Italiani all'Estero e Stranieri in Italia

Consolato, Ambasciata, Matrimonio all'estero, Divorzio all'Estero, divorzio rapido, divorzio al vapore, Stranieri in Italia, Matrimoni misti, sposarsi all'estero, divorziarsi all'estero. REPUBBLICA DOMINICANA
 
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 registrazione bambino illeggittimo nato all'estero

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marcus2574



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MessaggioOggetto: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Sab Ott 24, 2009 6:16 pm

Salve, cercherò di spiegare la mia situtazione che è un po' complicata, e avrei assoluto bisogno di un consiglio per uscire dal ginepraio nel quale sono finito. La mia compagna è ungherese e si è legalmente separata dal suo ex marito italiano lo scorso novembre 2008. Dopo poche settimane abbiamo deciso di convivere assieme (lei prende la residenza a casa mia in Italia) e quasi immediatamente lei è rimasta incinta. Teoricamente essendo il concepimento avvenuto dopo la separazione non ci sarebbero dovute essere particolari complicazioni per la futura iscrizione all'anagrafe a mio nome, ovviamente dopo mia dichiarazione di paternità. Purtroppo le cose si sono complicate terribilmente. A luglio già incinta di 6 mesi, la mia compagna decide di andare 10 giorni in Ungheria a trovare i genitori. Dopo due giorni ha delle perdite improvvise ed è costretta al ricovero urgente per rottura prematura delle acque. Per farla breve il bambino nasce prematuro di 6 mesi e mezzo e noi entriamo in un calvario che per fortuna si sta risolvendo nel migliore dei modi. Il problema è che quando viene l'addetta alla registrazione anagrafica dell'Ospedale Ungherese subito dopo la nascita e la mia compagna dice di essere "separata" in attesa di divorzio le dice che non è possibile iscrivere il bambino a mio nome perché per la legge ungherese non esiste lo status di "separati" quindi per lei la mia compagna è di fatto sposata e il figlio va automaticamente a nome dell'ex marito finché eventualmente non viene effettuato da lui un disconoscimento. Lottiamo assieme al bambino per la sua vita e ci arriva questa ulteriore tegola. Al momento in cui fanno però l'iscrizione all'anagrafe di zona si accorgono che la mia compagna non risulta sposata (lei di fatto non ha mai registrato il suo matrimonio in Ungheria) quindi lo registrano a nome suo in attesa della registrazione del suo matrimonio (ma lei in Italia è separata!) poi eventualmente lo registreranno a nome dell'ex marito e si rifiutano di registralo a nome mio. Conoscendo la legge italiana ed essendo essenzialmente interessato a poter iscrivere il bambino in Italia per potergli garantire assitenza, appena può tornare, ecc....ed ovviamente ad essere riconosciuto come padre (!) chiamo l'ambasciata a Budapest (il bambino è nato a quasi 300 km dalla capitale) convinto che la questione possa essere risolta almeno per l'Italia e che io possa iscrivere il bambino all'anagrafe in Italia a mio nome. L'addetta all'ambasciata risponde invece sordamente che lei non può mandare al nostro comune un documento a nome solo della madre(che è residente in Italia) senza che sia dichiarato chi è il padre. Le spiego che non c'è modo che in Ungheria mi facciano dichiarare che sono il padre, e le dico almeno di fare l'iscrizione solo a nome della madre(come d'altronde hanno fatto qui nel frattempo!) e che poi in Italia avrei fatto la mia dichiarazione di paternità. Mi dice che secondo la legge ungherese (ma lei dovrebbe rappresentare la legge italiana!) il bambino deve essere iscritto al nome del marito, poi fare la dichiarazione di disconoscimento e così via. Non c'è modo di uscirne, nel frattempo siamo ovviamenti presi dalla situazione drammatica che stiamo vivendo e da tante altre infinite complicazioni (ho dovuto fare la spola dall'Italia, problemi seri con il lavoro, difficoltà varie..). Chiedo al mio comune di appartenenza se posso portare direttamente il certificato di nascita da loro per farlo registrare a nome della mia compagna e dopo registrarlo anche a mio nome, ma mi dicono che deve passare per l'ambasciata e siamo punto a capo. Allora consigliati da un amica avvocato ungherese della mia compagna, tentiamo la strada del divorzio rapido in Ungheria (che si ottiene in settimane). ma bisogna prima registrare il matrimonio in Ungheria , ci vuole circa un mese poi chiedere immediatamente il divorzio che si ottiene in poche settimane. Allora servono tutti i documenti anche dell'ex marito. La mia compagna lo chiama, gli spiega la situazione e la necessità di fare in questo modo per poter registrare il bambino in Italia, e poter così iscriverlo al servizio sanitario, dargli un medico ecc...Lui all'inizio collabora inviando i documenti ma adesso che si tratta di decidere una data per andare in Ungheria per divorziare sta volutamente ritardando e creando problemi dicendo che non se la sente di andare ecc... A questo punto siamo in un vicolo cieco perché di fatto in questo modo la mia compagna non può tornare con il bambino in Italia. Le domande alle quale vi prego di rispondermi sono allora queste:

1)possibile che non ci sia modo di registrare il bambino in Italia dal momento che la legge italiana lo consentirebbe essendo il bambino concepito dopo la separazione, che siamo tutti e due residenti in Italia e che io sono cittadino italiano? Non si può far tradurre il certificato di nascita a nome suo da un traduttore giurato portarlo in Italia e iscriverlo a nome suo e contestualmente anche a mio nome dandogli così la doppia cittadinanza??O non si può obbligar l'ambasciata italiana a farlo portando la documentazione necessaria per la legge italiana anche se la legge ungherese funziona in modo diverso???

2)Se niente di tutto ciò fosse possibile come posso fare, considerando la cattiva volontà del suo ex marito ad andare in Ungheria per il divorzio a breve?


Di fatto in questo modo la mia compagna che lavora in Italia e mio figlio non possono tornare in italia, non possiamo permetterci di non avere copertura sanitaria, il medico di base, soprattutto nelle sue condizioni, in primis; e ovviamente allo stato attuale io non sono ufficialmente neppure il padre, con tutti i problemi che la questione comporta, ad esempio la nazionalità, ma non solo. Come se ne esce? VI sarei infinitamente grato se poteste indicarmi una soluzione per uscire da questo tunnel.

Vi ringrazio anticipatamente

Marco
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bostik
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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Sab Ott 24, 2009 7:02 pm

Sugli aspetti tecnici del divorzio e del riconoscimento,Guido ed il Dott.Scolaro la potranno consigliare al meglio.
Dispiace per la storia triste ma per quanto riguarda la nazionalità ed il soggiorno in Italia,non vi sono problemi,essendo l'Ungheria nella UE,la tua compagna può fare l'iscrizione anagrafica assieme al neonato anche solo autocertificando la capacità economica.Per di più hai scritto che lavora in Italia e quindi avrà di certo un CUD o un modello 730,no?
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Amedeo
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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Dom Ott 25, 2009 2:41 am

marcus2574 ha scritto:
Salve, cercherò di spiegare la mia situtazione che è un po' complicata, e avrei assoluto bisogno di un consiglio per uscire dal ginepraio nel quale sono finito. La mia compagna è ungherese e si è legalmente separata dal suo ex marito italiano lo scorso novembre 2008. Dopo poche settimane abbiamo deciso di convivere assieme (lei prende la residenza a casa mia in Italia) e quasi immediatamente lei è rimasta incinta. Teoricamente essendo il concepimento avvenuto dopo la separazione non ci sarebbero dovute essere particolari complicazioni per la futura iscrizione all'anagrafe a mio nome, ovviamente dopo mia dichiarazione di paternità. Purtroppo le cose si sono complicate terribilmente. A luglio già incinta di 6 mesi, la mia compagna decide di andare 10 giorni in Ungheria a trovare i genitori. Dopo due giorni ha delle perdite improvvise ed è costretta al ricovero urgente per rottura prematura delle acque. Per farla breve il bambino nasce prematuro di 6 mesi e mezzo e noi entriamo in un calvario che per fortuna si sta risolvendo nel migliore dei modi. Il problema è che quando viene l'addetta alla registrazione anagrafica dell'Ospedale Ungherese subito dopo la nascita e la mia compagna dice di essere "separata" in attesa di divorzio le dice che non è possibile iscrivere il bambino a mio nome perché per la legge ungherese non esiste lo status di "separati" quindi per lei la mia compagna è di fatto sposata e il figlio va automaticamente a nome dell'ex marito finché eventualmente non viene effettuato da lui un disconoscimento. Lottiamo assieme al bambino per la sua vita e ci arriva questa ulteriore tegola. Al momento in cui fanno però l'iscrizione all'anagrafe di zona si accorgono che la mia compagna non risulta sposata (lei di fatto non ha mai registrato il suo matrimonio in Ungheria) quindi lo registrano a nome suo in attesa della registrazione del suo matrimonio (ma lei in Italia è separata!) poi eventualmente lo registreranno a nome dell'ex marito e si rifiutano di registralo a nome mio. Conoscendo la legge italiana ed essendo essenzialmente interessato a poter iscrivere il bambino in Italia per potergli garantire assitenza, appena può tornare, ecc....ed ovviamente ad essere riconosciuto come padre (!) chiamo l'ambasciata a Budapest (il bambino è nato a quasi 300 km dalla capitale) convinto che la questione possa essere risolta almeno per l'Italia e che io possa iscrivere il bambino all'anagrafe in Italia a mio nome. L'addetta all'ambasciata risponde invece sordamente che lei non può mandare al nostro comune un documento a nome solo della madre(che è residente in Italia) senza che sia dichiarato chi è il padre. Le spiego che non c'è modo che in Ungheria mi facciano dichiarare che sono il padre, e le dico almeno di fare l'iscrizione solo a nome della madre(come d'altronde hanno fatto qui nel frattempo!) e che poi in Italia avrei fatto la mia dichiarazione di paternità. Mi dice che secondo la legge ungherese (ma lei dovrebbe rappresentare la legge italiana!) il bambino deve essere iscritto al nome del marito, poi fare la dichiarazione di disconoscimento e così via. Non c'è modo di uscirne, nel frattempo siamo ovviamenti presi dalla situazione drammatica che stiamo vivendo e da tante altre infinite complicazioni (ho dovuto fare la spola dall'Italia, problemi seri con il lavoro, difficoltà varie..). Chiedo al mio comune di appartenenza se posso portare direttamente il certificato di nascita da loro per farlo registrare a nome della mia compagna e dopo registrarlo anche a mio nome, ma mi dicono che deve passare per l'ambasciata e siamo punto a capo. Allora consigliati da un amica avvocato ungherese della mia compagna, tentiamo la strada del divorzio rapido in Ungheria (che si ottiene in settimane). ma bisogna prima registrare il matrimonio in Ungheria , ci vuole circa un mese poi chiedere immediatamente il divorzio che si ottiene in poche settimane. Allora servono tutti i documenti anche dell'ex marito. La mia compagna lo chiama, gli spiega la situazione e la necessità di fare in questo modo per poter registrare il bambino in Italia, e poter così iscriverlo al servizio sanitario, dargli un medico ecc...Lui all'inizio collabora inviando i documenti ma adesso che si tratta di decidere una data per andare in Ungheria per divorziare sta volutamente ritardando e creando problemi dicendo che non se la sente di andare ecc... A questo punto siamo in un vicolo cieco perché di fatto in questo modo la mia compagna non può tornare con il bambino in Italia. Le domande alle quale vi prego di rispondermi sono allora queste:

1)possibile che non ci sia modo di registrare il bambino in Italia dal momento che la legge italiana lo consentirebbe essendo il bambino concepito dopo la separazione, che siamo tutti e due residenti in Italia e che io sono cittadino italiano? Non si può far tradurre il certificato di nascita a nome suo da un traduttore giurato portarlo in Italia e iscriverlo a nome suo e contestualmente anche a mio nome dandogli così la doppia cittadinanza??O non si può obbligar l'ambasciata italiana a farlo portando la documentazione necessaria per la legge italiana anche se la legge ungherese funziona in modo diverso???

2)Se niente di tutto ciò fosse possibile come posso fare, considerando la cattiva volontà del suo ex marito ad andare in Ungheria per il divorzio a breve?


Di fatto in questo modo la mia compagna che lavora in Italia e mio figlio non possono tornare in italia, non possiamo permetterci di non avere copertura sanitaria, il medico di base, soprattutto nelle sue condizioni, in primis; e ovviamente allo stato attuale io non sono ufficialmente neppure il padre, con tutti i problemi che la questione comporta, ad esempio la nazionalità, ma non solo. Come se ne esce? VI sarei infinitamente grato se poteste indicarmi una soluzione per uscire da questo tunnel.

Vi ringrazio anticipatamente

Marco

Le coppie miste aumentano in modo esponenziale, ma le leggi che gestiscono questo sistema non si adeguano di pari passo. Il problema è quì!!!

Costituire una coppia mista oggi significa accollarsi un mare di problemi burocratici che durano anche fino a 5 anni dopo l'eventuale matrimonio.

Dico questo per stimolare gli interessati ad acquisire una apposita cultura "antiburocrazia", in particolare in Italia, ma non escludendo anche gli altri paesi come si può facilmente vedere in questo caso.

Se le istruzioni tecniche sono in questo caso difficili da evidenziare, nel frattempo occorre studiare una strategia di assoluta praticità.

Un problema dell'ingresso della madre in Italia potrebbe essere costituito da un documento per l'espatrio del bambino. Occorrerà l'autorizzazione ungherese del genitore per loro legittimo, cioè il marito. Atteso che costui avrà sicuramente i suoi buoni motivi, dato che non abbiamo modo di sentire la sua "campana", come lo si "smuove"???

Ritengo allora che sia opportuno che il marito, se non provvede ad effettuare questo divorzio "lampo" in tempi certi e a disconoscere questo bambino, sia citato in giudizio in Italia (ove è in vigre il matrimonio) affinchè versi un adeguato assegno di mantenimento alla moglie ed al figlio.

Di fronte a queste richieste, ogni persona di buon senso alza sicuramee il suo lato B!!!

Un saluto,

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Amedeo Intonti

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- Manuale di sopravvivenza burocratica per italiani con partner straniero
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Guido Baccoli
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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Dom Ott 25, 2009 11:12 pm

Per il momento non è una questione di divorzio.
Il bambino per legge italiana e vedo anche per legge ungherese è figlio legittimo del marito (la separazione non scioglie il vincolo matrimoniale e quindi anche i figli che nascono durante la separazione e prima del divorzio sono figli legittimi). Il padre, divorzio o meno, dovrà obbligatoriamente disconoscere il figlio, oppure la madre può chiedere al Tribunale un esame di DNA per il disconoscimento della paternità del marito e far accogliere quella dell'utente.

Ad ogni modo il bambino è italiano in quanto figlio legittimo in matrimonio ancora valido, di cittadino italiano, per cui il rientro in Italia non può essere negato se la signora ha una CDS ed il padre italiano risiede in Italia.

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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Gio Ott 29, 2009 4:02 am

Vi sono molti Stati in cui opera una presunzione assoluta di paternità/legittimità per cui la filiazione da donna coniugata (la separazione personale, laddove esistente in questo o quello Stato, non ha gli effetti di scioglimento del m,atrimonio) viene ritenuta sempre come filiazione legittima (cioe' del marito).
In tali casi, non resta che promuovere, presso le autorita' di quello Stato un giudizio di disconoscimento dello stato di filiazione legittima e, ottenuta tale sentenza (e divenuta cosa giudicata), potra' provvedersi al riconoscimento di filiazione naturale anche da parte del padre, per cosi' dire, biologico.
Non va sottovalutato come il figlio naturale, nel caso, divenga cittadino italiano solo dopo che sia intervenuto il riconoscimento paterno, alle predette condizioni.
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Guido Baccoli
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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Gio Ott 29, 2009 5:16 pm

Sereno.SCOLARO ha scritto:
Non va sottovalutato come il figlio naturale, nel caso, divenga cittadino italiano solo dopo che sia intervenuto il riconoscimento paterno, alle predette condizioni.
Sia il padre legittimo (marito della signora) sia l'attuale compagno naturale, sono cittadini italiani e come esiste la presunzione del figlio legittimo da matrimonio ancora in piedi e che lei ha confermato, il bambino almeno per l'Italia, è italiano dalla nascita e si può chiedere comunque il passaporto con l'autorizzazione del padre legittimo per matrimonio.

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Sereno.SCOLARO
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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Ven Ott 30, 2009 2:13 am

Considerando che il marito è italiano, con conseguenti effetti sulla cittadinanza del figlio della donna, potrebbe concludersi che l'azione di disconoscemento possa anche essere proposta avanti a giudice italiano, sempre ché ricorrano le condizioni ed i presupposti dell'art. 235 CC.

Tuttavia, successivamente (passata in giudicato la sentenza), dovrebbe anche essere richiesto il "riconoscimento" dell'eventuale sentenza emessa in Italia di disconoscimento da parte delle autorità ungheresi, in quanto, in difetto (e, comunque, nelle morte di tale riconoscimento della sentenza), si potrebbe avere la situazione, a-simmetrica, per cui il figlio si trovi ad avere una diversa situazione di stato nei due ordinamenti.

In altre parole, sia che si "inizi" l'azione presso uno Stato che l'altro, vengono ad aversi aspetti abbastanza simili, per alcuni versi (stante la diversità di legislazioni nazionali) abbastanza, per così dire, speculari.
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marcus2574



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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Dom Nov 01, 2009 3:50 pm

Innanzitutto voglio ringraziare tutti per le risposte così solerti, in modo particolare i dott. Baccoli e Scolari. Ci sono però molti aspetti della nostra sitazione con non mi sono ancora chiari, e soprattutto avrei bisogno di capire qual'è la strada più pratica e meno problematica dal momento che la situazione per me, la mia compagna e mio figlio in questo momento è davvero dura da affrontare considerando "l'esilio" forzato, i primi mesi di lotta per la vita del nostro piccolo, ecc...
La situazione di difficoltà anche economica nella quale mi sono venuto a trovare a seguito di questi mesi nei quali ho potuto lavorare molto poco e male (sono un libero professionista) mi hanno impedito di rivolgermi subito prima ad un avvocato e mi hanno costretto ad aguzzare l'ingegno e a cercare notizie nella rete come un disperato in cerca di un goccio d'acqua nel deserto.
Informandomi sulla legislatura italiana riguardo alla "presunzione di paternità" ho scoperto che in realtà secondo quando io leggo nel codice non c'è in Italia presunzione di paternità dopo la separazione, ecco il codice, copiato e incollato:
Art. 232 Presunzione di concepimento durante il matrimonio
[size=9]Si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando sono trascorsi centottanta
giorni dalla celebrazione del matrimonio e non sono ancora trascorsi trecento giorni dalla data
dell'annullamento, dello scioglimento o dalla cessazione degli effetti civili del matrimonio.
La presunzione non opera decorsi trecento giorni dalla pronuncia di separazione giudiziale, o
dalla omologazione di separazione consensuale, ovvero dalla data della comparizione dei
coniugi avanti al giudice quando gli stessi sono stati autorizzati a vivere separatamente nelle

more del giudizio di separazione o dei giudizi previsti nel comma precedente.


(1parte del messaggio)
[/size]
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marcus2574



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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Dom Nov 01, 2009 4:28 pm

(2a parte)

Quindi in teoria, da quanto leggo, in Italia avrei diritto a iscrivere direttamente il bambino a nome mio, o no?

Nell'ipotesi in cui fosse così come potrei fare a risolvere l'asimmetria con l'Ungheria? Potremmo io e la mia compagna registrarlo in Italia (che é quello che ci interessa perché altrimenti non può tornare! e visto che la legge a vedere il codice sembrerebbe permetterlo) poi successivamente sistemare la questione in Ungheria?

Ipotesi due: l'ideale sarebbe ovviamente che il marito da cui la mia compagna è legalmente separata, disconosca quanto prima il bambino in Ungheria (indipendentemente dal divorzio) in modo che io possa iscriverlo in Ungheria a mio nome e quindi poi in Italia. Ed è la strada che stiamo cercando di battere anche perché in questo modo risolveremmo la questione una volta per tutte anche in Ungheria. Il problema è che il marito la sta tirando per le lunghe, non perché sia minimamente in discussione la paternità del bambino, (che è mia, e non è neppure messa in discussione da lui; e Dio solo sa cosa significa essere riconosciuto ufficialmente come padre quando hai lottato per la vita di tuo figlio per mesi davanti a una incubatrice) ma semplicemente perché per ovvi e in parte comprensibili (ma non condivisibili) risentimenti nei confronti della ex compagna, le sta mettendo il bastone tra le ruote e non si capisce se e quando vorrà collaborare per il disconoscimento, ecc...
Se per assurdo lui non volesse fare il disconoscimento per il momento diciamo così per "pigrizia" ,noi ci troveremmo prigionieri della sua decisione e bloccati in Ungheria?

Nel caso, ci troveremmo forse costretti a registrlo (sic) a nome del marito dopo che il matrimonio sarà registrato in Ungheria per farlo venire in Italia? Non è una operazione pericolosa? In altri termini, se il bambino viene registrato in Ungheria e in Italia a nome del marito, poi quanto ci vuole per ridargli il mio nome e la paternità, quali sono i tempi? E se per qualche ragione il marito decide, fosse anche per dispetto, di creare una situazione ambigua nella quale per altro io non avrei nessuna autorità paterna su mio figlio? Non può in quel caso fare immediata richiesta di disconoscimento la madre?

domani finalmente, dopo tre mesi e mezzo, il nostro bimbo uscirà dall'ospedale e andrà a casa dei nonni materni...

...piano piano stiamo uscendo dall'incubo ma l'idea di dover ancora stare lontani in questo momento chissà per quanto per queste assurde questioni burocratiche è assurdo....


...adda' passa a nuttata diceva Eduardo... speriamo....


Vi ringrazio ancora per l'attenzione

Vostro

Marco
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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Lun Nov 02, 2009 10:50 pm

La legge italiana in questo caso (minore nato all'estero), ha una secondaria importanza e come ben precisato dal Dr Scolaro, è necessario sapere cosa detta la legge ungherese riguardo la presunzione di paternità del marito legittimo ed attuare in conformità a ciò che le abbiamo già risposto.`Purtroppo non possiamo seguire una consulenza continuativa e personalizzata in forum, consulenza che richiederebbe anche l'esame della documentazione oltre ad altri importanti fattori da prendere in esame.

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MessaggioOggetto: Re: registrazione bambino illeggittimo nato all'estero   Mar Nov 03, 2009 12:42 am

E' sempre difficile fornire consigli. Tra l'altro, sempre che sia stata colta correttamente la situazione, sembrerebbe che la nascita sia già stata registrata nel luogo di nascita (e tale registrazione non può che avvenire se non nel luogo di nascita), applicandosi la legge ungherese (e per due ordini di considerazioni, cioè quale legge del luogo di nascita ma anche quale legge nazionale della madre).
Se così sia, probabilmente (per la difficoltà di fornire consigli ed indirizzi, che di norma non attengono alle funzioni di strumenti on-the-web, non potendosi il web sostituire ad altro) il percorso migliore (viene da ripetere il "probabilmente"), nel senso di consentire di raggiungere i risultati attesti con maggiore snella, sembrerebbe essere quello di avviare un giudizio di disconoscimento avanti alle autorità ungheresi, oltretutto - al momento - competenti in quanto il neo-nato na, al momento della nascita, la cittadinanza di quello Stato.
Di seguito, potrà provvedersi al "riconoscimento" di tale sentenza, nonche' al riconoscimento di filiazione naturale da parte del padre e, con questo atto, il figlio acquisirà, anche, la cittadinanza italiana (pur se, a questo punto, sul cognome del figlio, quale spettante per la legge italiana, decida, acquisita la cittadinanza italiana, il tribunale per i minorenni (art. 262, comma 3 Codice civile).
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