bostick ha ragione, ma in realtá quando si tratta di traduzioni possono nascere delle situazioni non confacenti e facilmente confondibili e sono casi che poco spesso vengono recepiti. Io lo capisco perfettamente ed a miei assistiti é successo non molto, ma almeno tre volte é capitato. Ho fatto risolvere facendo richiedere un certificato di stato civile, con la dicitura '' non ha impedimenti per sposarsi'' o ''é libero di contrarre matrimonio''.
Con grande resistenza del Comune che peró alla fine spiegando la situazione e la possibile malinterpretazione da parte delle autoritá straniere che leggono la traduzione del ''giá sposato'', dialogando con loro, hanno capito e cambiato la dicitura.
In realtá la dicitura ''giá sposato'' é corretta, peró ci sono dei problemi reali e soggettivi quando una dicitura in italiano abbastanza chiara per la lingua italiana, non lo é e non si puó pretendere lo sia per un traduttore di altro paese straniero e l'autoritá di quello Stato estero. Credo che un colloquio con le spiegazioni sia necessario perché si cambi la dicitura in questi particolari casi. D'altra parte non esiste una sola formula obbligatoria perché appaia ''giá sposato'' al posto delle altre due alternative decisamente meno malinterpretabili nella traduzione e quindi piú chiare.
Riguardo il poco leggibile timbro di passato in giudicato della sentenza é meno importante in quanto lo stato civile lo avvalla, quindi seppur poco leggibile lo si puó tradurre ugualmente. Ad ogni buon conto, ma senza sfasciarsi la testa e se fa in tempo, puó chiedere al Tribunale un'apposito certificato di passato in giudicato senza che si riporti tutto il testo della sentenza, ma solo l'oggetto, il numero, la data etc..