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 In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...

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Salice



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MessaggioOggetto: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Gio Apr 29, 2010 5:08 pm

Buongiorno.
La mia fidanzata è cittadina comunitaria (Lettonia) non residente e, dopo un lungo rapporto a distanza fatto di continui viaggi, attendiamo un bambino.
Ce ne siamo accorti mentre era in Italia e grazie alla tesserina TEAM siamo riusciti a fare i primi esami e visite presso l'USL.
Desidererei però farla venire a vivere in Italia e far nascere il bambino in Italia... sono "costretto" dalla burocrazia al matrimonio o esistono altre vie?
Mi hanno parlato di:
- iscriverla all' anagrafe con assicurazione sanitaria a mie spese
- matrimonio
- trovarle un lavoro (ma per una gestante sembra una via impraticabile)
Il solito ben informato mi ha detto che potrei anche "assumerla" come colf e risolvere così molto più velocemente, senza infrangere la legge.
Mi chiedo se il nostro ordinamento preveda la possibilità di soggiorno superiore a 3 mesi per motivi... sanitari? di salute? di ricongiungimento al padre di un bambino non ancora nato? Credo che il riconoscimento pre-nascita non dia comunque diritti alla madre fino al momento della nascita.
Purtroppo gli sportelli e URP degli uffici pubblici non mi hanno supportato.
Grazie in anticipo per la cortese risposta.
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bostik
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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Gio Apr 29, 2010 5:37 pm

Salice ha scritto:
Buongiorno.
La mia fidanzata è cittadina comunitaria (Lettonia) non residente e, dopo un lungo rapporto a distanza fatto di continui viaggi, attendiamo un bambino.
Ce ne siamo accorti mentre era in Italia e grazie alla tesserina TEAM siamo riusciti a fare i primi esami e visite presso l'USL.
Desidererei però farla venire a vivere in Italia e far nascere il bambino in Italia... sono "costretto" dalla burocrazia al matrimonio o esistono altre vie?
Mi hanno parlato di:
- iscriverla all' anagrafe con assicurazione sanitaria a mie spese
- matrimonio
- trovarle un lavoro (ma per una gestante sembra una via impraticabile)
Il solito ben informato mi ha detto che potrei anche "assumerla" come colf e risolvere così molto più velocemente, senza infrangere la legge.
Mi chiedo se il nostro ordinamento preveda la possibilità di soggiorno superiore a 3 mesi per motivi... sanitari? di salute? di ricongiungimento al padre di un bambino non ancora nato? Credo che il riconoscimento pre-nascita non dia comunque diritti alla madre fino al momento della nascita.
Purtroppo gli sportelli e URP degli uffici pubblici non mi hanno supportato.
Grazie in anticipo per la cortese risposta.

Siete in una "botte di ferro" come si suol dire...Essendo comunitaria,non ha problemi di soggiorno,basta autocertificare reddito ed alloggio in comune e si fa l'iscrizione anagrafica entro 3 mesi.In piú essendo incinta avrebbe pure diritto ad un PDS per cure mediche,grazie al cielo in Italia non si espelle una donna incinta...una volta nato il bimbo,diventa inespellibile in quanto madre d'italiano.Non avrá né CDS,né PDS,essendo comunitaria ma sará semplicemente iscritta in anagrafe come cittadina dell'unione e godrá di tutti i diritti riservati ai comunitari.
Saluti
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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Gio Apr 29, 2010 6:10 pm

Salice ha scritto:
Buongiorno.
La mia fidanzata è cittadina comunitaria (Lettonia) non residente e, dopo un lungo rapporto a distanza fatto di continui viaggi, attendiamo un bambino.
Ce ne siamo accorti mentre era in Italia e grazie alla tesserina TEAM siamo riusciti a fare i primi esami e visite presso l'USL.
Desidererei però farla venire a vivere in Italia e far nascere il bambino in Italia... sono "costretto" dalla burocrazia al matrimonio o esistono altre vie?
Mi hanno parlato di:
- iscriverla all' anagrafe con assicurazione sanitaria a mie spese
- matrimonio
- trovarle un lavoro (ma per una gestante sembra una via impraticabile)
Il solito ben informato mi ha detto che potrei anche "assumerla" come colf e risolvere così molto più velocemente, senza infrangere la legge.
Mi chiedo se il nostro ordinamento preveda la possibilità di soggiorno superiore a 3 mesi per motivi... sanitari? di salute? di ricongiungimento al padre di un bambino non ancora nato? Credo che il riconoscimento pre-nascita non dia comunque diritti alla madre fino al momento della nascita.
Purtroppo gli sportelli e URP degli uffici pubblici non mi hanno supportato.
Grazie in anticipo per la cortese risposta.
Certo che é sconsolante sapere che si diano questo tipo di consigli e che le URP non l'abbiano supportata con le informazioni necessarie, tanto semplice e date da Bostik.
bostik ha scritto:
Siete in una "botte di ferro" come si suol dire...Essendo comunitaria,non ha problemi di soggiorno,basta autocertificare reddito ed alloggio in comune e si fa l'iscrizione anagrafica entro 3 mesi.In piú essendo incinta avrebbe pure diritto ad un PDS per cure mediche,grazie al cielo in Italia non si espelle una donna incinta...una volta nato il bimbo,diventa inespellibile in quanto madre d'italiano.Non avrá né CDS,né PDS,essendo comunitaria ma sará semplicemente iscritta in anagrafe come cittadina dell'unione e godrá di tutti i diritti riservati ai comunitari.
Saluti
Solo aggiungo che per estrema pignoleria e sicurezza (benché l'essere incinta la protegge), che entro pochi giorni dall'arrivo si rechi in Questura e faccia la dichiarazione di presenza come cittadina comunitaria. Se non si fa, si presume per legge che siano giá passati i tre mesi consecutivi massimi consentiti per la permanenza. Ripeto é una pignoleria che essendo incinta ptreste evitare, peró é bene non sfidare troppo i burocrati che non conoscono la materia come lo hanno dimostrato le URP (a questo proposito obbligatorie ed addette).

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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Dom Mag 02, 2010 1:09 am

Si constata che vi sono persone che "duplicano" interventi in più Foruim.
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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Dom Mag 02, 2010 11:16 am

Sereno.SCOLARO ha scritto:
Si constata che vi sono persone che "duplicano" interventi in più Foruim.

Serve per avere risposte diverse, anche se gli esperti sono gli stessi!!!!!!!!! Molti utenti adoperano questa tecnica e scelgono poi la risposta più conveniente!!!

Un salutone,

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- Manuale di sopravvivenza burocratica per italiani con partner straniero
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reperibili su www.edizionidellimpossibile.com

solo per casi riservatissimi, e-mail: amedeointonti@burocraziaconsolare.com
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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Dom Mag 02, 2010 5:52 pm

Amedeo ha scritto:
Sereno.SCOLARO ha scritto:
Si constata che vi sono persone che "duplicano" interventi in più Foruim.

Serve per avere risposte diverse, anche se gli esperti sono gli stessi!!!!!!!!! Molti utenti adoperano questa tecnica e scelgono poi la risposta più conveniente!!!

Un salutone,
Sará, ma non mi risulta che nessuno di noi dia risposte differenti alla stessa domanda e quando ce ne accorgiamo diciamo chiaramente che si é giá risposto (nell'altro forum) e che non puó pretendere che la risposta sia diversa....o mi sbaglio?

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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Mar Mag 04, 2010 12:25 pm

Guido Baccoli ha scritto:
Amedeo ha scritto:
Sereno.SCOLARO ha scritto:
Si constata che vi sono persone che "duplicano" interventi in più Foruim.

Serve per avere risposte diverse, anche se gli esperti sono gli stessi!!!!!!!!! Molti utenti adoperano questa tecnica e scelgono poi la risposta più conveniente!!!

Un salutone,
Sará, ma non mi risulta che nessuno di noi dia risposte differenti alla stessa domanda e quando ce ne accorgiamo diciamo chiaramente che si é giá risposto (nell'altro forum) e che non puó pretendere che la risposta sia diversa....o mi sbaglio?

Ovviamente non sbagli!!! La mia era solo una osservazione provocatoria per evidenziare un certo malcostume degli utenti che, prima di scrivere, non vanno a vedere chi risponde e quali informazioni sono già presenti sul forum.

Un salutone,

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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Mar Mag 04, 2010 8:49 pm

Amedeo ha scritto:
Guido Baccoli ha scritto:
Amedeo ha scritto:
Sereno.SCOLARO ha scritto:
Si constata che vi sono persone che "duplicano" interventi in più Foruim.

Serve per avere risposte diverse, anche se gli esperti sono gli stessi!!!!!!!!! Molti utenti adoperano questa tecnica e scelgono poi la risposta più conveniente!!!

Un salutone,
Sará, ma non mi risulta che nessuno di noi dia risposte differenti alla stessa domanda e quando ce ne accorgiamo diciamo chiaramente che si é giá risposto (nell'altro forum) e che non puó pretendere che la risposta sia diversa....o mi sbaglio?

Ovviamente non sbagli!!! La mia era solo una osservazione provocatoria per evidenziare un certo malcostume degli utenti che, prima di scrivere, non vanno a vedere chi risponde e quali informazioni sono già presenti sul forum.

Un salutone,
capito

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INDICE DEI MIEI ARGOMENTI PIÚ IMPORTANTI
http://www.burocraziaconsolare.com/guido-baccoli-f84/indice-argomenti-piu-rilevanti-ed-importanti-di-guido-baccoli-t787.htm
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Salice



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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Sab Mag 22, 2010 5:26 pm

Effettivamente ho ripetuto qui la stessa domanda che avevo sì già postato, ma su un sito WEB differente (avevo provato su "Comuni d'Italia").
Dopo essere stato intontito e scoraggiato dalla risposta del dott. Scolaro, indecifrabile ad un profano e perentoria in senso negativo (ha categoricamente escluso Pds per motivi di salute)... tra l'altro non sospettando l'ubiquità del medesimo, la cui suscettibilità spero di non aver urtato.

Riassumendo i pareri raccolti su tutti i principali siti le perplessità in materia rimangono le seguenti:

- Dichiarazione di presenza entro gli 8 giorni dall' arrivo (parte dei dotti commentatori la ritengono superata dalle norme comunitarie... vedi dott. avv. Giuli Perin)
- PDS per cure mediche (parte della dottrina lo invoca in caso di gravidanza gravidanza, invocando inoltre la disparità di trattamento con gli extracomunitari...parte lo respinge in toto per i comunitari)
- Dopo la nascita, ricongiungimento al figlio cittadino italiano... parte dei commentatori ritiene indispensabile allo scopo comprovare per il genitore comunitario il reddito e l'assicurazione sanitaria, l'altra parte intende automatica l'iscrizione all' anagrafe ed al SSN a prescindere da tali requisiti.

Mi sa che in mancanza di certezze la assumerò in regola come COLF, intanto che siamo in tempo... potrò mai essere incriminato per l'assunzione di una persona con la quale il rapporto (de facto) non è riconosciuto dalla legge (ai fini della sua residenza, per esempio)?
Game Over

Ridiamo, che è meglio... grazie comunque per le vostre cortesi risposte...
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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Sab Mag 22, 2010 8:22 pm

Salice ha scritto:
Effettivamente ho ripetuto qui la stessa domanda che avevo sì già postato, ma su un sito WEB differente (avevo provato su "Comuni d'Italia").
Dopo essere stato intontito e scoraggiato dalla risposta del dott. Scolaro, indecifrabile ad un profano e perentoria in senso negativo (ha categoricamente escluso Pds per motivi di salute)... tra l'altro non sospettando l'ubiquità del medesimo, la cui suscettibilità spero di non aver urtato.

Riassumendo i pareri raccolti su tutti i principali siti le perplessità in materia rimangono le seguenti:

- Dichiarazione di presenza entro gli 8 giorni dall' arrivo (parte dei dotti commentatori la ritengono superata dalle norme comunitarie... vedi dott. avv. Giuli Perin)
- PDS per cure mediche (parte della dottrina lo invoca in caso di gravidanza gravidanza, invocando inoltre la disparità di trattamento con gli extracomunitari...parte lo respinge in toto per i comunitari)
- Dopo la nascita, ricongiungimento al figlio cittadino italiano... parte dei commentatori ritiene indispensabile allo scopo comprovare per il genitore comunitario il reddito e l'assicurazione sanitaria, l'altra parte intende automatica l'iscrizione all' anagrafe ed al SSN a prescindere da tali requisiti.

Mi sa che in mancanza di certezze la assumerò in regola come COLF, intanto che siamo in tempo... potrò mai essere incriminato per l'assunzione di una persona con la quale il rapporto (de facto) non è riconosciuto dalla legge (ai fini della sua residenza, per esempio)?
Game Over

Ridiamo, che è meglio... grazie comunque per le vostre cortesi risposte...

É sempre triste pensare che qualcuno rinuncia ai suoi diritti...se al suo comune sono rimasti all'está media,esistono i mezzi per farli "rinsavire",richieste accesso atti,diffide,querele eventualmente...si ricordi che il decreto legge che regola il soggiorno della sua compagna é il dlgs.30/2007,il resto é aria fritta...in comune dovrebbero sapere benissimo che i mezzi di sussistenza si possono autocertificare,per sapere che é lei che provvede alla sua compagna che mandino un controllo...
Tanti auguri.
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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Dom Mag 23, 2010 1:49 am

Salice ha scritto:
Effettivamente ho ripetuto qui la stessa domanda che avevo sì già postato, ma su un sito WEB differente (avevo provato su "Comuni d'Italia").
Dopo essere stato intontito e scoraggiato dalla risposta del dott. Scolaro, indecifrabile ad un profano e perentoria in senso negativo (ha categoricamente escluso Pds per motivi di salute)... tra l'altro non sospettando l'ubiquità del medesimo, la cui suscettibilità spero di non aver urtato.

Riassumendo i pareri raccolti su tutti i principali siti le perplessità in materia rimangono le seguenti:

- Dichiarazione di presenza entro gli 8 giorni dall' arrivo (parte dei dotti commentatori la ritengono superata dalle norme comunitarie... vedi dott. avv. Giuli Perin)
- PDS per cure mediche (parte della dottrina lo invoca in caso di gravidanza gravidanza, invocando inoltre la disparità di trattamento con gli extracomunitari...parte lo respinge in toto per i comunitari)
- Dopo la nascita, ricongiungimento al figlio cittadino italiano... parte dei commentatori ritiene indispensabile allo scopo comprovare per il genitore comunitario il reddito e l'assicurazione sanitaria, l'altra parte intende automatica l'iscrizione all' anagrafe ed al SSN a prescindere da tali requisiti.

Mi sa che in mancanza di certezze la assumerò in regola come COLF, intanto che siamo in tempo... potrò mai essere incriminato per l'assunzione di una persona con la quale il rapporto (de facto) non è riconosciuto dalla legge (ai fini della sua residenza, per esempio)?
Game Over

Ridiamo, che è meglio... grazie comunque per le vostre cortesi risposte...
Bisogna anche capire che spesso si risponde in senso generale pur potendo esserci dei particolari non dichiarati che possono capovolgere il parere, gli stessi avvocati e Giudici (non per niente esistono tre gradi di giudizio) possono interpretare e sentenziare per un singolo ed approfondito caso in maniera opposta, quindi la materia legale e giuridica non é mai paragonabile alla matematica.

Non ha certo bisogno di essere ''difeso'' e non vuole essere una ''sviolinata'', ma mi permetto di affermare ed a ragion veduta, che il Dr. Scolaro forse a qualcuno puó apparire ''burbero'' e ''categorico'', ma é invece, una persona molto umana, umile e comunque sempre disponibile a dare un consiglio o ad un serio confronto. Ha senza dubbio un'esperienza e conoscimento specie in materia amministrativa, come ben pochi hanno ed é un onore averlo in questo forum al quale apporta senza ombra di dubbio moltissimo e credo che Amedo e Bostick siano d'accordo.

Dalle sue risposte in stragrande maggioranza c'é sempre da imparare e da spesso spunti di approfondimento molto interessante in una materia che é troppo spesso controversiale e di difficile comprensione per i molti richiami atroppe norme (abrogate, modificate o riferentesi ad altre leggi). Non sono mancate tuttavia (ma é normale vista la premessa) sempre nel piú grande rispetto reciproco, le discussioni ''accademiche'' con gli altri esperti e moderatori, cosí come in altri casi tra i rimanenti moderatori in cui é rimasto estraneo e nelle quali qualche volta (a dir il vero abbastanza sporadiche), non si sono raggiunti pareri totalmente convergenti, anche perché é difficile entrare nel merito del singolo caso che puó anche presentare sfaccettature nascoste che mi pare lei stia sottovalutando.

Che la materia legale sia a volte controversiale o malinterpretabile lo dimostra appunto la differenza di vari esperti che si esprimono in Internet in altri siti, ma troppo spesso ho rilevato si tratta solo di interpretazioni infondate e senza base giuridica (giurisprudenza affermata), per i quali durante i miei lavori di ricerca, mi sono talmente scandalizzato che sono perfino entrato ed affrontato quando era possibile e guarda caso, nonostante fossi estraneo....non mi hanno ne censurato e nemmeno contrastato. Altre volte esiste solamente un'apparente contraddizione perché il cittadino comune non é in grado (ad ognuno il suo mestiere) di rilevare che si tratta di un'interpretazione per un singolo caso piú approfondito e mi spiego meglio dopo.

Nel tema da lei trattato ci sono come ha notato delle diverse interpretazioni, ma e mi permettano lei e gli altri stimati ed amici esperti e moderatori, dire anche la mia:
- Dichiarazione di presenza entro gli 8 giorni dall' arrivo (parte dei dotti commentatori la ritengono superata dalle norme comunitarie... vedi dott. avv. Giuli Perin)
non é affatto superata perché non essendoci un timbro e quindi una data certa di entrata ed uscita in territorio italiano da parte di un cittadino comunitario, la stessa legge italiana alla quale il Dr. Scolaro ha molto spesso fatto riferimento (non la ricordo a memoria in questo momento), presume in mancanza di dichiarazione di presenza che siano giá passati i 90 gg disponibili e mi pare anche piuttosto logico...altrimenti le Autoritá come lo controllano?

- PDS per cure mediche (parte della dottrina lo invoca in caso di gravidanza gravidanza, invocando inoltre la disparità di trattamento con gli extracomunitari...parte lo respinge in toto per i comunitari)
Riguardo gli extracomunitari, la corte Costituzionale si é pronunciata ben due volte, specificando che:
Citazione :
E' manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 19 comma 2 lett. d), d.lg. 25 luglio 1998 n. 286, censurato, in riferimento agli art. 2, 30, 31 e 32 cost., nella parte in cui prevede che il decreto di espulsione debba essere eseguito anche nei confronti dello straniero extracomunitario legato da una relazione affettiva con una donna in stato di gravidanza e in attesa del permesso di soggiorno. Analoga questione è già stata dichiarata manifestamente infondata con riferimento agli art. 2, 30 e 32 cost., sul rilievo che la previsione della temporanea sospensione del potere di espulsione «delle donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio cui provvedono», estesa, per effetto della sentenza n. 376 del 2000, al rispettivo marito convivente, presuppone una certezza dei rapporti familiari che non è dato riscontrare nel caso di una relazione di fatto, e che «le ragioni della solidarietà umana non sono di per sé in contrasto con le regole in materia di immigrazione previste in funzione di un ordinato flusso migratorio e di un'adeguata accoglienza ed integrazione degli stranieri», mentre non sussiste la dedotta violazione dell'art. 31 cost., in quanto tale parametro è volto a salvaguardare la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e non può, quindi, essere invocato in riferimento ad una situazione di fatto quale quella prospettata dal rimettente.
La ssentenza é molto significativa e supporta la mia sopra citata affermazione che spesso non si considera il caso nei particolari soggettivi e di qualla particolare situazione di fatto (cosa impossibile in un forum in quanto si tratterebbe di approfondire una situazione che risulterebbe una vera e propria consulenza legale privata e particolare che non é pensabile pretendere gratuitamente, come detta anche il Regolamento del forum), come lo sono le frasi della sentenza TAR Emilia Romagna Bologna del 18/02/2009 n.173
Citazione :
nel corso degli anni, il processo amministrativo di tipo impugnatorio è giunto ad estendere l'oggetto del giudizio non solo all'atto impugnato, ma anche alla pretesa sostanziale posta alla base dell'impugnazione, dando rilievo alle sopravvenienze capaci di determinare l'accoglimento della pretesa del ricorrente;
Altra sentenza TAR Piemonte Torino giugno 2008 accoglie in pieno la protezione della donna in gravidanza
Citazione :
Ai sensi dell' art. 7 comma 1, d.l. 30 dicembre 1989 n. 416, convertito con l. 28 febbraio 1990 n. 39, è illegittimo il provvedimento di espulsione adottato nei confronti di cittadina extracomunitaria in avanzato stato di gravidanza, risultando irrilevante in detta situazione che la stessa fosse priva del permesso di soggiorno
Per ben sei volte sono stati promulgati Decreti legge negli anni non molto recenti, tutti decaduti dopo i 90 gg per non essere stati tramutati in legge e nei quali il punto comune era che non era espellibile la donna in stato di gravidanza dal terzo mese in poi e per i sei mesi successivi alla nascita. Non é mai avvenuta la conversione in legge, ma pare comunque che si prenda in grande considerazione anche in giurisprudenza il tipo (p. e. gravidanza a richio dei primi tre mesi) ed il tempo (dopo i tre mesi) dello stato di gravidanza.
....................... Diverso e mi pare normale se vogliamo considerare che siamo parte della U.E. é il trattamento che si deve dare ai cittadini comunitari (che non rappresentano di certo un forte rischio d'immigrazione clandestina) presenti in Italia e non esiste come giudicato dalla Corte Costituzionale, nessuna diversitá di trattamento, bensí un'esigenza diversa in quanto
Citazione :
le ragioni della solidarietà umana non sono di per sé in contrasto con le regole in materia di immigrazione previste in funzione di un ordinato flusso migratorio e di un'adeguata accoglienza ed integrazione degli stranieri

Ancor piú diverso é il suo caso in quanto si tratta di futuro figlio di cittadino italiano (e qui le distinzioni precedenti C. Costituzionale e TAR) non servono e non sono assolutamente attinenti in quanto si trattava sempre di due extracomunitari) Nel suo caso si tratta anche di una compagna comunitaria, ma anche se fosse stata extracomunitaria (peró solo se presente in Italia al momento della gravidanza), é assolutamente inespellibile in quanto si congiungono due fattori importanti: lo stato di gravidanza e la seppur futura, condizione di familiare di cittadino italiano. Non mi sento di sostenere che il PDS o la CDS siano dovuti prima della nascita del figlio, che a ben poco gli servirebbe in quanto la sanitá gli viene comunque garantita (quindi su questo punto sono in accordo con il Dr Scolaro e forse in contrasto con Amedeo e Bostick, (contrasto del tutto insignificante nelle conclusioni), ma sono del parere alla luce delle suddette ragioni giurisprudenziali, che l'espulsione non possa essere effettuata e se lo fanno, non é comunque accoglibile.

- Dopo la nascita, ricongiungimento al figlio cittadino italiano... parte dei commentatori ritiene indispensabile allo scopo comprovare per il genitore comunitario il reddito e l'assicurazione sanitaria, l'altra parte intende automatica l'iscrizione all' anagrafe ed al SSN a prescindere da tali requisiti.
Per dare risposta a questo contrasto ho menzionato varie volte sentenze che specificano senza lasciare dubbi ad altre interpretazioni, che se la donna é madre di cittadino italiano (parliamo giá del dopo nascita, quando si perfeziona il diritto soggettivo) il reddito é automaticamente riferito al cittadino italiano e non alla donna e sappiamo che gli italiani non devono dimostrare reddito personale per ricongiungere la madre dei propri figli seppure non sia sua moglie. Un po' diverso é se si tratta di cittadino comunitario presente in Italia, dove il reddito é fondamentale per poter essere ricongiunta la madre di suo figlio in territorio italiano.

Forse ho complicato o forse sono riuscito a farle capire che molto spesso, le varie sfaccettature e gli apparenti contrastanti pareri di esperti, appaiono tali al cittadino comune, ma non agli occhi di chi é del mestiere o comunque ha una lunga e sperimentata esperienza in materia, nulla togliendo che quest'ultimi si possano trovare ugualmente in contrasto, ma sono casi direi sporadici se si entra nei particolari ed uscendo dal generale, nulla togliendo che io per primo mi posso anche sbagliare e non ho certamente l'oro della veritá assoluta in bocca, come d'altra parte nessuno, nemmeno i piú ferrati l'hanno.

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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Dom Mag 23, 2010 11:47 am

Salice ha scritto:
- Dichiarazione di presenza entro gli 8 giorni dall' arrivo (parte dei dotti commentatori la ritengono superata dalle norme comunitarie... vedi dott. avv. Giuli Perin)

Mi permetto di fare una precisazione in proposito.

Se uno straniero entra in zona Schengen non direttamente in Italia, gli mettono un timbro di ingresso sul passaporto nel paese dove è entrato (p.e. scalo a Parigi > timbro francese). In italia non appongono poi altro timbro e per avere indicazioni certe sulla sua presenza in Italia occorre fare la dichiarazione di presenza in questura.

Se lo straniero entra direttamente in Italia, il timbro sul passaporto lo mette la polizia di frontiera italiana, che ne registra le generalità. Questo timbro costituisce/sostituisce sia il vecchio Permesso di Soggiorno per turismo, sia la dichiarazione di presenza in questura, che non è quindi più necessaria.

Un saluto,

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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Dom Mag 23, 2010 12:12 pm

Amedeo ha scritto:
Salice ha scritto:
- Dichiarazione di presenza entro gli 8 giorni dall' arrivo (parte dei dotti commentatori la ritengono superata dalle norme comunitarie... vedi dott. avv. Giuli Perin)

Mi permetto di fare una precisazione in proposito.

Se uno straniero entra in zona Schengen non direttamente in Italia, gli mettono un timbro di ingresso sul passaporto nel paese dove è entrato (p.e. scalo a Parigi > timbro francese). In italia non appongono poi altro timbro e per avere indicazioni certe sulla sua presenza in Italia occorre fare la dichiarazione di presenza in questura.

Se lo straniero entra direttamente in Italia, il timbro sul passaporto lo mette la polizia di frontiera italiana, che ne registra le generalità. Questo timbro costituisce/sostituisce sia il vecchio Permesso di Soggiorno per turismo, sia la dichiarazione di presenza in questura, che non è quindi più necessaria.

Un saluto,

Ad un comunitario,definito "non straniero" dallo stesso trattato di Maastricht,non viene mai timbrato il passaporto quando entra in zona Schengen o in UK,Eire,Romania,Bulgaria ecc.
A parte ció,mi sembra che l'utente scoraggiato di fronte all'atteggiamento omissivo ed impreparato di una certa parte della PA,abbia cercato risposte definitive sui forum,senza in effetti trovarle,anche se gli é stato indicato a quali leggi fare riferimento e come agire.
Io ricordo quando mi sposai con una straniera nel '98,non chiesi a nessun forum anche perché in quel periodo internet non era ancora cosí diffuso...e personalmente mi "ruppi" con telefonate,code ecc.Tutto ció per dire che certe cose s'apprendono veramente solo sulla propria pelle...
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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Lun Mag 24, 2010 3:33 am

Scusami Bostik, ma mi riferivo ad uno straniero extraUe e non ad un comunitario per la dichiarazione di presenza.

Come si può ben vedere, basta cambiare piccoli termini della questione per ottenere informazioni apparentemente diverse.

Era quello che si voleva dimostrare!!!

P.S. - Anche io mi sono trovato nella tua condizione nel 2001!!! L'11 settembre accadde lo sfracello delle torri gemelle e diventò fortissimo il rischio di una chiusura indiscriminata delle frontiere, per cui decisi per il matrimonio all'estero. Il 21 settembre avevo l'udienza definitiva per il mio divorzio (con tutti i problemi successivi connessi con la ratifica e la trascrizione). Notizie per un matrimonio in Moldova non ne esistevano proprio!!! Il 23 novembre successivo riuscivo a celebrare il matrimonio ed il 1° dicembre ero in Italia con mia moglie. Hai presente un buldozer???

Un salutone,

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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Ven Mag 28, 2010 7:47 pm

Ritengo non solo opportune, ma necessarie, le precisazioni di Amedeo e Bostik anche sulla possibilitá di ottenere ''apparenti'' risposte diverse se la domanda non é ben formulata e specificata. Grazie ad entrambe per il prezioso apporto in mia forzata assenza.

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MessaggioOggetto: Re: In attesa di figlio da cittadina comunitaria non (ancora) residente...   Oggi a 6:32 am

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