 | Italiani all'Estero e Stranieri in Italia Consolato, Ambasciata, Matrimonio all'estero, Divorzio all'Estero, Visto di Ricongiungimento familiare e di Turismo, Immigrazione, Stranieri in Italia, Matrimoni misti, Materia Fiscale. Sezione speciale dedicata alla REPUBBLICA DOMINICANA |
| | | Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! | |
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| Autore | Messaggio |
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ukresident
Numero di messaggi: 56 Data d'iscrizione: 26.04.08
 | Oggetto: Matrimonio in Peru'': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 11:04 am | |
| Buongiorno a tutti.
Ormai, le mie avventure stanno arrivando al limite dell'incredibile. Mi sono infilato in un buco nero della burocrazia internazionale.
L'antefatto e' che dopo una lotta durata oltre un anno tra documenti da conciliare con la vita lavorativa e tutto il resto, ero arrivato ad avere una data per il matrimonio in Peru': il 18 aprile. Ebbene, per una serie di circostanze personali molto dolorose che non sto ad elencare, non sono potuto salire sull'aereo e il matrimonio e' saltato. E' stato un colpo durissimo per la mia fidanzata e per me e ancora stiamo cercando di riprenderci. A questo punto, mi piacerebbe riuscire a sposarmi tra giugno e luglio.
Tuttavia, qualcosa e' cambiato. Il mio certificato di stato libero e' scaduto e adesso sono residente nel Regno Unito. E per questa ragione, non mi e' concesso sposarmi in Peru'. Direte, ma che vai blaterando? Leggete questa storia.
1) Gia' sapevo che il mio comune in Italia puo' rilasciare un certificato di stato libero solo fino alla data in cui ho perso la residenza. Scrivo, quindi, al Consolato Italiano a Londra. Questi mi dicono di richiedere a loro un certificato contestuale in lingua inglese. In seguito, lo faro' legalizzare al Ministero degli Esteri Britannico e al Consolato Peruviano a Londra. Sembra tutto normale.
2) Vado sul sito del Ministero degli Esteri Britannico. Per legalizzare un documento c'e' una procedura assurda che porta via due settimane. A parte questo, il sito non mette i documenti rilasciati da autorita' consolari straniere tra quelli legalizzabili. Provo la strada del furbetto e chiedo alla mia prefettura in Italia se la legalizzazione la possono fare loro. La risposta e' ovviamente no: non hanno la firma depositata del personale del consolato. Bisogna convincere gli inglesi.
3) Chiamo il Ministero degli Esteri Britannico. Mi dicono che loro non legalizzano documenti stranieri e devo vedermela io con la mia ambasciata. Ma e' il mio consolato che mi ha mandato da voi! Io con il tuo certificato non so che farci.
4) Sconsolato, chiamo la Farnesina a Roma. Mi risponde un signore che mi dice che se gli inglesi non legalizzano la firma, di fatto non riconoscono l'Italia e si apre un gran casino internazionale (testuali parole). "Torniamo in guerra come con Mussolini", dice.
5) Richiamo il Ministero degli Esteri Britannico. Mi confermano che loro non firmano e mi dicono anche che e' dal 2008 che tutti i paesi aderenti alla convenzione dell'Aja non legalizzano documenti stranieri. E allora che faccio? Ah, sono affari tuoi. Grazie.
6) Contatto il Consolato Peruviano a Londra. Un signore molto gentile mi dice: "Si' lo so che gli inglesi non legalizzano niente, ma io non so chi sia il personale del Consolato Italiano". Tuttavia, al contrario degli altri, mi fornisce una via d'uscita. Se riesci a farti dare dalla persona che firma il certificato un foglio di carta intestata con un campione della firma, che attesta che quella persona puo' firmare quel tipo di certificati, allora io te lo legalizzo.
7) Scrivo al Consolato Italiano a Londra per chiedere se sono disposti a farlo. Mi danno risposte vaghe che mettono sempre in mezzo il Ministero degli Esteri Britannico. Dicono che loro sono gli unici che possono legalizzare. Ma che mi importa? Se ai peruviani sta bene legalizzare direttamente il documento italiano, perche' non mi date sta benedetta firma e la facciamo finita? Niente. Provero' a telefonare domani mattina e vedremo che succedera', ma sto perdendo le speranze.
E' semplicemente incredibile. Stando alle procedure attuali e' impossibile per un italiano residente nel Regno Unito contrarre matrimonio in Peru'. E adesso mi sto arrabbiando. Non lasciate che la mia fidanzata venga a sposarsi qui e poi mi proibite di sposarmi la'? Ma che cosa sono, un criminale? A quanto pare, l'unica soluzione e' dimettermi dal lavoro, tornare in Italia, sperare che i vigili vengano in fretta a fare il controllo di residenza, riacquistare la residenza nel mio comune, prendere un certificato di stato libero, portarlo in prefettura, infine al Consolato Peruviano a Milano. Magnifico.
Ci sono in realta' altre due alternative, che pero' non so bene come seguire. 1) Dare una tangente a qualcuno al Ministero degli Esteri Peruviano per vedere se mi legalizzano il documento anche se manca il timbro del Consolato Peruviano a Londra. 2) Dare una tangente al comune a Lima per fargli accettare dei documenti piu' vecchi di sei mesi.
Non so se ci sia molto da dire a riguardo, ma se qualche esperto volesse lasciare un qualsivoglia commento, sara' apprezzato. Di certo, penso che questa situazione non sia per niente normale e sia anche lesiva di parecchi diritti. |
|  | | bostik Amministratori

Numero di messaggi: 1852 Località: Colombia Data d'iscrizione: 22.07.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 12:24 pm | |
| | ukresident ha scritto: | Buongiorno a tutti.
Ormai, le mie avventure stanno arrivando al limite dell'incredibile. Mi sono infilato in un buco nero della burocrazia internazionale.
L'antefatto e' che dopo una lotta durata oltre un anno tra documenti da conciliare con la vita lavorativa e tutto il resto, ero arrivato ad avere una data per il matrimonio in Peru': il 18 aprile. Ebbene, per una serie di circostanze personali molto dolorose che non sto ad elencare, non sono potuto salire sull'aereo e il matrimonio e' saltato. E' stato un colpo durissimo per la mia fidanzata e per me e ancora stiamo cercando di riprenderci. A questo punto, mi piacerebbe riuscire a sposarmi tra giugno e luglio.
Tuttavia, qualcosa e' cambiato. Il mio certificato di stato libero e' scaduto e adesso sono residente nel Regno Unito. E per questa ragione, non mi e' concesso sposarmi in Peru'. Direte, ma che vai blaterando? Leggete questa storia.
1) Gia' sapevo che il mio comune in Italia puo' rilasciare un certificato di stato libero solo fino alla data in cui ho perso la residenza. Scrivo, quindi, al Consolato Italiano a Londra. Questi mi dicono di richiedere a loro un certificato contestuale in lingua inglese. In seguito, lo faro' legalizzare al Ministero degli Esteri Britannico e al Consolato Peruviano a Londra. Sembra tutto normale.
2) Vado sul sito del Ministero degli Esteri Britannico. Per legalizzare un documento c'e' una procedura assurda che porta via due settimane. A parte questo, il sito non mette i documenti rilasciati da autorita' consolari straniere tra quelli legalizzabili. Provo la strada del furbetto e chiedo alla mia prefettura in Italia se la legalizzazione la possono fare loro. La risposta e' ovviamente no: non hanno la firma depositata del personale del consolato. Bisogna convincere gli inglesi.
3) Chiamo il Ministero degli Esteri Britannico. Mi dicono che loro non legalizzano documenti stranieri e devo vedermela io con la mia ambasciata. Ma e' il mio consolato che mi ha mandato da voi! Io con il tuo certificato non so che farci.
4) Sconsolato, chiamo la Farnesina a Roma. Mi risponde un signore che mi dice che se gli inglesi non legalizzano la firma, di fatto non riconoscono l'Italia e si apre un gran casino internazionale (testuali parole). "Torniamo in guerra come con Mussolini", dice.
5) Richiamo il Ministero degli Esteri Britannico. Mi confermano che loro non firmano e mi dicono anche che e' dal 2008 che tutti i paesi aderenti alla convenzione dell'Aja non legalizzano documenti stranieri. E allora che faccio? Ah, sono affari tuoi. Grazie.
6) Contatto il Consolato Peruviano a Londra. Un signore molto gentile mi dice: "Si' lo so che gli inglesi non legalizzano niente, ma io non so chi sia il personale del Consolato Italiano". Tuttavia, al contrario degli altri, mi fornisce una via d'uscita. Se riesci a farti dare dalla persona che firma il certificato un foglio di carta intestata con un campione della firma, che attesta che quella persona puo' firmare quel tipo di certificati, allora io te lo legalizzo.
7) Scrivo al Consolato Italiano a Londra per chiedere se sono disposti a farlo. Mi danno risposte vaghe che mettono sempre in mezzo il Ministero degli Esteri Britannico. Dicono che loro sono gli unici che possono legalizzare. Ma che mi importa? Se ai peruviani sta bene legalizzare direttamente il documento italiano, perche' non mi date sta benedetta firma e la facciamo finita? Niente. Provero' a telefonare domani mattina e vedremo che succedera', ma sto perdendo le speranze.
E' semplicemente incredibile. Stando alle procedure attuali e' impossibile per un italiano residente nel Regno Unito contrarre matrimonio in Peru'. E adesso mi sto arrabbiando. Non lasciate che la mia fidanzata venga a sposarsi qui e poi mi proibite di sposarmi la'? Ma che cosa sono, un criminale? A quanto pare, l'unica soluzione e' dimettermi dal lavoro, tornare in Italia, sperare che i vigili vengano in fretta a fare il controllo di residenza, riacquistare la residenza nel mio comune, prendere un certificato di stato libero, portarlo in prefettura, infine al Consolato Peruviano a Milano. Magnifico.
Ci sono in realta' altre due alternative, che pero' non so bene come seguire. 1) Dare una tangente a qualcuno al Ministero degli Esteri Peruviano per vedere se mi legalizzano il documento anche se manca il timbro del Consolato Peruviano a Londra. 2) Dare una tangente al comune a Lima per fargli accettare dei documenti piu' vecchi di sei mesi.
Non so se ci sia molto da dire a riguardo, ma se qualche esperto volesse lasciare un qualsivoglia commento, sara' apprezzato. Di certo, penso che questa situazione non sia per niente normale e sia anche lesiva di parecchi diritti. |
Caro UKres, mi dispiace molto dell'inghippo...una domanda? sei iscritto AIRE? in quel caso il comune attraverso il consolato o direttamente deve darti il certificato di stato libero,in qualsiasi caso...la banca dati AIRE dovrebbe essere aggiornata e specificare il tuo stato civile. Spero che Guido ed il Dott.Scolaro possano darti maggiori lumi,ma sono sicuro che un comune AIRE deve fornire i certificati richiesti. Auguri! |
|  | | ukresident
Numero di messaggi: 56 Data d'iscrizione: 26.04.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 12:31 pm | |
| Grazie per la risposta. In effetti, la cosa torna poco anche a me. Il mio comune e' comunque informato del mio stato civile perche' se mi sposo il consolato italiano a Lima mi ha detto che comunichera' la cosa al mio comune, il quale poi provvedera' ad avvertire il consolato a Londra. A quanto mi risulta, e' il mio comune italiano che tiene sempre le redini. Pero', la signora dello Stato Civile mi ha sempre detto che se rilascia un certificato di stato libero lo fa soltanto fino alla data della mia iscrizione all'AIRE. E che questo sia giusto o meno, diventa un po' la legge di fatto perche' se la persona che deve scrivere il documento ritiene di non poterlo fare, e' come se non lo potesse fare davvero. Vabbe'... se qualcuno corroborasse l'idea che la cosa e' fattibile, farei un po' di pressioni sul comune. :-) Nonostante tutto, sono assai ragionevoli. Ma se nessuno si mette una mano sulla coscienza, la situazione e' veramente grigia! |
|  | | bostik Amministratori

Numero di messaggi: 1852 Località: Colombia Data d'iscrizione: 22.07.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 12:54 pm | |
| | ukresident ha scritto: | | Grazie per la risposta. In effetti, la cosa torna poco anche a me. Il mio comune e' comunque informato del mio stato civile perche' se mi sposo il consolato italiano a Lima mi ha detto che comunichera' la cosa al mio comune, il quale poi provvedera' ad avvertire il consolato a Londra. A quanto mi risulta, e' il mio comune italiano che tiene sempre le redini. Pero', la signora dello Stato Civile mi ha sempre detto che se rilascia un certificato di stato libero lo fa soltanto fino alla data della mia iscrizione all'AIRE. E che questo sia giusto o meno, diventa un po' la legge di fatto perche' se la persona che deve scrivere il documento ritiene di non poterlo fare, e' come se non lo potesse fare davvero. Vabbe'... se qualcuno corroborasse l'idea che la cosa e' fattibile, farei un po' di pressioni sul comune. :-) Nonostante tutto, sono assai ragionevoli. Ma se nessuno si mette una mano sulla coscienza, la situazione e' veramente grigia! |
La signora dello stato civile,non é molto informata mi sembra,se tu ti fossi sposato dovevi senza indugio comunicare il comune tramite consolato la mutazione dello stato civile,se non hai comunicato nulla devono prendere per buono quello...tu sei italiano e la tua autoritá di riferimento é il consolato che mantiene la comunicazione con il tuo comune. Per esempio,qua in Colombia,le autoritá civili locali non mi daranno mai un certificato di stato libero pur essendo straniero residente...lo devo chiedere al mio comune AIRE,tramite cancelleria consolare... In UK,non so,se esista questa possibilitá...se eventualmente esiste potresti fare legalizzare il certificato di stato libero britannico e poi sposarti a Lima con quello.Facci sapere. |
|  | | ukresident
Numero di messaggi: 56 Data d'iscrizione: 26.04.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 1:56 pm | |
| No, gli inglesi non sanno nemmeno chi io sia. Tra l'altro, non si è nemmeno obbligati a manifestare la propria presenza. Lo Stato britannico non ha idea di chi siano i comunitari sul proprio territorio. Tuttalpiù, per fare pagare le tasse, sono i comuni che sanno chi risiede sul territorio comunale. Ma qui non esiste un concetto ufficiale di residenza come in Italia. Gli inglesi non hanno nemmeno la carta d'identità. Come prova di residenza usano la patente abbinata a una bolletta intestata a loro e con il loro indirizzo sopra. Provare per credere.
Tornando al mio problema, ribadisco un concetto perchè mi sono espresso malissimo. Una volta telefonai all'ambasciata di Lima per chiedere delucidazioni sulla registrazione del matrimonio in Italia. E loro mi dissero che la registrazione non veniva fatta chiamando il consolato a Londra, bensì il comune in Italia al cui AIRE risulto iscritto. Quindi, mi viene da dire che se c'è qualcuno che conosce il mio stato libero, quello è proprio il mio comune. Allora perchè non dovrebbe rilasciarmi un certificato? Eppure, dicono di non poter rilasciarlo. |
|  | | Amedeo Amministratori

Numero di messaggi: 1551 Età: 62 Data d'iscrizione: 14.06.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 3:20 pm | |
| Xredo che la GB abbia aderito, come l'Italia, alla convenzione, appunto (!!!), di Londra. In base a questa convenzione i certificati firmati dalle rispettive autorità consolari sono direttamente validi così, senza necessità di ulteriore legalizzazione. Forse è questo il motivo per cui un paese terzo (il Perù) chiede una cosa non prevista dalle leggi locali. Per quanto riguarda la vicenda, capita molto spesso che un funzionario di un qualche ufficio, non sapendo se può o non può fare una certa cosa, dichiara innanzitutto che non si può fare. Questa tipologia di funzionari l'ho chiamata "burocrate imbecille"!!! Come si risolve il problema? Si fa una domanda scritta di certificazione di stato libero al comune italiano. Si verificano due possibilità: 1) il burocrate imbecille rilascia il certificato - problema risolto. 2) Il burocrate imbecille non rilascia il certificato. Si deve chiedere che vengano messi per iscritto i motivi del rifiuto ai sensi dell'art. 7 del DPR 396/2000. Ora si possono verificare altre situazioni: 2a) il burcrate imbecille rilascia il certificato - problema risolto. 2b) Il burocrate imbecille mette per iscritto i motivi del rifiuto - si deve ricorrere al Prefetto. 2c) Il burocate imbecille non mette per iscritto nulla e non rilascia il certificato - si va alla più vicina stazione dei carabilnieri e si querela il burocrate imbecille per omissione in atti d'ufficio. La situazione 2a è la più frequente. Segue a ruota la 2c) La 2b) è scarsamente praticata. Se proprio non si riesce dare una svolta a questa storia infinita non rimane che una soluzione estrema: Colombia - isola di Sant'Andres (ha uno statuto speciale): il matrimonio viene celebrato dietro presentazione del solo passaporto (non occorre assolutamente altro) ed è validissimo e trascrivibilissimo in Italia. La Colombia è abbastanza vicina al Perù e l'isola è un paradiso terrestre!!! Un saluto ed in bocca ai lupi burocratici vari, |
|  | | ukresident
Numero di messaggi: 56 Data d'iscrizione: 26.04.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 3:28 pm | |
| Egregio Signor o Dottor Amedeo,
io non ho il piacere di conoscerla, ma dopo una risposta così, comunque vadano le cose, lei entra a far parte dei miei miti personali.
Deduco da quello che dice che il comune italiano ha titolo per rilasciare il certificato e seguirò quella strada. Dapprima con le buone, poi si vedrà. |
|  | | Amedeo Amministratori

Numero di messaggi: 1551 Età: 62 Data d'iscrizione: 14.06.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 3:34 pm | |
| | ukresident ha scritto: | Egregio Signor o Dottor Amedeo,
io non ho il piacere di conoscerla, ma dopo una risposta così, comunque vadano le cose, lei entra a far parte dei miei miti personali.
Deduco da quello che dice che il comune italiano ha titolo per rilasciare il certificato e seguirò quella strada. Dapprima con le buone, poi si vedrà. |
La ringrazio per i complimenti. Io non so se il comune italiano devo o no rilasciare un certificato di stato libero ad un residente AiRe, ma quando si verificano queste situazioni mi faccio informare dal funzionario comunale. Dovedo mettere per iscritto un qualcosa, dovrà per forza fare riferimento a ben precise norme di legge. Queste andranno, poi, lette con attenzione e valutate nella loro congruità con la situazione. E' un rovesciamento di ruoli tra burocrate ed utente che attuo ormai da moltissimo tempo con successo. Un saluto, |
|  | | Guido Baccoli Fondatore


Numero di messaggi: 2327 Età: 59 Località: Santo Domingo - Rep. Dominicana Data d'iscrizione: 12.01.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 4:36 pm | |
| Mi permetto di aggiungere alcuni concetti basici. Il matrimonio di un cittadino italiano all'estero é regolato dalla legge straniera vigente nello Stato estero, per cui non ho capito se il Perú richieda questo certificato di stato libero dall'Italia, o un ''nulla osta al matrimonio'' rilasciato dal Consolato italiano in Perú o, ancora e per esempio come avviene in RD, é sufficiente una dichiarazione giurata notarile e pubblica o eventuali altre dritte di legge peruviana. I ogni caso, il Comune deve rilasciare a semplice istanza scritta lo stato civile del cittadino anche se residente all'estero ed iscritto all'AIRE. La signora del Comune si sta inventando il fatto che possa rilasciare il certificato solo fino alla data dell'iscrizione all'AIRE. Seppure sia vero che il matrimonio all'estero é comunque valido anche se non trascritto e, se il caso lo richiede, anche senza le pubblicazioni, ció non sgnifica che agli atti non risulta nessun impedimento in quanto non si é comunicato e trascritto il matrimonio e quindi certificabile. Sono poi affari seri e penali per il cittadino italiano se si dovesse scoprire in seguito al rilascio del certificato un eventuale matrimonio non trascritto, quindi non certo dell'UdSC che dichiara ció che risulta negli atti e dati anagrafici. Da qui, concordo in pieno con i suggerimenti di Amedeo. L'altra possibilitá, sempre che il Peru richieda questa certificazione italiana, é molto farraginosa, ma possibile e la lascio in attesa di sapere quale esatta documentazione richiede il Perú perché un italiano si sposi con una cittadina peruviana. |
|  | | ukresident
Numero di messaggi: 56 Data d'iscrizione: 26.04.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 4:52 pm | |
| Non promette bene... molti comuni scrivono sul proprio sito internet che rilasciano solo certificati di stato libero riferiti alla data dell'emigrazione.
Alcuni comuni (per esempio Bari) danno il certificato di cittadinanza riferito alla data di emigrazione, ma quello di stato libero lo danno normale.
Non riesco davvero a capire la ragione. Se uno non è più cittadino italiano, perchè il consolato italiano dovrebbe saperlo e il comune no? E se uno si è sposato, se lo sa il consolato lo saprà anche il comune! Sono esterrefatto. |
|  | | ukresident
Numero di messaggi: 56 Data d'iscrizione: 26.04.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 4:57 pm | |
| Il Perù richiede soltanto il certificato di stato libero legalizzato e tradotto. Se la Signora italiana me lo rilascia, mi posso sposare, altrimenti no.
Il consolato peruviano a Londra mi ha anche detto che se convinco l'ufficio di Stato Civile del consolato italiano a darmi un pezzo di carta intestata con un campione della firma di quello che mi fa il certificato di stato libero, loro me lo legalizzano. Purtroppo, non sembra che al consolato italiano ci sentano molto da questo orecchio.
Fattostà che, come ricordavo, la maggiorparte dei comuni italiani scrive sul proprio sito che rilascia certificati di stato libero riferiti alla data dell'emigrazione. Non capisco. Dev'essere passata una qualche circolare astrusa. Proverò a chiedere, proverò a capire quali sono le ragioni, proverò a fare pressioni sul sindaco...
Altrimenti, davvero, sembra che l'unica strada praticabile sia dare una tangente al comune in Perù perchè mi lascino sposare con dei documenti scaduti: gli stessi che avevano accettato per il matrimonio del 18 aprile che è saltato così miseramente. :-( |
|  | | bostik Amministratori

Numero di messaggi: 1852 Località: Colombia Data d'iscrizione: 22.07.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 5:32 pm | |
| | ukresident ha scritto: | Non promette bene... molti comuni scrivono sul proprio sito internet che rilasciano solo certificati di stato libero riferiti alla data dell'emigrazione.
Alcuni comuni (per esempio Bari) danno il certificato di cittadinanza riferito alla data di emigrazione, ma quello di stato libero lo danno normale.
Non riesco davvero a capire la ragione. Se uno non è più cittadino italiano, perchè il consolato italiano dovrebbe saperlo e il comune no? E se uno si è sposato, se lo sa il consolato lo saprà anche il comune! Sono esterrefatto. |
L' AIRE esiste proprio per quello...  |
|  | | ukresident
Numero di messaggi: 56 Data d'iscrizione: 26.04.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 5:38 pm | |
| Ahi... spulciando in rete, ho trovato qualcosa di MOLTO PREOCCUPANTE.
http://books.google.com/books?id=rW70pkiF2QAC&pg=PA194&lpg=PA194&dq=normativa+%22certificato+di+stato+libero%22+residenti+estero&source=bl&ots=IIoHwN31u6&sig=ThmgX2AMrTQPk08EeYQBiGIQ-24&hl=it&ei=JvcJSqrxHaC8jAesj6STCw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=5#PPA194,M1
Si dice esplicitamente che il certificato di cittadinanza può essere rilasciato dal comune limitatamente alla data di emigrazione.
Poi si dice nel capitolo successivo che per il certificato di stato libero valgono le stesse regole del certificato di cittadinanza. Sì, ma in tutto o in parte? Penso che su questa ambiguità stia il problema delle divergenze tra i diversi comuni.
Non posso veramente credere di trovarmi in una situazione del genere. Sembra un incubo. |
|  | | bostik Amministratori

Numero di messaggi: 1852 Località: Colombia Data d'iscrizione: 22.07.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 6:13 pm | |
| Solo il Dott.Scolaro,a questo punto potrá darti una risposta esauriente...se ho tempo devo ripescare la conferma di iscrizione AIRE che il mio comune mi spedí all'epoca,vi erano scritti i certificati che si potevano richiedere tramite consolato. Quando divorziai e giá vivevo qua,comunicai alla cancelleria consolare il mutamento di stato civile,loro mi dissero che avrebbero comunicato il tutto al comune.Lo stesso vale per il cambio d'indirizzo. |
|  | | Guido Baccoli Fondatore


Numero di messaggi: 2327 Età: 59 Località: Santo Domingo - Rep. Dominicana Data d'iscrizione: 12.01.08
 | Oggetto: Re: Matrimonio in Peru': storia che non finisce mai! Mar Mag 12, 2009 10:43 pm | |
| Poiché il Dr Scolaro puó non essere a conoscenza di questa discussione (per ragioni tecniche ancora a me sconosciute, quando si apre una nuova discussione il moderatore o moderatori principali come anche io quale amministratore, puó non ricevere l'avviso di un nuovo topic) per cui mi premureró di chiedere il suo senza dubbio, autorevole parere. In attesa voglio solo ricordare: Legge 27 ottobre 1988, n. 470 Art 11. Le anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE) sono tenute presso i comuni e presso il Ministero dell'interno. 2. Le anagrafi dei comuni sono costituite da schedari che raccolgono le schede individuali e le schede di famiglia eliminate dall'anagrafe della popolazione residente in dipendenza del trasferimento permanente all'estero delle persone cui esse si riferiscono, ed inoltre le schede istituite a seguito di trascrizione di atti di stato civile pervenuti dall'estero. 3. Gli ufficiali di stato civile devono comunicare all'ufficio d'anagrafe del proprio comune il contenuto degli atti dello stato civile e delle relative annotazioni che si riferiscono ai cittadini residenti all'estero. 4. L'anagrafe istituita presso il Ministero dell'interno contiene dati desunti dalle anagrafi comunali e dalle dichiarazioni rese a norma dell'articolo 6.Art. 6. 1. omissis2. omissis3. omissis4. omissis5. Le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari provvedono comunque a svolgere ogni opportuna azione intesa a promuovere la presentazione delle dichiarazioni di cui al presente articolo, anche sulla base delle comunicazioni di cui all'articolo 5, ed avvalendosi, per quanto possibile, della collaborazione delle pubbliche autorità locali, per ottenere la segnalazione dei nominativi dei cittadini italiani residenti nelle rispettive circoscrizioni e dei relativi recapiti. 6. Le notizie recate dalle dichiarazioni sono registrate dagli uffici consolari interessati negli schedari istituiti a norma dell'articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200. Scaduti i termini per la presentazione delle dichiarazioni di cui al presente articolo, gli uffici consolari provvedono ad iscrivere d'ufficio nei predetti schedari i cittadini italiani che non abbiano presentato le dichiarazioni, ma dei quali gli uffici consolari abbiano conoscenza, in base ai dati in loro possesso. 7. Una copia autentica della dichiarazione o, in mancanza di questa, l'iscrizione d'ufficio è trasmessa entro centottanta giorni dall'ufficio consolare al Ministero dell'interno per le registrazioni di competenza e per le successive, immediate comunicazioni al comune italiano competente. 8. Altra copia autentica della dichiarazione è trasmessa all'ufficio consolare della circoscrizione di provenienza. 9. La richiesta agli uffici consolari, da parte dei cittadini italiani residenti all'estero, di atti, documenti e certificati deve essere accompagnata, qualora non siano già state rese, dalle dichiarazioni di cui al presente articolo. In mancanza di tali dichiarazioni gli uffici consolari corrisponderanno alla richiesta, provvedendo contestualmente alla iscrizione d'ufficio a norma del comma 6.Cassazione civile , sez. III, 31 marzo 2007, n. 8077Codice Procedura Civile art. 143 LS 27 ottobre 1988 n. 470 art. 6 L. L'onere di ricerca del luogo di destinazione all'estero del cittadino emigrato, in caso di notifica a italiano trasferitosi all'estero, implica quello, nei casi in cui sia noto il paese di emigrazione, della richiesta di informazioni alla autorità consolare di cui all'art. 6 l. 27 ottobre 1988 n. 470 costituendo tale ufficio non solo il tramite istituzionale attraverso il quale il contenuto informativo dell'adempimento degli obblighi di dichiarazione del cittadino all'estero perviene alle amministrazioni competenti alla tenuta dei registri dell'Aire, ma anche l'organo cui competono poteri sussidiari di accertamento e rilevazione, intesi a porre rimedio alle lacune informative derivanti dall'inerzia del cittadino emigrato.ED INOLTREArticolo 3 1. Nelle anagrafi degli italiani residenti all'estero devono essere registrate le mutazioni relative alle posizioni anagrafiche conseguenti:a) alle dichiarazioni, rese dagli interessati per sé o per persone sulle quali esercitano la potestà o tutela, concernenti i trasferimenti di residenza o di abitazione che hanno avuto luogo all'estero;b) alle comunicazioni di stato civile;c) alle dichiarazioni rese dagli interessati concernenti il cambiamento della qualifica professionale e del titolo di studio.Ció sottolineato e riconoscendo la complessitá della materia, regolata anche dal DPR 5 gennaio 1967, n. 200, dall'art. 45 del DPR 5 gennaio 1967, n. 18 (L'ufficio consolare esercita, in conformità al diritto internazionale, le altre funzioni ad esso attribuite dall'ordinamento italiano, in particolare in materia di stato civile, notariato, amministrativa e giurisdizionale.)e dalla 218/95, aspetto il parere del Dr Scolaro. A mio avviso il Consolato italiano come nemmeno il Comune di iscrizione AIRE, possono rifiutare di certificare la risultanza agli atti dello stato civile e ripeto, se il cittadino ha poi contratto matrimonio senza avvisare e richiedere la trascrizione (puó essere fatto per mezzo degli uffici consolari o direttamente all'UdSC del Comune d'iscrizione AIRE ed in quest'ultimo caso, l'UdSC del Comune, oltre che comunicare la variazione al Mininterno deve comunicarlo anche all'ufficio consolare competente), intervengono le leggi penali, che non possono colpire gli UdSC per l'incuria colposa o preterintenzionale o peggio premeditata, del cittadino italiano. |
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