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Consolato, Ambasciata, Matrimonio all'estero, Divorzio all'Estero, divorzio rapido, divorzio al vapore, Stranieri in Italia, Matrimoni misti, sposarsi all'estero, divorziarsi all'estero. REPUBBLICA DOMINICANA
 
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 Matrimonio consolare: come combattere?

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Betty77



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MessaggioOggetto: Matrimonio consolare: come combattere?   Ven Mar 19, 2010 12:08 pm

Buongiorno,

ho letto sul sito del ministero degli esteri c'è scritto che anche un cittadino italiano residente in italia può sposarsi in un consolato, non solo i cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE.

Io, residente in Italia, vorrei sapere se posso sposarmi al consolato di Casablanca col mio ragazzo, marocchino residente in Marocco.

Il problema è che voglio sposarmi secondo la legge italiana e non con il matrimonio islamico: che poi il matrimonio consolare non venga riconosciuto in Marocco, non mi importa. Mi interessa solo che poi il Consolato produca il visto che porterà il mio ragazzo in Italia.

So che devo fare le pubblicazioni in comune, e far fare la delega al comune per il consolato.

Qualcuno può aiutarmi?

grazie!
betty
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bostik
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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Ven Mar 19, 2010 1:03 pm

Se un italiano puó sposarsi in Marocco di fronte all'autoritá locale,difficilmente la cancelleria consolare di Casablanca accetterá di celebrare l'atto a meno non vi siano gravi motivi.Comunque,la cosa migliore é contattarli e sentire cosa dicono.
Perché avete cosí paura del matrimonio islamico? se vivrete in Italia varranno le leggi nostrane...quando si ha un aproccio cosí al matrimonio,consiglio sempre di ponderare molto bene il da farsi.I contratti commerciali sono una cosa,un matrimonio ispirato dal sentimento dovrebbe essere un'altra.
Saluti
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Amedeo
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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Ven Mar 19, 2010 1:38 pm

Betty77 ha scritto:
Buongiorno,

ho letto sul sito del ministero degli esteri c'è scritto che anche un cittadino italiano residente in italia può sposarsi in un consolato, non solo i cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE.

Io, residente in Italia, vorrei sapere se posso sposarmi al consolato di Casablanca col mio ragazzo, marocchino residente in Marocco.

Il problema è che voglio sposarmi secondo la legge italiana e non con il matrimonio islamico: che poi il matrimonio consolare non venga riconosciuto in Marocco, non mi importa. Mi interessa solo che poi il Consolato produca il visto che porterà il mio ragazzo in Italia.

So che devo fare le pubblicazioni in comune, e far fare la delega al comune per il consolato.

Qualcuno può aiutarmi?

grazie!
betty

Il matrimonio in un consolato italiano all'estero è possibile anche se non residenti AIRE.

Occorre fare le pubblicazioni nel proprio comune italiano e chiedere che venga data delega alla celebrazione del matrimonio al consolato relativo (che non può rifiutarsi).

C'è un bel problema, però!!! Per fare le pubblicazioni in Italia lo sposo marocchino dovrà produrre il suo Nulla-Osta al matrimonio rilasciato prevalentemente dal suo consolato in Italia, oltre ad una delega alle pubblicazioni. Spesso i consolati rilasciano il nulla-osta solo all'interessato (vedere cosa vogliono sia prodotto di documenti). Questo Nulla-Osta si può anche avere in patria (Marocco), ma spesso gli uffici locali non sanno cosa va esattamente scritto, mentre il consolato lo sa bene essendo in Italia.

Il matrimonio fatto nel consolato italiano avrà poi in Italia valore attribuitogli dalle leggi italiane ed in Marocco il valore attribuito dalle leggi marocchine.

Conclusione: è la stessa cosa!!!

P.S. - Chissà perchè uno si mette a scrivere un apposito particolarissimo manuale???

Un saluto,

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Guido Baccoli
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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Ven Mar 19, 2010 8:37 pm

C'é da precisare che in alcuni Paesi il matrimonio in Consolato italiano non é riconosciuto da quel Paese e potrebbe essere il caso del Marocco e di altri, inclusa la Rep Dominicana.

Bostick la paura di un matrimonio islamico di solito é data dal fatto che le donne si possono ritrovare in grandi pasticci a causa del ripudio per loro validissimo, ma non per l'Italia.

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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Sab Mar 20, 2010 4:23 am

Guido Baccoli ha scritto:
Bostick la paura di un matrimonio islamico di solito é data dal fatto che le donne si possono ritrovare in grandi pasticci a causa del ripudio per loro validissimo, ma non per l'Italia.

Aggiungerei che nei paesi islamici il matrimonio è solo un contratto tra due persone. Essendo tale e non vincolato da particolari divieti, vi si può scrivere di tutto. In particolare si può stabilire che in caso di divorzio i figli siano affidati esclusivamente a qualcuno, che le proprietà acquisite vengano poste in godimento ad un coniuge preciso, che venga versato un certo assegno e così via.

Se in Italia potessi scegliere tra il matrimonio tradizionale ed uno per contratto, sceglierei sicuramente quest'ultimo!!!

Un saluto,

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Betty77



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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Sab Mar 20, 2010 7:24 am

Amedeo ha scritto:
Guido Baccoli ha scritto:
Bostick la paura di un matrimonio islamico di solito é data dal fatto che le donne si possono ritrovare in grandi pasticci a causa del ripudio per loro validissimo, ma non per l'Italia.

Aggiungerei che nei paesi islamici il matrimonio è solo un contratto tra due persone. Essendo tale e non vincolato da particolari divieti, vi si può scrivere di tutto. In particolare si può stabilire che in caso di divorzio i figli siano affidati esclusivamente a qualcuno, che le proprietà acquisite vengano poste in godimento ad un coniuge preciso, che venga versato un certo assegno e così via.

Se in Italia potessi scegliere tra il matrimonio tradizionale ed uno per contratto, sceglierei sicuramente quest'ultimo!!!

Un saluto,

Grazie Amedeo, della tua risposta.

Io non sarei così sicura che vi si possa scrivere di tutto, poiché se ciò che vi si scrive è contrario alla legge islamica, la clausola sarà ritenuta nulla. Anche una cosa di buon senso, come scrivere la clausola che i figli non saranno educati in nessuna delle due religioni ma che saranno liberi, a partire dai 16 anni di età, di scegliere se e a quale religione appartenere (clausola con la quale il mio fidanzato è d'accordo), non sarà ritenuta valida, poiché per la legge islamica i figli di un musulmano sono musulmani, punto e basta e se in caso di divorzio si sospettasse che se i figli venissero affidati alla madre questa potrebbe allontanarli dalla fede islamica, la donna perderebbe la custodia dei figli, e il marito avrebbe il diritto di prenderseli e di riportarli al paese d'origine.

Faccio degli esempi:

1 - Successione: per la legge islamica alla donna spetta solo una parte. Se poi la donna non è musulmana, come nel caso mio, non le spetta nulla in caso di decesso del marito, poiché un non musulmano non può ereditare da un musulmano.

2 - Custodia dei figli: i figli vengono eneralmente affidati alla donna fino ad una certa età. Ma se la donna non è musulmana questa età si riduce ai 5 anni. Se il marito, per ipotesi, rapisse i figli e li portasse in patria, come sarà possibile riaverli, quando la legge islamica glielo consente?

Capite, io so benissimo che dal momento che la ns residenza sarà l'Italia, varranno le leggi italiane in caso di divorzio, custodia dei figli, successione e quant'altro. Il problema è che il Marocco DELLE NOSTRE LEGGI PUO' INFISCHIARSENE, e io ho paura che i due ordinamenti entrino in conflitto, iniziando così una guerra senza fine.

Non voglio essere fraintesa: se il mio fidanzato fosse qui, io lo sposerei in comune DOMANI, senza nessuna esitazione, questo per far capire che è un matrimonio di sentimenti, non di altro. Ma ho 33 anni, non sono una bambina, e francamente voglio essere tutelata dal punto di vista legale e dalle leggi del mio paese, perché so bene che se un matrimonio dovesse finire, possono succedere le peggiori cose, essere messe in atto le peggiori vendette.

Degli alimenti e della successione posso anche fregarmene, ma di eventuali figli proprio no.

Per questo vi chiedo un aiuto.

Come posso aver la certezza che la legge italiana mi proteggerà al 100%?
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Betty77



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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Sab Mar 20, 2010 7:37 am

Amedeo ha scritto:

C'è un bel problema, però!!! Per fare le pubblicazioni in Italia lo sposo marocchino dovrà produrre il suo Nulla-Osta al matrimonio rilasciato prevalentemente dal suo consolato in Italia, oltre ad una delega alle pubblicazioni. Spesso i consolati rilasciano il nulla-osta solo all'interessato (vedere cosa vogliono sia prodotto di documenti). Questo Nulla-Osta si può anche avere in patria (Marocco), ma spesso gli uffici locali non sanno cosa va esattamente scritto, mentre il consolato lo sa bene essendo in Italia.

Il matrimonio fatto nel consolato italiano avrà poi in Italia valore attribuitogli dalle leggi italiane ed in Marocco il valore attribuito dalle leggi marocchine.

Conclusione: è la stessa cosa!!!

P.S. - Chissà perchè uno si mette a scrivere un apposito particolarissimo manuale???

Un saluto,

Grazie, Amedeo.

1 - lunedì chiamerò il consolato marocchino e cercherò di capire di che documentazione hanno bisogno per produrre questo Nulla-Osta. Tra parentesi noi il Nulla-Osta del consolato italiano a Casablanca l'abbiamo, perché avevamo già preparato tutte le carte per fare il matrimonio là.
Quando avrò sentito cosa mi dicono dal consolato marocchino di Milano, vi informerò e mi darete la vs opinione.

2 - non sono sicura che il matrimonio in consolato avrà valore in Marocco per questi motivi: ad esempio se ci si sposa in Italia e poi si vuol far trascrivere il matrimonio in Marocco, si deve praticamente...rifare il matrimonio al consolato marocchino in italia, secondo la legge islamica, ciè davanti ad un adoul, e con due testmoni e avendo prodotto tutte le carte che sono poi le stesse che vengono richieste in Marocco per fare il matrimonio davanti al notaio.
Ne deduco che se io evito di fare questo passo risulteremmo sposati per l'Italia, che è quello che mi interessa, ma non per il Marocco, che mi va benissimo.

Poi mio marito prenderebbe la cittadinanza italiana. In questo modo penso di essere totalmente al di fuori dalla legge islamica e in caso di separazione e altro, varrenne UNICAMENTE la legge italiana.
C'è da dire che in futuro potrebbero esse istituiti dei tribunali islamici che regolano queste cose (in Inghilterra ad esempio già ci sono) e che assicurano ai musulmani il diritto di divorziare e quant'altro secondo la legge islamica, sebbene residenti in un altro paese. Anche se questo dovesse, diciamo, tra 10 o 20 anni, accadere, sarei solo soggetta al tribunale italiano.


Mi sbaglio, secondo vi, nel mio ragionamento?
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Guido Baccoli
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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Dom Mar 21, 2010 11:56 pm

Signora ben lungi da noi pensare che é una sprovveduta, ma vertamente non é una professionista in materia altrimenti non chiederebbe il nostro parere legale, che diamo anche ed a volte, considerando anche le paure espresse dall0utente.

Una domanda: in Marocco non é per caso previsto i divorzio per ripudio?:
Alcune osservazioni importanti :

2) non puó anderle bene, perché non essedno registrato il matrimonio in Marocco, potrebbe trovarsi con la sorpresa di un un secondo matrimonio in Marocco e non essendo registrato come persona giá sposata, nessuno lo impedirebbe e lei si troverebbe in una situazione alquanto spiacevole e controversiale con una via crucis niente affatto facile. L'Italia la protegge fino ad un certo punto, non puó certo proteggerla per tutto ció che avverrá in Marocco dove vigono le loro leggi e con le quali non é permessa interferenza alcuna da parte italiana.

3) anche se suo marito prende la cittadinanza italiana, nessuno impedisce che lui agisca in Marocco con le sue leggi Nazionali, incluso il divorzio che potrebbe per le loro leggi essere sentenziato anche solo a domanda del marito senza avvisare la moglie all'estero, divorzio quindi valido per il Marocco e non per l'Italia. Un'incongruenza (non tanto rara) difficilmente risolvibile in tempi brevi e nemmeno in tempi a medio termini. Lui, divorziato per le leggi marochhine, sarebbe libero di risposarsi in Marocco o in qualsiasi altro Pease (esclusa l'Italia) in quanto la sua Ambasciata rilascerá un nuovo nulla osta, lasciando lei ancora con lo status di sposata e con soluzioni difficili da dire prima che succeda e sempre che ce ne siano. Non sarebbe il primo caso che mi capita sia professionalmente che riportato da altri utenti in diversi forum di qualitá.

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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Lun Mar 22, 2010 4:46 am

Guido Baccoli ha scritto:
Signora ben lungi da noi pensare che é una sprovveduta, ma vertamente non é una professionista in materia altrimenti non chiederebbe il nostro parere legale, che diamo anche ed a volte, considerando anche le paure espresse dall0utente.

Una domanda: in Marocco non é per caso previsto i divorzio per ripudio?:
Alcune osservazioni importanti :

2) non puó anderle bene, perché non essedno registrato il matrimonio in Marocco, potrebbe trovarsi con la sorpresa di un un secondo matrimonio in Marocco e non essendo registrato come persona giá sposata, nessuno lo impedirebbe e lei si troverebbe in una situazione alquanto spiacevole e controversiale con una via crucis niente affatto facile. L'Italia la protegge fino ad un certo punto, non puó certo proteggerla per tutto ció che avverrá in Marocco dove vigono le loro leggi e con le quali non é permessa interferenza alcuna da parte italiana.

3) anche se suo marito prende la cittadinanza italiana, nessuno impedisce che lui agisca in Marocco con le sue leggi Nazionali, incluso il divorzio che potrebbe per le loro leggi essere sentenziato anche solo a domanda del marito senza avvisare la moglie all'estero, divorzio quindi valido per il Marocco e non per l'Italia. Un'incongruenza (non tanto rara) difficilmente risolvibile in tempi brevi e nemmeno in tempi a medio termini. Lui, divorziato per le leggi marochhine, sarebbe libero di risposarsi in Marocco o in qualsiasi altro Pease (esclusa l'Italia) in quanto la sua Ambasciata rilascerá un nuovo nulla osta, lasciando lei ancora con lo status di sposata e con soluzioni difficili da dire prima che succeda e sempre che ce ne siano. Non sarebbe il primo caso che mi capita sia professionalmente che riportato da altri utenti in diversi forum di qualitá.

Grazie, Dr. Baccoli, le sue considerzioni mi sono molto utili.

Mi permetta però di chiedere alcune chiarificazioni:

PUNTO 1:
perché dice che un eventuale matrimonio non registrato in Marocco non mi andrebbe bene? Adesso forse le farò delle considerazioni da "sprovveduta" e forse lo sono, ma le faccio proprio perché ho fiducia nel Vs parere di esperti.

Se io mi sposassi in Consolato e non facessi mai "trascrivere" il matrimonio in Marocco (cioè andassi entro il tempo limite dei 3 mesi per "rifarlo" al consolato marocchino di Milano o direttamente in Marocco), risulterebbe che io sono sì sposata per l'Italia ma non per il Marocco. Poco male direi, visto che così facendo, in caso di divorzio e di custodia dei figli, la legge marocchina non avrebbe diritto di applicazione non risultando mio marito sposato a me né padre dei miei figli. E questo mi fa pensare che sarei sottoposta solo ed unicamente alla legge italiana.
So benissimo che, non risultando sposato, potrebbe sposarsi nuovamente in patria ma, e qui forse pecco di ingenuità, dove starebbe il problema? Nel momento in cui io venissi a sapere che mio marito ha contratto un nuovo matrimoio, scatterebbe subito la pratica di divorzio in Italia, da parte mia. Non ho interesse, d'altronde, a stare con un uomo che ha un'altra relazione parallela alla nostra.

PUNTO 2:
Lei mi dice che l'Italia mi protegge fino ad un certo punto: cioè lei mi sta dicendo che, la residenza in Italia e la cittadinanza italiana di mio marito non varranno nulla in sede di giudizio? Cioè le disposizioni del giudice potrebbero non valere nulla, come se la ns vita si fosse svolta all'estero?

PUNTO 3:
Mi riferisco al Suo, di punto 3. Mi sembra di capire, da quanto mi ha detto, che sebbene sposati (in Italia e in Marocco) mio marito potrebbe divorziare da me senza nemmeno avvisarmi e sposarsi in qualsiasi paese esclusa l'Italia.
Ma io, venuta a sapere questo, non posso chiedere il divorzio? La bigamia è punita dal ns ordinamento. Dal momento che mio marito in Italia risulterebbe sposato a me, e in Marocco sposato successivamente ad un'altra donna, il giudice italiano potrebbe non concedermi il divorzio?


Come ho detto, Dr Baccoli, non è il ripudio a preoccuparmi, né il divorzio, né la mancata successione dei beni o altre cose simili: la via crucis del divorzio ha comunque una fine, e il patrimonio, volendo, si va avanti anche senza. Ciò che mi preme è solo e unicamente la custodia dei figli in caso di divorzio. Nel contratto di fronte al notaio islamico potrei mettere la clausola che dice che in caso di divorzio i figli verranno assegnati unicamente a me fino al compimento dei 16 o dei 18 anni. Ma mi chiedo quanto valga, visto che la legge islamica prevede che la custodia alla madre non usulmana sia garantita fino ai 5 anni di età, e che le possa essere tolta qualora sussistesse il pericolo che essa allontani i figli dalla religione paterna.

Premetto che conosco bene il mio fidanzato e non ho questi dubbi su di lui, che è una persona aperta che non tenta di imporre alcunché al prossimo, ma capisce che a me non è lui a preoccupare, ma la legislazione marocchina che non mi assicura pari diritti e dignità. E putroppo quando si divorzia, è davanti al giudice che si va...
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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Mar Mar 23, 2010 12:58 am

Signora non mi fraintenda. Come lei ha ben detto, la paura é che le due leggi entrino in conflitto iniziando cosí una guerra senza fine..e le mie e credo anche degli altri esperti, mancanza di conoscenze profonde delle loro norme é giá un bel rischio. Lei ed é un semplice consiglio, dovrebbe prendersi la briga di studiarsele per bene, visto che é un Pese islamico e musulmano e quindi si centuplicano le difficoltá di possibili conseguenze del tipo da lei menzionato di scontro tra leggi senza fine.

Per il divorzio di ripudio (valido in Marocco e mai in Italia) lascio ad Amedeo riassumere le incredibili conseguenze di un caso che ha seguito dall'inizio sul forum di tuttostranieri e che ha lasciato anche me, piuttosto sconcertato, ma che non ho potuto seguire dall'inizio per spiegarlo brevemente.

1) io non so se il matrimonio italiano in Consolato possa essere o no trascritto ed o validato in Marocco, perché se cosí é la sua prudenza di risultare il matrimonio solo in Italia, verrebbe meno, anche qui deve informarsi prsso il Consolato o Ambasciata italiana per essere sicura del non riconoscimento in Marocco. Ma anche cosí, la legge marocchina potrebbe permettere una volta ottenuto il certificato di matrimonio in Italia, renderlo effettivo e valido anche in Maroccco a solo richiesta del cittadino maroccchino. Insomma le variabili sono infinite se non si conoscono perfettamente le norme straniere e le sue sicurezze andrebbero a pallino.

2) non ho detto questo in assoluto ci mancherebbe altro. Il problema anche se ipotetico per la ragione del disonoscimento della legislazione marocchina, puó sorgere se una sentenza marocchina favorevole a suo marito (in vari sensi), e che non sia contraria all'art 64 della L 218/95, svolgendosi il tutto in totale suo disconoscimento, ma in pieno rispetto anche della notificazione secondo la legge marocchina (la Cassazione ha chiarito questo punto ed é di lunga spiegazione, ma possibile visto che si é veroificato, incluso nella RD) e quindi meno, avere giá Tribunale italiano attivato per lo stesso oggetto, venga poi riconosciuta in Italia, che fa lei? Un'interminabile guerra legale in Italia.

3) e chi le dice che lei lo viene a sapere? E se lo viene a sapere crede sia facile dare le prove del secondo matrimonio? Sapesse quanti incarichi ho rifiutato per questo motivo (estrema difficoltá di procurarsi un documento che provi il secondo matrimonio). E lei che fa? mentre lui conduce una doppia vita? Se si fida di lui, di che preoccuparsi?

Per darle l'ultima risposta consolatrice su tutta la baraonda che le ho prospettato a solo titolo di interrogativo sia chiaro, certamente un Giudizio di affidamento dei figli sentenziato in Marocco non sarebbe valido in Italia e su questo puó stare tranquilla finché loro (i minori) rimangono in territorio italiano. Anche se firma il contratto che dopo una certa etá la custodia possa passare a suo marito, non avrebbe comunque validitá in Italia, sempre che i figli siano residenti in Italia. Infatti le clausole sarebbero nulle e nessun Tribunale italiano le deliberebbe.

Peró una sentenza sulla divisione dei beni o di un assegno familiare a favore di suo marito sentenziato in Marocco e poi riconosciuto in Italia, potrebbe farla soffrire non poco in quanto a spese legali, tempo, paura e salute.

Dio non voglia e le auguro di tutto cuore che tutto vada per il meglio.
Se disgraziatamente cosí non fosse ed essendo, mi pare di capire, l'unica sua grande ed unica vera preoccupazione solo la custodia dei figli, su questo punto puó dormire sogni tranquilli, ma attenzione ai viaggi in Marocco fino alla loro maggiore etá.

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MessaggioOggetto: Re: Matrimonio consolare: come combattere?   Oggi a 11:53 pm

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