La materia é molto dibattuta e non si trova accordo su come risolvere una situazione alquanto spiacevol, comportando un disorientamento da parte degli utenti interessanti. Per risponderti bisognerebbe scrivere un libro, comunque i riferimenti normativi riguardo questo attestato sono:
La Circolare K 28 del 1991 che prevede che esso sia uno dei documenti da presentare a corredo della domanda di riconoscimento ed essendo una certificazione che si ricava dai registri di stato civile tenuti presso i consolati. (Art. 69 Dpr 5/1/1967, n. 200),
per l'bbligo di rilascio di tale attestato, si applica l'art. 450 C.C. con il conseguente obbligo per ilConsolato, nell'esercizio delle funzioni di stato civile, di rilasciarlo.
Purtroppo l'obbligo é quasi totalmente disatteso e che in teoria comporterebbe il reato di rifiuto d'atti d'ufficio (Art. 328 C.P.).
Di fatto ed infatti, accade che i Consolati rifiutino di rilasciare questa certificazione e pretendono una "richiesta" da parte del Comune.
La richiesta peró non ha alcun senso perché i Comuni hanno per gli stranieri residenti in Italia, soltanto il compito di verificare presso i Consolati la sussistenza delle condizioni, dopo che sia stata presentata la domanda completa di tutti i documenti, attestato compreso. E' evidente l¿ostruzionismo grave e spesso shockante ha come obbiettivo non tanto nascosto nemmeno ai tempi d'oggi (basta vedere il pacchetto di sicurezza) di limitare il perfezionamento dei procedimenti di riconoscimento.
Un'altra ragione per cui l'attestato non viene emesso e questa volta ed a mio giudizio a ragione, é quando l'avo italiano si trovava residente all'estero prima del 1967. Infatti e come abbiamo visto, questi registri di stato civile tenuti presso i consolati, sono stati istituiti dall Art. 69 Dpr 5/1/1967, n. 200. Quindi la problematica é enorme e nonostante siano stati presentati innumerevoli progetti di legge per regolare meglio la materia, non é mai arrivato una deliberazione in Parlamento; non esiste legge chiara e nemmeno regolamento altrettanto chiaro.