Italiani all'Estero e Stranieri in Italia

Consolato, Ambasciata, Matrimonio all'estero, Divorzio all'Estero, divorzio rapido, divorzio al vapore, Stranieri in Italia, Matrimoni misti, sposarsi all'estero, divorziarsi all'estero. REPUBBLICA DOMINICANA
 
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 matrimonio italiano - colombiana

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nuku nuku



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MessaggioOggetto: matrimonio italiano - colombiana   Dom Nov 22, 2009 2:43 pm

Buonasera,

la mia fidanzata Ŕ Colombiana ed Ŕ arrivata in Italia il 30/10/2009 con visto turistico valido fino al 15/12.

I suoi parenti, residenti in Colombia stanno per inviarci il seguente documento:

- Partida de nacimiento apostillado por el ministerio de exteriores.

Tale documento va tradotto e poi portato al Consolato Colombiano di Milano, e di seguito al mio comune di residenza (Cinisello Balsamo) per le pubblicazioni.

Vorrei chiedervi innanzitutto un aiuto per trovare la strada piu' rapida ed economica per la traduzione e qualsiasi altro consiglio utile a risolvere eventuali problemi, visto che il tempo scarseggia e ci occorre risolvere la questione prima possibile.

Grazie 1000 per l' attenzione.

nn
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Guido Baccoli
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Dom Nov 22, 2009 3:39 pm

I documenti apostillati non hanno bisogno di legalizzazione che se fosse dovuta, dovrebbe essere quella dell'Ambasciata italiana in Colombia e non la Colombiana in Italia, visto che il documento dovrÓ essere fatto valere e presentare alle Amministrazioni italiane, in questo caso il Comune. Piuttosto ricordati la dichirazione o certificazione di Stato libero (non conosco le leggi e istituzioni colombiane) che anche quello va apostillato. In mancanza potrebbe richiedere all'Ambasciata Colombiana in Italia il nulla osta al matrimonio, ma ho paura che non fareste in tempo.

Per la traduzione, confronta la traduzione in italiano da un traduttore autorizzato dall'Ambasciata italiana in Colombia (il costo ministeriale deve essere di circa 10 Euro) oppure quanto ti fa oagare un traduttore della lista che trovi nel tuo tribunale di competenza.

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Dom Nov 22, 2009 4:03 pm

Gent.mo Guido Baccoli,

innanzitutto grazie per la risposta, sei stato rapidissimo.
La mia fidanzata dice che "la partida de nascimento" Ŕ il documento valido per il matrimonio e comprende anche lo "estado libre".
nn
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Dom Nov 22, 2009 5:30 pm

nuku nuku ha scritto:
Buonasera,

la mia fidanzata Ŕ Colombiana ed Ŕ arrivata in Italia il 30/10/2009 con visto turistico valido fino al 15/12.

I suoi parenti, residenti in Colombia stanno per inviarci il seguente documento:

- Partida de nacimiento apostillado por el ministerio de exteriores.

Tale documento va tradotto e poi portato al Consolato Colombiano di Milano, e di seguito al mio comune di residenza (Cinisello Balsamo) per le pubblicazioni.

Vorrei chiedervi innanzitutto un aiuto per trovare la strada piu' rapida ed economica per la traduzione e qualsiasi altro consiglio utile a risolvere eventuali problemi, visto che il tempo scarseggia e ci occorre risolvere la questione prima possibile.

Grazie 1000 per l' attenzione.

nn

Caro NN,
credo vi sia un pˇ di confusione...per sposarsi in Italia,la tua fidanzata ha bisogno del nulla osta del consolato colombiano e del passaporto dove si evidenzi la validitß del visto turistico.I documenti colombiani apostillati,non devono subire ulteriori passaggi e per avere il nulla osta non serve apostilla in quanto il consolato colombiano Ú "territorio" colombiano...! comunque ti puˇ servire per chiedere la cittadinanza della tua futura moglie pi˙ avanti.Al comune italiano porti solo nulla osta,passaporto della tua fidanzata e loro si fanno una fotocopia del visto in corso di validitß ed un tuo documento.
Per la traduzione,qui in Colombia prendono circa 40.000 pesos (20 dollari) per ora di lavoro o 9-10 pesos a parola.Ma se fossi in te,lo farei tradurre da un traduttore giurato del tribunale di Milano,per di pi˙ la traduzione non Ú cosÝ urgente in quanto al consolato di Milano non serve la traduzione essendo una istituzione colombiana.
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Dom Nov 22, 2009 7:38 pm

Ha giÓ risposto. Dice che ilctificato Ŕ come quello nostro conststuale, non Ŕ necessaria nessun nulla osta dell'ambaciata colombiana, visto l'accordo sulle apostille il documento Ŕ valido anche come stato libero.

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 3:49 am

Secondo voi, una volta ricevuti i documenti, esiste una strada percorribile per richiedere 1 mese di allungamento del visto e sposarci a Gennaio? se si a chi dobbiamo rivolgerci? grazie ancora nn
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 4:14 am

Guido Baccoli ha scritto:
Ha giÓ risposto. Dice che ilctificato Ŕ come quello nostro conststuale, non Ŕ necessaria nessun nulla osta dell'ambaciata colombiana, visto l'accordo sulle apostille il documento Ŕ valido anche come stato libero.

Caro Guido, ciao.

Il documento illustrato dall'utente pu˛ essere valido come Nulla-Osta al matrimonio solo se vi Ŕ scritto sopra: "non sono stati rilevati impedimenti al matrimonio con uno straniero (oppure con Xxxx Yyyy)". Altrimenti, per l'art. 116 del Codice Civile, dovrÓ andare comunque al consolato colombiano per ottenere il Nulla-Osta al matrimonio (va poi legalizzato/apostillato in Prefettua) in cui apporranno proprio una dizione simile.

Un saluto,

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 4:24 am

nuku nuku ha scritto:
Secondo voi, una volta ricevuti i documenti, esiste una strada percorribile per richiedere 1 mese di allungamento del visto e sposarci a Gennaio? se si a chi dobbiamo rivolgerci? grazie ancora nn

Si pu˛ solo chiedere un altro visto turistico al consolato italiano in Colombia. Un visto rilasciato non pu˛ mai essere prolungato.

Comunque sia, il tempo per celebrare il matrimonio c'Ŕ ancora.

Occorre calcolare:

a) tempo di rilascio del Nulla-Osta al matrimonio (chiedere in Consolao colombiano), ma potrebbero rilasciarlo in giornata;
b) tempo per la legalizzazione/apostille del Nulla-Osta (normalmente si fa in mattinata);
c) tempo per le pubbicazioni: 11 giorni (8 per le pubblicazioni effettive e 3 per attendere eventuali opposizioni e rilasciare il certificato di avvenute pubblicazioni).
d) tempo per la celebrazione: pu˛ essere celebrato il giorno stesso delle avvenute pubblicazioni.

Qualche comune potrebbe aver necessitÓ di tempo per celebrare il matrimonio (sale, assessori con la delega, altro). Il problema si risolve in due modi:

1) l'Ufficiale di Stato Civile Ŕ tenuto a celebrare il matrimonio in orario di ufficio, anche allo sportello, purchŔ presenti i due testimoni;
2) chiedendo la delega ad un comune vicino, magari piccolo, disposto a celebrare il matrimonio in temopi rapidi (occorre fare le pubblicazioni anche lý, ma se ne occupa il comune principale).

Se il comune comincia a frapporre ostacoli, si chieda sempre al funzionario di mettere per iscritto ai sensi del DPR 396/2000, art 7 (e anche della legge 241 del 1990), motivi di eventuali rifiuti. Normalmente i burocrati fanno di tutto pur di non prendersi responsabilitÓ e mettere per iscritto un qualcosa!!!

Un saluto ed auguri per il matrimonio,

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 4:57 am

Per ora grazie 1000 per le informazioni e per glia auguri. nn
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Guido Baccoli
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 8:41 am

Infatti l'utente dice
nuku nuku ha scritto:
La mia fidanzata dice che "la partida de nascimento" Ŕ il documento valido per il matrimonio e comprende anche lo "estado libre".
nn
Se poi da un'informaione sbagliata, non ci posso fare niente.

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 2:24 pm

Guido Baccoli ha scritto:
Infatti l'utente dice
nuku nuku ha scritto:
La mia fidanzata dice che "la partida de nascimento" Ŕ il documento valido per il matrimonio e comprende anche lo "estado libre".
nn
Se poi da un'informaione sbagliata, non ci posso fare niente.

Guido,in effetti,in Colombia non esiste un certificato di "solteria" e nemmeno di residenza.Gli atti di nascita riportano in calce o la nota marginale di matrimonio o di divorzio appunto,oppure "valido por matrimonio" che vuol dire che la persona non si Ŕ mai sposata.
Comunque con quel documento,anche se apostillato,non pu˛ sposarsi presso un comune italiano che allo straniero richiede sempre il nulla-osta consolare o quello "difficilissimo" da ottenere,perchŔ molti stati esteri non ne conoscono nemmeno l'esistenza,rilasciato dalle autoritÓ civili del paese d'origine.
Un saluto.
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 5:45 pm

Grazie Amedeo e bostick.
Capisco perfettamente e concordo in tutto. Mi pare di aver dimostrato sempre la mia umiltÓ nell'ammettere eventuali miei errori ed od sviste, ma in questo caso, che ritengo necessario sottolineare non polemicamente, ma a beneficio di tutti i lettori e utenti registrati, che noi non possiamo conoscere tutte le legislazioni e certificazioni di tutti i paesi del mondo e contrastare o contraddire ci˛ che l'utente scrive ci sia sul certificato apostillato.

Quindi raccomando a tutti che nell'esporre i fatti si deve essere precisi alla virgola.

Nel caso in oggetto se l'utente mi indica che il certificato comprende anche lo stato libero ed addirittura me lo scrive in spagnolo "estado libre", (e se cosý fosse non sarebbe necessario il nulla osta dell'Ambasciata straniere in Italia per il regolamento della convenzione delle apostille dei certificati emessi dalle AutoritÓ starniere) come facciamo a sapere che si sta ''confondendo'', dando un'informazione sbagliata e che nel certificato non Ŕ scritto come ci indica?

Ora, per fortuna e casualitÓ, tu vivi in Colombia e confermi che non esiste tale documento o tale dicitura nel certificato di nascita (che sempre fosse vero, corrisponderebbe al nostro contestuale) che indica, invece, solo la dicitura "valido por matrimonio", con una differenza purtroppo sostanziale rispetto a ci˛ che ha scritto l'utente.

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 6:08 pm

Guido Baccoli ha scritto:
Grazie Amedeo e bostick.
Capisco perfettamente e concordo in tutto. Mi pare di aver dimostrato sempre la mia umiltÓ nell'ammettere eventuali miei errori ed od sviste, ma in questo caso, che ritengo necessario sottolineare non polemicamente, ma a beneficio di tutti i lettori e utenti registrati, che noi non possiamo conoscere tutte le legislazioni e certificazioni di tutti i paesi del mondo e contrastare o contraddire ci˛ che l'utente scrive ci sia sul certificato apostillato.

Quindi raccomando a tutti che nell'esporre i fatti si deve essere precisi alla virgola.

Nel caso in oggetto se l'utente mi indica che il certificato comprende anche lo stato libero ed addirittura me lo scrive in spagnolo "estado libre", (e se cosý fosse non sarebbe necessario il nulla osta dell'Ambasciata straniere in Italia per il regolamento della convenzione delle apostille dei certificati emessi dalle AutoritÓ starniere) come facciamo a sapere che si sta ''confondendo'', dando un'informazione sbagliata e che nel certificato non Ŕ scritto come ci indica?

Ora, per fortuna e casualitÓ, tu vivi in Colombia e confermi che non esiste tale documento o tale dicitura nel certificato di nascita (che sempre fosse vero, corrisponderebbe al nostro contestuale) che indica, invece, solo la dicitura "valido por matrimonio", con una differenza purtroppo sostanziale rispetto a ci˛ che ha scritto l'utente.

Guido,un colombiano/a per dimostrare lo stato libero presenta appunto questo "registro civil"(estratto dell'atto di nascita) con note o meno riguardo al suo status civile.Questo Ú valido per il colombiano per sposarsi in Colombia,mentre all'estero vedi Italia,deve passare dal suo consolato con tale documento e farsi rilasciare il nulla osta;in Italia un documento cosÝ anche se apostillato e tradotto non servirebbe di certo a dimostrare lo stato libero .Mentre se deve far valere il suo status civile presso consolati stranieri in Colombia,il cittadino colombiano va da un notaio ed autocertifica(dichiara sarebbe pi˙ appropriato) stato civile e residenza.Ad esempio la cancelleria consolare italiana a Bogotß richiede questa dichiarazione notarile non apostillata e non tradotta,per trascrivere il matrimonio di un italiano/a e un cittadino/a colombiano.
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 6:32 pm

Grazie ancora per l' interessamento. Stiamo aspettando questo documento "registro de nascimento" apostillado e tradotto in italiano per poi portarlo (dovrebbe arrivare a noi venerdi) al Consolato Colombiano di Milano per il nulla osta.
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 7:03 pm

Non sono d'accordo. Se lo Stato straniero prevede il rilascio da parte di una sua AutoritÓ, un certificato che dichiari lo stato libero, anche se congiuntamente ad altro come quello di nascita e nota di stato libero, a mio avviso verrebbe meno l'accordo delle apostille se si richiedesse comunque il nulla osta all'Ambasciata Colombiana in Italia.
Essendo materia del Dr Scolaro, spero possa avere un suo importante e decisamente pi¨ qualificato parere riguardo il matrimonio in Italia tra un cittadino italiano e uno straniero.
D'altra parte se leggiamo l'introduzione del Dr Scolaro in questa sezione CLICK QUI , riporto
Sereno.SCOLARO ha scritto:
Indipendentemente dal fatto che lo Stato di appartenenza (= cittadinanza) sia parte o meno dell'Unione europea (infatti, l'appartenenza o meno di uno Stato all'Unione europea non ha rilievo nelle procedure matrimoniali, dove conta unicamente se si tratti di persona di cittadinanza italiana o di cittadinanza straniera), lo sposo straniero (art. 116, 1 C.C.) deve presentare, a propria cura e diligenza, una dichiarazione dell'autoritÓ competente del proprio paese, dalla quale risulti che giusta le leggi a cui Ŕ sottoposto nulla osta al matrimonio (a volte, tale documento e' denominato, per brevitÓ, impropriamente, come "nulla-osta", pur non essendo, tecnicamente, un nulla-osta, ma unicamente una dichiarazione concernente, appunto, la capacitÓ al matrimonio.
A me pare chiara l'esposizione del Dr Scolaro e sebbene abbia per cosý dire ''obbietato'' su altri punti, convengo totalmente con lui quando parla appunto, di rilascio della certificazione da parte dell'AutoritÓ locale. Nel caso non esista tale dichiarazione su certificazione di un'AutoritÓ locale, allora sarei d'accordo con te.
Per esempio in Repubblica Dominicana, nessuna AutoritÓ locale rilascia nemmeno in nota a quello di nascita, una tale dichiarazione ed Ŕ previsto invece una dichiarazione notarile giurata, legalmente legalizzata (dal 01/09/09 apostillata). In questo caso non essendo il notaio un'AutoritÓ e non essendo possibile ottenerla da un'AutoritÓ locale tale certificazione, basandosi su una dichiarazione giurata dell'interessato in atto notarile pubblico, certamente un dominicano che si sposa in Italia deve, nonostante le apostille, farsi rilasciare il ''nulla osta'' dalla propria Ambasciata in Italia. Speriamo che il Dr Scolaro, in questo periodo molto occupato, mi illumini se sto malinterpretando o no.
Comunque grazie bostick per dare lo spunto a questo interrogativo iniziando una ''discussione accademica'' ed avere una risposta del Dr Scolaro che certamente nella materia del matrimonio in Italia (oltre altre materie ovviamente) Ŕ il pi¨ ferrato e quotato a rispondere con correttezza.

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Nov 23, 2009 9:16 pm

Capisco le sue perplessitß Guido,da profano perˇ credo che ogni stato abbia le sue leggi e requisiti per concedere il nulla osta ad uno suo proprio cittadino;probabilmente al consolato colombiano basta solo l'estratto di nascita per concedere il nulla osta.Anche perchÚ un comune italiano,ed aspettiamo la risposta del Dott.Scolaro,non chiede l'estratto di nascita al nubendo straniero ma appunto questo famoso nulla osta o come lo si voglia chiamare,secondo me l'autoritß competente di cui parla il Dott.Scolaro Ú il consolato del paese d'origine del nubendo straniero.Riguardo all'apostilla,il consolato colombiano non dovrebbe chiederla se il documento Ú stato prodotto in Colombia ma accade,cosa che mi ha sorpreso e non poco,che altri consolati di altri paesi tipo Venezuela chiedano che documenti venezuelani siano apostillati per poter essere fatti valere in consolato venezuelano...!
Mi stia bene.
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Mar Nov 24, 2009 2:32 am

Merita, probabilmente, di essere chiarito che il c.d. (seppure impropriamente) nulla-osta non riguarda il possesso dello stato libero o solo questo, ma "anche" questo, dato che questa dichiarazione ha come proprio oggetto tutte le condizioni che la legge dello Stato di appartenenza dello straniero prevede per contrarre matrimonio, cioŔ quella che, con altre parole, Ŕ detta anche "capacitÓ al matrimonio".
Tale "dichiarazione" deve esempre essere rilasciata da autoritÓ competenti dello Stato di appartenenza e non pu˛ esser eprovata altrimenti (aspetto su cui Ŕ intervenuta anche la Corte Costituzionale con l'ordinanza n. 14 del 30/1/2003).
La competenza delle autoritÓ ... competenti Ŕ regolata dalla legge dello Stato di appartenenza (generalmente, si tratta dell'autoritÓ consolare per i cittadini di tale Stato che siano residenti, e registrati come tali presso il proprio consolato, in una circoscrizione consolare di tale Stato all'estero, ma non mancano casi in cui tale competenza Ŕ riferita ad autoritÓ interne; da circa un anno (ad esempio), qualche difficoltÓ Ŕ sorta per un mutamento di procedure "interne" con riguardo al Brasile).

Non mancano, altresý, casi di Stati che non considerano l'istituto o che lo regolano in modo particolare. in alcune situazioni, ci˛ Ŕ stato affrontato attraverso specifici accordi di diritto internazionale (USA ed Australia, pur nelle loro diversitÓ costituiscono i soli 2 accordi (scambi di lettere) intervenuti in proposito.
In difetto di c.d. nulla-osta, non rimane che il ricorso al tribunale, chiedendo a questi di accertare la sussistenza delle condizioni di capacita' al matrimonio.

Rispetto al soggiorno breve in Italia, oggi rilevante anch'esso ai fini sia della richiesta della pubblicazione di matrimonio, sia della sua celebrazione (dopo le modifiche all'art. 116, comma 1 CC intervenute con effetto dall'8 agosto 2009), si osserva che, se la persona rientri nell'ambito della L. 28 maggio 2007, n. 68, tali condizioni di soggiorno breve non sono il alcun caso prorogabili. Ma pu˛ esservi, in alternativa, l'uscita dal territorio nazionale con successivo rientro, oppure, se ne ricorrano le condizioni (titoli, rispetto delle quote dei flussi, ecc.), la richiesta di rilascio di un permesso di soggiorno per motivi diversi da quelli considerati dalla legge citata).
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Ven Gen 22, 2010 6:53 pm

io sono nella stessa barca... e leggendovi ho capito che mi toccherÓ andare anche al consolato in italia perchŔ nemmeno in ecuador sanno che cos'Ŕ il nulla osta e solo rilasciano una dichiarazione giurata del notaio.... nel documento del registro civil solo appare lo stato civile, ma non credo sia sufficiente
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Sab Gen 23, 2010 3:34 am

Quanto Ŕ detto, abbastanza impropriamente (ma per ragioni di brevitÓ), nulla-osta, altri non Ŕ se non una dichiarazione, delle autoritÓ competenti dello Stato di appartenenza, da cui risulti che la persona si trova nelle condizioni per contrarre matrimonio secondo la propria legge, cioŔ tutte le condizioni, di cui lo stato libero Ŕ (solo) una di queste.
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Sab Gen 23, 2010 12:17 pm

chiara preti ha scritto:
io sono nella stessa barca... e leggendovi ho capito che mi toccherÓ andare anche al consolato in italia perchŔ nemmeno in ecuador sanno che cos'Ŕ il nulla osta e solo rilasciano una dichiarazione giurata del notaio.... nel documento del registro civil solo appare lo stato civile, ma non credo sia sufficiente
╔ come in RD. Si puˇ chiedere il NUlla Osta al >Consolato Equdoriano in Italia oppure fare la dichiarazione giurata in Equador, farla legalizzare, tradurre e poi farlo legalizzare dall'Ambasciata italiana in Equador (se l'Equador Ú firmatario, al posto della l˝egalizzazione da parte dell'Ambasciata italiana Ú sufficiente l'apostilla).

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Dom Gen 24, 2010 5:01 am

Guido Baccoli ha scritto:
chiara preti ha scritto:
io sono nella stessa barca... e leggendovi ho capito che mi toccherÓ andare anche al consolato in italia perchŔ nemmeno in ecuador sanno che cos'Ŕ il nulla osta e solo rilasciano una dichiarazione giurata del notaio.... nel documento del registro civil solo appare lo stato civile, ma non credo sia sufficiente
╔ come in RD. Si puˇ chiedere il NUlla Osta al >Consolato Equdoriano in Italia oppure fare la dichiarazione giurata in Equador, farla legalizzare, tradurre e poi farlo legalizzare dall'Ambasciata italiana in Equador (se l'Equador Ú firmatario, al posto della l˝egalizzazione da parte dell'Ambasciata italiana Ú sufficiente l'apostilla).

In molti comuni italiani queste "dichiarazioni giurate" non vengono accettate. Capit˛ recentemente con il Brasile, che a causa di un cambiamento normativo interno introdusse proprio delle "dichiarazioni" giurate e molte coppie miste attesero mesi prima di potersi sposare (con tutte le conseguenze di scadenza visto del caso).

Capita anche con la Cina, dove introdussero le "dichiarazioni giurate" in luogo del certificato di stato libero a causa delle frequenti loro omonimie che consentirono a molti sposati di ... sposarsi di nuovo senza prima aver divorziato!!!

Un saluto,

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Dom Gen 24, 2010 5:37 am

Non sembra che si possa parlare di accettazione o meno, come se si trattasse di una valutazione caso per caso.
Infatti, l'art. 116, comma 1 CC prevede, in modo espresso, "... una dichiarazione dell'autoritÓ competente del proprio paese, dalla quale risulti che ...", il chÚ elimina ogni possibilitÓ di discrezionalitÓ.
Tra l'altro, proprio su questi aspetti, Ŕ intervenuta l'ordinanza n. 14 della Corte Costituzionale del 30 gennaio 2003 (scusate se sia poco).
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Dom Gen 24, 2010 2:39 pm

Infatti il Dr Scolaro ha messo i puntini sulle i. L'Udsc non puˇ rifiutare un atto che in quel determinato paese Ú l'unico atto a dimostrare la capacitß matrimoniale, soprattutto se questo Ú pubblico (notarizzato) e legalizzato dall'Ambasciata italiana. Meglio sarebbe per corretteza dell'iter, presentarlo all'Ambasciata dello stato estero al fine del rilascio della dichiarazione di libertß di sposarasi (nulla osta).
In ogni caso per tutti ed in questo caso, che potrebbe creare innumerevoli ingiustizie e rifiuti illeciti, pubblico l'intero corpo della sentenza/ordinanza Costituzionale:
ORDINANZA
nel giudizio di legittimitÓ costituzionale dell'
art. 116 del codice
civile
promosso dal Tribunale di Roma con ordinanza del 3 settembre
2001 sui ricorsi riuniti proposti da Bouaziz Nabiha Bent Ayech ed
altri contro il Comune di Roma iscritta al n. 283 del registro
ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 24, prima serie speciale, dell'anno 2002.

Fatto-Diritto
Visto l'atto di costituzione del Comune di Roma nonchÚ l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito nell'udienza pubblica del 5 novembre 2002 il Giudice relatore Francesco Amirante;
uditi l'avvocato Roberto Tomasuolo per il Comune di Roma e l'avvocato dello Stato Gaetano Zotta per il Presidente del Consiglio dei ministri.
Ritenuto che il Tribunale di Roma, con ordinanza del 3 settembre 2001, ha sollevato questione di legittimitÓ costituzionale, in riferimento all'
art. 2 della Costituzione, dell'art 116 del codice civile, nella parte in cui impone allo straniero, il quale voglia contrarre matrimonio in Italia, la presentazione all'ufficiale dello stato civile di una dichiarazione dell'autoritÓ competente del proprio paese, dalla quale risulti che nulla osta al matrimonio secondo le leggi alle quali egli Ŕ assoggettato, ovvero, in subordine, nella parte in cui non prevede che, in mancanza della predetta dichiarazione, possa essere presentata al detto ufficiale documentazione idonea ad attestare la mancanza di impedimenti al matrimonio, secondo la legislazione cui il cittadino straniero Ŕ sottoposto;
che il giudice a quo era stato adito, con due distinti ricorsi
ex art. 98, comma secondo, del codice civile, successivamente riuniti, avverso il rifiuto dell'ufficiale dello stato civile di procedere alle pubblicazioni di matrimonio - in ragione della mancanza del certificato richiesto dall'art. 116 cod. civ. - da due coppie costituite, rispettivamente, da una cittadina tunisina e da un italiano e da un cittadino siriano a da un'italiana: nel primo caso l'impedimento al matrimonio derivava dal divieto, posto dalla legge tunisina, al matrimonio con un cittadino straniero di religione non islamica, mentre nel secondo dei due giudizi, la certificazione non era stata rilasciata a causa del mancato svolgimento del servizio militare di leva da parte del cittadino siriano;
che i nubendi avevano convenuto in giudizio il Comune di Roma e, premesso di possedere i requisiti richiesti dagli artt.
84, 85, 86 cod. civ. ed altresý esclusi gli impedimenti al matrimonio ex artt. 87, 88, 89 cod. civ., avevano chiesto che il Tribunale autorizzasse l'ufficiale dello stato civile ad effettuare le pubblicazioni;
che il remittente, sulla premessa della mancata previsione di un provvedimento "autorizzativo al matrimonio", ritenuto legittimo il rifiuto dell'ufficiale dello stato civile, prospetta come risolutiva la declaratoria d'illegittimitÓ costituzionale dell'
art. 116 cod. civ., norma considerata ostativa ad un accoglimento delle domande, sia con riguardo alla stessa previsione della presentazione della dichiarazione, sia, in subordine, nella parte in cui non consente ai nubendi di produrre, in sostituzione della medesima, un'attestazione della mancanza di impedimenti al matrimonio;
che, a parere del Tribunale, la norma censurata affiderebbe la capacitÓ matrimoniale dello straniero ad una mera autorizzazione dell'autoritÓ competente, senza neppure ipotizzare una motivazione del rifiuto, cosý frapponendo un serio ostacolo alla realizzazione del diritto fondamentale a contrarre matrimonio: ove infatti lo straniero non possa ottenere la dichiarazione per motivi politici, razziali, religiosi, per una scelta discrezionale dell'autoritÓ competente, a causa di disposizioni non applicabili nel nostro ordinamento perchÚ produttive di effetti contrari all'ordine pubblico od anche soltanto per ragioni contingenti, sarebbe impossibile qualsiasi controllo delle autoritÓ italiane sui motivi dell'omessa presentazione;
che, osserva il giudice a quo, dovendo l'ufficiale dello stato civile limitarsi, attualmente, a rifiutare le pubblicazioni in mancanza della dichiarazione, in assenza del potere di valutare eventuale documentazione prodotta dai nubendi, a seguito della declaratoria d'illegittimitÓ costituzionale invocata in via principale, questi sarebbe abilitato a procedere alle pubblicazioni, ove rilevasse la contrarietÓ all'ordine pubblico di eventuali impedimenti, in quanto l'interessato potrebbe presentare, in alternativa alla dichiarazione, la documentazione attestante la mancanza d'impedimenti sulla base della legge nazionale, secondo le modalitÓ previste dall'
art. 2 del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394;
che, in conseguenza della declaratoria d'illegittimitÓ prospettata come subordinata, la norma in questione dovrebbe consentire allo straniero la diretta presentazione all'ufficiale di stato civile di una documentazione equipollente alla dichiarazione in argomento ed al giudice, adito avverso il rifiuto di procedere alle pubblicazioni, la possibilitÓ di riesaminare la documentazione, di integrarla con i poteri previsti dall'
art. 14 della legge 31 maggio 1995, n. 218 e di procedere all'accertamento delle condizioni che consentono il matrimonio;
che, nel sollevare la questione, il giudice remittente ha disposto la notifica dell'ordinanza al ministero dell'Interno (in quanto competente alla tenuta dei registri dello stato civile) e ai ministeri della Giustizia e degli Esteri, quali "controinteressati";
che Ŕ intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo per la declaratoria d'inammissibilitÓ ovvero d'infondatezza della questione e rilevando preliminarmente l'opinabilitÓ della premessa del remittente secondo la quale il giudice adito
ex art. 98 cod. civ. non potrebbe autorizzare le celebrazione del matrimonio in assenza della dichiarazione prevista dalla norma impugnata;
che, nel merito, l'AutoritÓ intervenuta distingue il caso in cui la dichiarazione di nulla-osta non sia stata rilasciata a causa di disfunzioni organizzative dell'autoritÓ dello Stato estero (circostanza in cui il nubendo potrebbe produrre documentazione attestante l'assenza di impedimenti) dall'ipotesi del rifiuto ad emettere il nulla-osta, in cui la presentazione della documentazione predetta sarebbe esclusa, ma che consentirebbe al giudice adito
ex art. 98 cod. civ. di autorizzare il matrimonio (in conformitÓ all'art. 16 della legge n. 218 del 1995);
che nel giudizio dinanzi a questa Corte si Ŕ costituito il Comune di Roma, affermando anzitutto il proprio interesse ad un'applicazione della legge non affidata alla discrezionalitÓ degli ufficiali dello stato civile, e concludendo nel merito per la declaratoria di non fondatezza della questione.
Considerato che il giudice a quo pone la questione articolandola in due quesiti collegati da un rapporto di logica subordinazione, non ostativa all'ammissibilitÓ dell'impugnativa (
sentenza n. 188 del 1995), in quanto egli invoca un'addizione normativa solo ove non venga accolta la richiesta di declaratoria d'illegittimitÓ costituzionale prospettata come prima soluzione;
che il Tribunale di Roma in via principale dubita, in riferimento all'
art. 2 della Costituzione, della legittimitÓ costituzionale dell'art.116 del cod. civ., in quanto la prescrizione allo straniero dell'obbligo di presentare all'ufficiale dello stato civile la dichiarazione dell'autoritÓ competente del proprio Paese che nulla osta al matrimonio secondo la legge cui Ŕ sottoposto incide, limitandola gravemente, sulla libertÓ di contrarre matrimonio;
che la questione, formalmente proposta con riguardo all'intero
art. 116 cod. civ., alla luce della motivazione va circoscritta al solo primo comma avente ad oggetto la suindicata prescrizione;
che la questione Ŕ manifestamente inammissibile, in quanto il remittente, per consentire allo straniero il matrimonio anche nei casi in cui la presentazione del nulla-osta sia resa impossibile o dalle circostanze di fatto esistenti nel proprio Paese oppure da una legislazione prevedente condizioni per il matrimonio contrarie all'ordine pubblico, postula che sia espunta dall'ordinamento l'intera disposizione concernente il nulla-osta, documento questo che nella maggior parte dei casi non limita ma facilita l'esercizio della libertÓ matrimoniale;
che non vi Ŕ quindi corrispondenza tra la questione come proposta e la motivazione che il Tribunale di Roma ha addotto;
che in subordine il giudice remittente, anche in questo caso al di lÓ della letterale formulazione del quesito, da individuare nei suoi esatti termini alla stregua della motivazione, sospetta d'illegittimitÓ costituzionale l'
art. 116 cod. civ. (recte: l'art. 116, primo comma, cod. civ.) nella parte in cui non prevede che lo straniero possa provare con ogni mezzo la ricorrenza delle condizioni per contrarre matrimonio secondo le leggi del proprio Paese ad eccezione, eventualmente, di quelle che contrastano con l'ordine pubblico;
che tale questione Ŕ manifestamente infondata, anzitutto in quanto il remittente ha erroneamente valutato l'ambito dei provvedimenti adottabili all'esito del procedimento
ex art. 98, secondo comma, cod. civ., escludendo la configurabilitÓ di una decisione autorizzatoria ed omettendo cosý di verificare la differente interpretazione della norma censurata derivante dalla possibilitÓ di autorizzare le pubblicazioni, secondo una soluzione giÓ pi¨ volte seguita dalla giurisprudenza di merito;
che, inoltre, il giudice a quo considera isolatamente la norma impugnata, senza inquadrarla nel sistema, in particolare senza riferirsi al contesto normativo in cui l'applicazione della legge straniera Ŕ esclusa ove i suoi effetti siano contrari all'ordine pubblico.
P.Q.M

LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara la manifesta inammissibilitÓ della questione di legittimitÓ costituzionale dell'
art. 116 del codice civile, sollevata dal Tribunale di Roma, in riferimento all'art. 2 della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe;
dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimitÓ costituzionale del medesimo
art. 116 del codice civile, sollevata in via subordinata dallo stesso Tribunale, in riferimento all'art. 2 della Costituzione, con l'ordinanza di cui sopra.
Cosý deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 2003.
DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 30 GEN. 2003.

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Ultima modifica di Guido Baccoli il Mar Gen 26, 2010 12:29 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Lun Gen 25, 2010 5:23 pm

... mi sembra che manchino le conclusioni. O mi sbaglio?

Un saluto,

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MessaggioOggetto: Re: matrimonio italiano - colombiana   Mar Gen 26, 2010 12:35 am

Amedeo ha scritto:
... mi sembra che manchino le conclusioni. O mi sbaglio? Un saluto,
Non ti sbagli, Ú stao una mia svista nel copia ed incolla. Ho rimediato sopra aggiungendo sia la richiesta che la conclusione. In realtß era comunque deducibile da tutto il corpo dell'ordinanza che ha dato torto al Tribunale ed al Comune, dando vinto il contenzioso allo straniero ricorrente, con spiegazioni direi ineccepibili. Qualsiasi tipo di dimostrazione di essere libero di sposarsi Ú valida ed ammessa quando il Paese di cittadinanza non prevede un certificato anagrafico, ma un per esempio un atto giurato pubblico con testimoni (come in RD) oppure altre forme previste dalla legge straniera.

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