differenza. Ma non esiste doppia imposizione. Il credito di imposta è stato tenuto valido proprio per ovviare a questo problema.

Poi so anche che se , una persona iscritta all'AIRE, dovesse avere redditi significativi in italia (patrimoniali, immobiliari, terreni agricoli e edificabili etc) tali da fare considerare ancora l'Italia il centro principale dei suoi interessi economici, questa persona dovà in ogni dichiarare il reddito percepito all'estero che concorrerà infatti alla formazione del suo reddito complessivo: in poche parole, dovrà presentare la sua DDR alla agenzia delle entrate.

In poche parole: rimanere residenti in Italia comporta questa situazione (peraltro, se volesse potrebbe continuare ad usufruire della assistenza sanitaria gratuita italiana, andare dal suo medico, comprare medicinali coi ticket, farsi visitare dallo specialista con la mutua...etc....etc...)

QUalche esperto di fisco o commercialista presente in questo forum ha un'idea se quanto scrivo sia giusto o meno?

Cordiali saluti e ringraziamenti a tutti
Paolo


Se la societá é estera o ha sede legale all'estero,nulla é dovuto al fisco italiano.
Saluti
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yumino
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MessaggioTitolo: Re: Residenza italiana ma domicilio estero: le tasse sul reddito   Sab Giu 25, 2016 5:07 am

bostik ha scritto:
Plantedseed ha scritto:
Buongiorno a tutti
Sono un italiano residente all'estero per la precisione a Dublino dal 2010. Sono regolarmente iscritto all'Aire da 3 anni e mezzo e sono qui per discutere con voi su un problema che non riguarda me, che sono in regola (ormai il mio centro economico principale dei miei interessi è dublino, e ho domicilio e residenza fiscale qua) ma un mio amico che è 6 anni che risiede all'estero e non ha ancora fatto la iscrizione all'AIRE.
Ho provato a spiegargli che se si risiede per piu di un anno è un dovere e diritto e quindi un obbligo.
A parte che è ormai chiaro che lo farà, ma la questione è un'altra. La persona sostiene che il suo reddito, anche se lui è rimast oufficialmente per l'anagrafe italiana residente nel suo comune, (nello stato di famiglia dei suoi), essendo già tassato in Irlanda, e non avendo altri redditi che partecipano al reddito complessivo (come nel mio caso praticamente, con la differenza che io sono AIRE), non debba dichiararlo allo Stato italiano. PErche esiste secondo lui un accordo contro la doppia imposizione tra italia e irlanda. Questo accordo di cui sono a conoscenza ovviamente è del 1971.
Premetto, ho letto bene le norme esono al corrente di come funziona la cosa: ovvero, il discorso che lui fa è (secondo me, correggetemi se sbaglio) errato per un concetto di fondo. Ovvero...lui ha interpretato il discorso della doppia imposizione cosi: "me lo hanno gia tassato tutto in irlanda, non lo dichiaro in italia, c'è il trattato". Ma io ho cercato di spiegarli che per avvenire cio, lui deve avere
- nessun altro reddito in italia
- iscrizione regolare all'AIRE

se una della due cose avviene, perdonatemi se ho capito male, allora scatta il dovere del cittadino italiano ancora residente in italia, ufficialmente (anche se ha il domicilio all'estero), come lui è..infatti, di dichiarare questo benedetto stipendio che prende allo Stato italiano.

Per ovviare questo, sopratutto per il motivo che ho detto,che non ha altri redditi, lui deve iscriversi al AIRE

da quel che so è cosi: ovvero, se lui non si iscrive all'Aire lui è tenuto a presentare la dichiarazione di questo reddito all italia. Su questo reddito se ho capito bene (art. 165 del TUIR) lui dovrebbe avere un credito di imposta (le tasse in IRlanda sono piu basse che in Italia, perche una buona parte dei servizi come la assicurazione sanitaria si sottoscrivono con enti privati) che poi verrà detratto nel calcolo delle tasse che dovrà pagare su quello stipendio in Italia. DAto che in irlanda si applicano alla fonte, appunto, lui pagherà per la differenza. Ma non esiste doppia imposizione. Il credito di imposta è stato tenuto valido proprio per ovviare a questo problema.

Poi so anche che se , una persona iscritta all'AIRE, dovesse avere redditi significativi in italia (patrimoniali, immobiliari, terreni agricoli e edificabili etc) tali da fare considerare ancora l'Italia il centro principale dei suoi interessi economici, questa persona dovà in ogni dichiarare il reddito percepito all'estero che concorrerà infatti alla formazione del suo reddito complessivo: in poche parole, dovrà presentare la sua DDR alla agenzia delle entrate.

In poche parole: rimanere residenti in Italia comporta questa situazione (peraltro, se volesse potrebbe continuare ad usufruire della assistenza sanitaria gratuita italiana, andare dal suo medico, comprare medicinali coi ticket, farsi visitare dallo specialista con la mutua...etc....etc...)

QUalche esperto di fisco o commercialista presente in questo forum ha un'idea se quanto scrivo sia giusto o meno?

Cordiali saluti e ringraziamenti a tutti
Paolo


Se la societá é estera o ha sede legale all'estero,nulla é dovuto al fisco italiano.
Saluti

Il suo Amico finché mantiene la residenza in Italia ha l'obbligo comunque di fare la dichiarazione dei redditi in Italia, le sanzioni per il mancata dichiarazione possono arrivare anche a cifre di diversi zeri considerando che la sanzione NON è fissa ma viene considerato il reddito non dichiarato Anche se NON si devono tasse in italia.

Un saluto
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